CNR. I ricercatori precari occupano la sede del Consiglio di amministrazione. La protesta non si ferma

CNR. I ricercatori precari occupano la sede del Consiglio di amministrazione. La protesta non si ferma

“Abbiamo occupato le sedi del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e Palermo per rivendicare la stabilizzazione dei precari della ricerca dell’Ente – dice Giovanna Occhilupo, dei Precari Uniti CNR – Nella rete di ricerca del CNR lavorano 10 mila ricercatori precari. Alcuni lavorano da 10 o 20 anni con rinnovi periodici del contratto che spesso non prevede neanche le misure basilari di tutela, ferie, malattie etc. È una situazione inaccettabile, siamo professionisti che hanno diritto ad un contratto a tempo indeterminato. Nella Legge di Bilancio devono essere previste le risorse necessarie per stabilizzare tutto il personale e migliorare l’efficienza dell’Ente e la situazione dei lavoratori. Dobbiamo investire nella Ricerca per il futuro del Paese”.

La Flc Cgil: “denunciamo l’assenza della ministra Fedeli e del governo di fronte alla protesta di 3000 ricercatori”

“Le misure in legge di bilancio non consentono le stabilizzazioni previste dal decreto Madia – si legge in una nota della Flc Cgil –. Il Cnr dal canto suo non garantisce la proroga di tutti i precari in scadenza entro la fine dell’anno, tanto meno gli assegni di ricerca, lamentando una ingiustificata assenza di risorse. In queste condizioni il futuro dei precari è a rischio”. Il sindacato denuncia anche “l’assenza della ministra Fedeli e del governo di fronte all’ampia protesta dei 3.000 ricercatori. Se non saranno adottate le misure necessarie la protesta non si fermerà”.

“Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori precari del Cnr e di tutti i precari della ricerca pubblica, per rivendicare la loro stabilizzazione, nessuno escluso, affinchè nessuno vada a casa. Non solo il Cnr, ma l’Italia intera, non può permettersi di perdere competenze e professionalità acquisite dopo anni di lavoro precario”, questo il commento del segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli. La clamorosa protesta è stata decisa il 21 novembre nel corso dell’assemblea del personale che si è svolta in attesa del comunicato che il presidente Inguscio si era impegnato a inoltrare alle organizzazioni sindacali e al personale per formalizzare il proprio impegno per la proroga dei contratti a tempo determinato e l’applicazione delle norme introdotte dal decreto Madia”.

Ma “l’assemblea – si legge nella nota della Flc – ha ritenuto vago e parziale il comunicato del presidente”, un comunicato che “non dà sufficienti e chiare garanzie per la proroga dei contratti tempo determinato gravanti su fondi a gestione centralizzata, su fondi esterni di progetto e che ignora completamente gli assegni di ricerca  e i Co.Co.Co”. La questione riguarda diversi istituti, non solo il Cnr: le stabilizzazioni dei precari della ricerca latitano, nonostante il varo del decreto legislativo 218/2016 (mirato alla semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca) e del decreto Madia. “Non ha aiutato in tal senso – denuncia sempre la Flc Cgil – l’atteggiamento remissivo della maggior parte dei presidenti degli enti che, con un documento di fine luglio, si sono rifugiati per lo più in una ‘comoda’, anche se legittima, richiesta di incremento dei fondi ordinari degli enti, tralasciando di ottimizzare al meglio gli strumenti che il decreto legislativo 218/2016 aveva messo loro a disposizione”.

Claudia Pratelli, Sinistra Italiana: “l governo continua a disinteressarsi di un aspetto nevralgico per il rilancio del Paese”

“In questi minuti i ricercatori precari del CNR stanno occupando l’aula Fermi del Consiglio di Amministrazione. E’ l’inevitabile risposta alla sordità del governo”, afferma Claudia Pratelli responsabile nazionale scuola, università e ricerca di Sinistra Italiana. “Nonostante la lotta per chiedere la stabilizzazione dei 3000 ricercatori precari che da anni e anni tengono in piedi l’istituto – prosegue la responsabile scuola della sinistra – nonostante la disastrosa e progressiva precarizzazione del lavoro di ricerca prodotta da anni di tagli e limitazioni al turn over, il governo continua a disinteressarsi di un aspetto nevralgico per il rilancio del nostro Paese. Si tratta della vita di miglia di ricercatori, e si tratta del futuro del nostro Paese. Siamo a fianco della loro protesta e non solo in modo astratto – conclude Pratelli – Grazie al confronto e al contributo dei precari uniti del CNR così come di reti di ricercatori precari degli altri enti di Ricerca, Sinistra italiana ha presentato degli emendamenti alla legge di Bilancio che consentono la stabilizzazione dei ricercatori precari degli enti di ricerca. Proprio in queste ore ci stiamo battendo in Parlamento per difenderli e sostenerli”.

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