Fine vita. Papa Francesco chiede un “supplemento di saggezza” alla scienza medica e al legislatore, contro l’accanimento terapeutico

Fine vita. Papa Francesco chiede un “supplemento di saggezza” alla scienza medica e al legislatore, contro l’accanimento terapeutico

Evitare l’accanimento terapeutico non significa aprire all’eutanasia, che rimane sempre illecita. Papa Francesco ha inviato un messaggio al Meeting regionale europeo della World medical association per fare il punto sulle delicate e complesse questioni del “fine vita”, organizzato presso l’Aula Vecchia del Sinodo in Vaticano. “Oggi – scrive Bergoglio – è possibile protrarre la vita in condizioni che in passato non si potevano neanche immaginare. Gli interventi sul corpo umano diventano sempre più efficaci, ma non sempre sono risolutivi: possono sostenere funzioni biologiche divenute insufficienti, o addirittura sostituirle, ma questo non equivale a promuovere la salute. Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona”. Non attivare mezzi sproporzionati o sospenderne l’uso, equivale a evitare l’accanimento terapeutico, si legge nel comunicato del Vaticano, cioè compiere un’azione che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia, che rimane sempre illecita, ribadisce il pontefice, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte. Non si tratta di una posizione “rivoluzionaria” o innovativa nella Chiesa cattolica. Papa Pio XII, ha ricordato Francesco, in un discorso rivolto 60 anni fa e rivolto ad anestesisti e rianimatori, aveva già affermato che non esiste un obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici potenzialmente disponibili e che, in casi ben determinati, è lecito astenersene. E anche Benedetto XVI, intervenendo nel 2008 alla Conferenza internazionale sulla pastorale dei bambini malati, aveva dichiarato che la ricerca medica si trova spesso di fronte a scelte difficili, ma deve sempre trovare un giusto equilibrio tra insistenza e desistenza.

Fratoianni: “questo pontefice dimostra grandezza e umanità”

“Non ho il dono della fede, ma questo Pontefice ogni giorno dimostra la sua grandezza e sopratutto la sua umanità. Quei ‘credenti’ ipocriti e falsi che bloccano al Senato una legge di civiltà come quella sul biotestamento dovrebbero ogni tanto guardarsi allo specchio”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.

Rosy Bindi: “il papa ci supera”. I senatori a vita: “inserire nell’agenda politica la necessità di dare certezza normativa”

“Questa legislatura si chiude senza aver licenziato una legge sul testamento biologico. Perfino il Papa, con le dichiarazioni di oggi sul fine vita, ci ha superato. E non vedo strategie sulle politiche ambientali, sulla crescita e sull’immigrazione”. Lo ha detto ad Ancona Rosy Bindi a margine di un incontro dell’Assemblea legislativa delle Marche sui temi della legalità.  “Le parole di Papa Francesco sull’accanimento terapeutico e il fine vita, che nella loro ricchezza e articolazione vedono nel paziente, capace e competente, la persona che giudica l’effettiva proporzionalità delle cure, crediamo possano rappresentare un’ulteriore occasione per credenti e non credenti, e soprattutto per il Parlamento, di inserire nell’agenda politica del Paese la necessità di dare certezza normativa in questa legislatura alle scelte di fine vita”, scrivono in una nota congiunta i senatori a vita Elena Cattaneo, Mario Monti, Renzo Piano e Carlo Rubbia. “Su tale necessità, rispetto al tema del cosiddetto ‘Testamento Biologico’ – proseguono – avevamo fatto pubbliche riflessioni, la cui attualità crediamo persistere e rinnovarsi con quanto oggi scritto dal Papa”.

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