Ancora decine di migranti annegati nel Mediterraneo. Il Codice Minniti è un fallimento. E la Guardia costiera libica è complice dei naufragi. Le reazioni indignate di Sinistra Italiana, Mdp e del Centro Astalli

Ancora decine di migranti annegati nel Mediterraneo. Il Codice Minniti è un fallimento. E la Guardia costiera libica è complice dei naufragi. Le reazioni indignate di Sinistra Italiana, Mdp e del Centro Astalli

E’ giunta al porto di Pozzallo, nel ragusano, la nave della Ong tedesca Sea Watch 3 con a bordo 58 migranti, sopravvissuti ad un naufragio, e la salma di un bambino di 2 anni e mezzo, morto durante le fasi delle operazioni di salvataggio al largo della Libia. Sempre a Pozzallo, era arrivata la nave Aquarius di Sos Mediterranee con 4 salme a bordo, di tre uomini e una donna, anche loro vittime del naufragio la cui responsabilità sarebbe stata attribuita alla Guardia costiera libica. Accuse che sono state respinte dagli interessati.

Il racconto del naufragio: in 145 sul gommone, al costo di 400 dollari cadauno. La Guardia costiera libica ne ha lasciati morire 50, secondo la Ong tedesca Sea Watch 

Sarebbero perciò almeno 50 le vittime del terribile naufragio di alcuni giorni fa verificatosi a circa 30 miglia dalle coste libiche, dove sono intervenuti la nave della ong tedesca Sea Wach, quella che poi ha attraccato a Pozzallo, e la motovedetta della Guardia costiera libica, riferisce la polizia di Stato di Ragusa che a Pozzallo ha sentito i 59 superstiti soccorsi dall’organizzazione non governativa e giunti con le salme di cinque migranti, tra cui tre uomini, una donna e un bimbo di due anni mezzo. Una trentina, invece, sarebbero stati presi in carico dalla Guardia costiera libica. Dal racconto dei migranti è stato possibile accertare, infatti, che sono partiti in circa 145 dalle coste libiche, dopo aver pagato 400 dollari a testa ai trafficanti di esseri umani. Secondo quanto ricostruito, il gommone, quando è entrato in acque internazionali ha iniziato ad imbarcare acqua. Dopo poche decine di minuti è semiaffondato ed è stato avvistato da un elicottero della Marina militare che ha lanciato l’allarme. Sul posto per i soccorsi sono intervenuti la motovedetta libica e la nave “Sea Watch 3”. Al loro arrivo molti migranti, spiega la Squadra mobile, erano già annegati, altri sono stati subito soccorsi dalla motovedetta libica ed altri ancora, in tutto 59, dall’equipaggio della Ong tedesca che ha recuperato anche il cadavere di un bambino di 2 anni e mezzo, figlio di una superstite. In supporto sono giunte altre navi che hanno recuperato 4 cadaveri poi trasportati a Pozzallo la sera del 7. Sono morti tutti per annegamento, come emerso dall’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale inviato dalla Procura della Repubblica di Ragusa con l’assistenza della Scientifica. In queste ore la Mobile di Ragusa sta effettuando il riconoscimento dei quattro cadaveri attraverso i superstiti che sono assistiti da un team di psicologi. La madre del bambino giunto cadavere è stata dimessa dopo una notte in ospedale per accertamenti e ha riconosciuto il piccolo riferendo che viaggiavano da soli in quanto il marito era già partito mesi prima. I corpi sono stati trasportati a Modica e Scicli che hanno dato disponibilità per la sepoltura alla prefettura di Ragusa. I migranti nelle prossime ore saranno affidati ai centri individuati dalla prefettura di Ragusa, mentre la madre del bambino morto è già stata affidata ad una struttura protetta.

Le reazioni indignate. Erasmo Palazzotto, Sinistra Italiana: “Basta finanziare la Guardia costiera libica”

Il deputato e responsabile Esteri di Sinistra italiana, Erasmo Palazzotto, interviene nel dibattito sul caso del salvataggio conteso, nelle acque del Mediterraneo, tra la Guardia costiera libica e l’organizzazione non governativa Sea Watch, nel quale sono morti 50 migranti e su cui la procura della Repubblica di Ragusa ha aperto un’indagine. “Di quanta barbarie dovremo ancora essere complici? Quanti morti dovremo avere sulle nostre coscienze? Alla luce di questo ultima drammatica strage chiediamo al governo italiano di sospendere qualsiasi forma di finanziamento diretto o indiretto alla Guardia costiera libica. Finanziare criminali è immorale”, afferma Palazzotto in una nota.

Le reazioni indignate. Arturo Scotto, Mdp: “tragedia dimostra inefficacia missione libica”

“La tragedia accaduta nelle acque libiche raccontata da un grande quotidiano nazionale, dimostra che le criticità sollevate contro la missione di supporto navale in Libia avevano un fondamento. Qualcuno forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Una missione che non interviene efficacemente sul governo dei flussi migratori, non pacifica quell’area del Mediterraneo, spezza qualunque rapporto con le ong e con la loro funzione umanitaria, trattate alla stregua di una banda di scafisti. Ora è il momento del dolore e della vicinanza alle famiglie delle vittime e dei sopravvissuti. Ma è, allo stesso tempo, il momento di una discussione in Parlamento e nel paese sul bilancio, tragico, da battaglia navale, di questo intervento. Minniti venga subito a riferire in aula”, afferma in una nota il deputato di Mdp Arturo Scotto.

Le reazioni indignate. Il Centro di accoglienza dei gesuiti, Astalli: “la morte dei migranti non scuote più le anestetizzate coscienze europee”

Il Centro Astalli esprime profondo cordoglio e indignazione per la morte dei 50 migranti “avvenuta incredibilmente durante le operazioni di salvataggio in mare”. Padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “Per quanto tempo si potrà continuare a guardare con crescente indifferenza e assuefazione alla morte di innocenti? Ormai la morte di uomini, donne o persino bambini non scuote più le anestetizzate coscienze europee. L’ecatombe che si consuma ogni giorno nel Mediterraneo è di fatto derubricata a mero effetto collaterale di politiche di contenimento dei flussi. Quanto vale la vita umana? E’ questa la domanda che manca completamente oggi nel dibattito politico e nel racconto mediatico sulle migrazioni. Dare una risposta a questa domanda rappresenta oggi un’assunzione di responsabilità necessaria e non più derogabile da parte di chi ha responsabilità politiche e di tutta la società civile”. Il Centro Astalli chiede l’apertura di canali umanitari per chi scappa da guerre e persecuzioni e l’attivazione di quote per l’ingresso di migranti lavoratori. Solo queste misure sono un reale deterrente al traffico di esseri umani. La salvaguardia della vita dei migranti sia al centro di ogni accordo di collaborazione e cooperazione con i paesi di origine e i paesi di transito. Istituzioni nazionali ed europee, sottolinea la nota, tornino ad applicare le convenzioni internazionali ratificate, e nei rapporti di politica estera antepongano sempre il rispetto dei diritti umani a a qualunque altra valutazione.

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