Legge elettorale. Giovedì il Pd presenterà una nuova proposta alla Camera, il Rosatellum con le coalizioni, 36% collegi uninominali e 64% proporzionale. Ma riceve già il niet di Mdp, SI e 5stelle. Renzi spera in Berlusconi, Pisapia e nella destra

Legge elettorale. Giovedì il Pd presenterà una nuova proposta alla Camera, il Rosatellum con le coalizioni, 36% collegi uninominali e 64% proporzionale. Ma riceve già il niet di Mdp, SI e 5stelle. Renzi spera in Berlusconi, Pisapia e nella destra

Il Partito democratico annuncia che giovedì presenterà un nuovo testo base di riforma della legge elettorale. Il no della presidente della Camera Laura Boldrini al lodo Brunetta, norma transitoria che puntava a sciogliere il nodo sul Trentino Alto Adige rinviando alle elezioni successive al 2018 le modifiche apportate dalla Camera, di fatto cestina il Fianellum, il ddl presentato da Emanuele Fiano. Si ripartirà da un testo che rispetto al Rosatellum, già accantonato dai dem a giugno, che prevedeva il 50% di proporzionale e il 50% di maggioritario, aumenta la quota del proporzionale fino a due terzi: 36% collegi uninominali, 64% proporzionale, la ripartizione più quotata in Transatlantico, caratterizzata dalla presenza di coalizioni nazionali nei 231 collegi uninominali, che invece non c’erano nella prima versione. Un elemento che i Dem offrono a Giuliano Pisapia, a Forza Italia, che eviterebbe il listone unico con Lega e Fdi, e ad Ap, che ha fatto una cauta apertura. Il Pd, tuttavia, predica cautela e il primo a farlo è Matteo Renzi. “Noi a parte il sorteggio le abbiamo proposte tutte. A qualche mese dalle elezioni se si cambia bisognerebbe farlo tutti insieme o il più possibile ma non sono molto ottimista – ammette – Molti altri partiti fanno melina”.

Fonti del Pd: “M5S inaffidabile. Se Berlusconi ci sta si porta a casa la legge”

A questo giro, in realtà, bollato ormai come inaffidabile il M5S, interlocutore principale di questa operazione dovrebbe essere Forza Italia. “Gli ambasciatori azzurri ci dicono che Berlusconi si può convincere, ma secondo noi lui non ha ancora deciso – spiega un dirigente dem – se Forza Italia ci sta allora è possibile portare a casa la legge, altrimenti saremmo solo noi, la Lega, i centristi e Fratelli d’Italia e non andiamo lontano”. Il relatore dem Emanuele Fiano prima di presentare in commissione il nuovo testo incontrerà tutti i gruppi parlamentari. “Il testo base che presenterò – sottolinea – non sarà il ‘Tedesco’ ma un nuovo testo che non potrà non tener conto del fatto che ci saranno 231 collegi uninominali” alla Camera. Al tavolo delle trattative ci sarà anche l’Svp che, in assenza di una soluzione del nodo Trentino, ha già minacciato di uscire dalla maggioranza. La nuova proposta non sembra però soddisfare gli autonomisti: la quota del 36% maggioritario e 64% proporzionale? “Per il Trentino non va bene”, sentenzia Daniel Alfreider, capogruppo in Commissione, Affari costituzionali. “Sembra che i 231 collegi siano un paletto insuperabile. Aspettiamo i testi. Per noi è importante che venga garantita la rappresentanza delle rappresentanze linguistiche”, aggiunge. E se i dem sembrano ottimisti sulla possibilità di ‘recuperare’ l’alleato Svp, danno quasi per certo il no alla nuova legge da parte non solo di Mpd (“Riesumando il Rosatellum il Pd vuole solo buttare la palla in tribuna e condannare la legge elettorale a un binario morto “, attacca Alfredo D’Attorre) ma anche Giuliano Pisapia. “Non si divideranno sulla legge Elettorale”, scommettono al Nazareno e le parole del leader di Campo progressista, piene di distinguo, sembrano confermare questa ipotesi: “Ho sempre indicato il Mattarellum come sistema preferibile – ribadisce – e per qualsiasi altra legge elettorale, compreso il Rosatellum che peraltro continua a essere modificato, il presupposto deve essere quello di fornire governabilità, rappresentanza e possibilità per gli elettori di scegliere il candidato da votare”. Scontato, almeno per ora, sembra il no del M5S. “Cambiano idea ogni 10 minuti, noi non perdiamo tempo. È uno spettacolo triste, tramano nel buio per cercare di contarsi e se hanno i numeri presentano il testo – attacca Danilo Toninelli – Sarà un’altra schifezza incostituzionale”.

Pier Luigi Bersani: “capilista bloccati, nominati e pluricandidature? No grazie”

“Siamo in mesi di passaggio che purtroppo ci porteranno a una situazione non utile: quanto si sta vedendo sulla legge elettorale che si va predisponendo, il rischio per la governabilità tecnica e non solo. Faccio riferimento a una governabilità più profonda, il rapporto tra istituzioni e cittadini”, ha detto Pier Luigi Bersani a Di Martedì, su La7. “Non so quanto possa durare. Se ci danno una legge elettorale con i capilista bloccati, i nominati e le pluricandidature, allora ciao!”, ha aggiunto.

Le iniziative giudiziarie degli avvocati anti Italicum per scardinare il Consultellum

“Se ci si vuole muovere nell’alveo della Costituzione è impossibile tornare alle urne con le sentenze della Corte Costituzionale, intervenendo con un decreto legge per armonizzare Consultellum al Senato e l’Italicum alla Camera”, dichiara l’avvocato Felice Besostri, coordinatore degli Avvocati Antitalikum. Spiega il giurista che l’art. 72 c. 4 Cost. non lascia dubbi. “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed Elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”, prosegue Besostri. “Con la conversione di decreti legge o con la fiducia si instaura un procedimento speciale e pertanto non costituzionale”. “Per armonizzare ci sono solo tre strade, la principale è che ci pensi il legislatore trovando un’intesa alla Camera e in Senato, anche se è sotto gli occhi di tutti la difficoltà del varo di una nuova legge elettorale” dice il giurista. “Per questo gli Avvocati Antitalikum insistono perché i 10 Tribunali investiti di una decisione entro il 30 novembre, facciano ordinanza di rimessione alla Consulta almeno su soglie d’accesso del Senato, su premio di maggioranza e sulle preferenze, singole al Senato e doppie di genere alla Camera”.

Continua Besostri “Questi sono i punti nevralgici che possono garantire una legge elettorale che dia reale rappresentanza democratica al Paese e ai cittadini. Le leggi vanno armonizzate come auspicato anche dal Presidente della Repubblica Mattarella”. Lunedì si è discusso dinanzi al Tribunale de L’Aquila il ricorso presentato dall’avvocato Antitalikum Michele Pezone – rappresentando insieme esponenti di MDP, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e M5S – per ottenere una nuova pronuncia di incostituzionalità dell’Italicum. L’obiettivo è quello di rendere nulla all’origine la Legge sull’ Italicum e di avere una legge elettorale che consenta la formazione di gruppi parlamentari omogenei tra Camera e Senato. “Il ricorso dell’Aquila è il primo della nuova tornata dei ricorsi degli avvocati Antitalikum – ha concluso Besostri – i prossimi sono Lecce il 21 settembre e il 29 dello stesso mese dinanzi ai Tribunali di Messina e Venezia”.

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