Egitto. Strage di fedeli in una moschea Sufi nella penisola del Sinai. Almeno 235 i morti e più di 100 i feriti. Ancora nessuna rivendicazione, ma si ipotizza attacco dell’Isis

Egitto. Strage di fedeli in una moschea Sufi nella penisola del Sinai. Almeno 235 i morti e più di 100 i feriti. Ancora nessuna rivendicazione, ma si ipotizza attacco dell’Isis

Strage di fedeli in una moschea della penisola del Sinai, in Egitto, durante la preghiera del venerdì: sono almeno 235 le persone morte nell’attacco messo a segno da uomini armati, che hanno aperto il fuoco sui fedeli dopo l’esplosione di una bomba. Oltre 100 le persone rimaste ferite. Si tratta del peggior attacco in quattro anni di violenze nel Sinai da parte degli islamisti. L’ufficio del presidente Abdel Fatah al Sisi ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. L’attacco è avvenuto nella moschea Rawda, situata a circa 40 chilometri a ovest del capoluogo del Sinai del Nord, El-Arish. La moschea situata lungo la strada che porta da al Arish al distretto di Bir al Abed era una cosiddetta “Zawia”, una moschea cioè frequentata dai sufi, una corrente dell’Islam considerata eretica dallo Stato islamico che professa la dottrina wahhabita. Secondo un leader tribale e capo di una milizia dei Beduini impegnata contro i jihadisti dello Stato islamico (Isis), la moschea è nota come luogo di ritrovo dei Sufi, considerati eretici dall’Isis perchè credono nell’intercessione dei santi.

“L’Egitto, con altri Paesi, sta diventando uno dei terreni preferiti dello Stato islamico, per questo bisogna porre fine all’ideologia diffusa dai media secondo cui l’Isis sarebbe finita con la caduta delle sue roccaforti in Iraq e Siria”, afferma, oggi a Montecitorio, Myriam Benraad, specialista di mondo arabo, docente di Studi per la sicurezza dell’Università di Leida, tra i relatori del seminario organizzato dall’Assemblea parlamentare Nato sulla sicurezza in Medio Oriente e nel Mediterraneo. “Non siamo più su logiche nazionali, la minaccia è globale e bisogna capire meglio cosa dice questa gente per combatterla” ha affermato Benraad.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abd Al-Fattah Khalil Al-Sisi, il seguente messaggio: “Ho appreso con profondo dolore la notizia del vile attentato che ha colpito poche ore fa la moschea di Bir Al-Abed con un drammatico bilancio di morti e feriti. Nella comune lotta contro il terrorismo e l’estremismo religioso – nemici esiziali della libera espressione del culto – l’Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell’Italia”.

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