Amazon. Ora l’azienda tratta. Lo sciopero è stato un successo. Più forti i lavoratori. Camusso: una lotta contro lo sfuttamento, per un lavoro decente

Amazon. Ora l’azienda tratta. Lo sciopero è stato un successo. Più forti i lavoratori. Camusso: una lotta contro lo sfuttamento, per un lavoro decente

Ce l’hanno fatta i lavoratori di Amazon, stabilimento di Castel San Giovanni, Piacenza, a portare al tavolo di trattativa i dirigenti dell’azienda. L’incontro è previsto per lunedì. Dopo un prima fiammata che ha portato in primo piano la lotta di questi lavoratori è arrivato subito il contrordine e dai media Amazon è scomparsa. Una lotta, diciamo “scomoda” perché affronta problemi che rigurdano il presente  e sopratutto il futuro dei rapporti fra azienda e lavoratori ai tempi dell’economia del 4.0. Non solo chiama in causa un colosso multinazionale che opera in un settore di punta, le vendite online, un pezzo pregiato dell’economia che sta invadendo i mercati, dalle vendite ai trasporti. Non è un caso che il ceo di Amazon, Jeff Bezos, sia l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio che ammonta a 100 miliardi di dollari, battendo Bill Gates che è fermo a 89 miliardi. Nel giorno del  Black Friday ha portato a casa 2,5 miliardi. L’aumento delle vendite ha spinto in alto le azioni.

La vertenza è già scomparsa dai media. Il lavoro digitale scotta

Questa è diventata la notizia. Scomparso dai nostri media lo sciopero, una giornata di lotta “storica”, così la definisce il Nidil Cgil, che pone  i problemi non solo del salario ma anche quelli relativi alla organizzazione  e alle condzioni del lavoro, con i rapporti contrattuali non diretti ma mediati, lavoratori a somministrazione, gestiti da grandi agenzie. Lo sciopero nello stabilimento italiano di Amazon ha aperto un fronte di lotta molto importante. È signficativo che dalla Frncia e dalla Germania sia arrivata la “solidarietà attiva”. Dallo stabilimento di Piacenza è venuto un segnale importante. Se l’economia legata al digitale è diventata la nuova frontiera della precarietà c’è anche chi sempre prende consapevolezza che i diritti dei lavoratori non sono merce di scambio. Amazon, Uber, le imprese di consegne di alimenti a domicilio come Deliveroo o la  Foodora si avvalgono del lavoro digitale per abbattere i costi della manodopera. Ma anche in attività immateriali, come il giornalismo, la grafica o il web design, viene fatto ricorso a lavoro a cottimo, paghe sempre più basse e versamenti previdenziali insufficienti o inesistenti. È importante che il tavolo di trattativa si apra. La direzione dello stabilimento di Piacenza, in un primo momento, aveva assunto un atteggiamento arrogante, sprezzante. Mentre i sindacati del settore, Cgil, Cisl, Uil, parlavano della riuscita dello sciopero, dalla azienda arrivava una smentita. Al lavoro sarebbe stato presente il 90% dei dipendenti. C’era il trucco, evidente: erano stati fatti entrare gli interinali. Il sindacato si dichiara “molto soddisfatto” per la riuscita della prima protesta dei lavoratori Amazon in Italia. “Abbiamo avuto adesioni che hanno superato il 50, arrivando vicine al 60%” dei dipendenti blue badge (i lavoratori a tempo indeterminato da perlomeno un anno, ndr) di Amazon. E per quanto riguarda i lavoratori green badge, i somministrati dalle agenzie interinali, nel capannone di Castel San Giovanni, Fiorenzo Molinari, segretario Filcams Cgil Piacenza, precisa: “Sono lavoratori troppo ricattabili: oggi è troppo rischioso per loro fare questa iniziativa di protesta. Ma noi siamo qui fuori anche per loro, e per quelli che hanno deciso di lavorare”.

Molinari (Filcams Cgil): stiamo organizzando lavoratori giovanissimi

“Lo sciopero è un successo perché stiamo organizzando lavoratori in gran parte giovanissimi, che si avvicinano a questa modalità di lotta con molta prudenza – prosegue Molinari – ci siamo arrivati dopo più di un anno di dialogo infruttuoso con l’azienda: dialogo sì, purché non si arrivi a nulla. Oggi, vedere le persone con il badge verde dimostrare la condivisione delle ragioni dello sciopero pur sapendo l’impossibilità di aderirvi in quanto, appunto, interinali, per noi è stata una grande soddisfazione. Questa è una mobilitazione paradigmatica dei rapporti di forza nel mondo del lavoro”. “Credo che i sindacati confederali arriveranno più forti all’appuntamento di lunedì – prosegue Molinari – oggi c’è molta energia, i lavoratori hanno capito che unendo le forze possono ottenere risultati concreti, che in ultima analisi vadano a migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità di vita dentro e fuori il magazzino di Amazon. Scardinare l’impostazione di Amazon che punta a una totale disintermediazione tra azienda e singolo lavoratore, in Italia e nel mondo, è una filosofia che contrastiamo. I sindacati stanno facendo un lavoro serio, la proposta è sul tavolo, e lunedì ne discuteremo forti di questo sciopero”.

Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, proprio alla vigilia della trattativa con i vertici  di Amazon, sottolinea  il valore e il significato di una lotta che è qualcosa di più una vertenza aziendale. “Aver messo al centro delle loro richieste – afferma – l’organizzazione del lavoro, la contrattazione dei parametri operativi, in definitiva gli algoritmi, è più che opportuno, è un atto di straordinaria intelligenza. Non è un caso se allo sciopero hanno aderito anche tanti altri stabilimenti in Europa”. “Amazon, come tante altre aziende – conclude – deve capirlo: non saranno mai grandi se i lavoratori saranno sfruttati, non avranno un lavoro decente, non saranno trattati con dignità”.

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