Risolto il giallo della donna fatta a pezzi nella capitale. Era scomparsa da giorni, fermato il fratello, che confessa

Risolto il giallo della donna fatta a pezzi nella capitale. Era scomparsa da giorni, fermato il fratello, che confessa
Giallo di Ferragosto nella capitale. Nella serata del 15, in viale Maresciallo Pilsudski di fronte al Galoppatoio proprio sotto la sede del Gestore dei servizi energetici (Gse), all’interno di un cassonetto per l’immondizia sono state rinvenute due gambe apparentemente di donna, tagliate all’altezza dell’inguine, altri resti sono stati recuperati anche in un secondo cassonetto in via Guido Reni. Sul posto sono intervenuti prima i poliziotti del commissariato Villa Glori, poi gli agenti della Polizia Scientifica per i rilievi di competenza e la squadra mobile, che svolge le indagini. A dare l’allarme al commissariato di zona, intorno alle 20, è stata una giovane nomade rovistatrice che in stato di choc ha portato gli agenti sul posto. Secondo gli investigatori, gli arti potrebbero essere stati gettati nel cassonetto la notte precedente, tra il 14 e il 15 agosto. La polizia ha effettuato controlli sui sacchi presenti nel cassonetto, ma il resto del corpo non è stato rinvenuto. Gli arti, mozzati sotto il collo del femore, potrebbero essere stati tranciati con un’ascia o con una sega.
Dopo il ritrovamento del Galoppatoio nella mattinata di mercoledì, sono trovati altri poveri resti in un cassonetto in via Guido Reni di fronte al civico 22. Si tratterebbe secondo prime informazioni dell’intero busto con le braccia e la testa. A un primo esame visivo, viene confermato che si tratta di una donna adulta. A ritrovare i resti è stata la polizia. Per quello che è da considerarsi un omicidio efferato, la soluzione è arrivata, almeno secondo le ultime indiscrezioni, in pochissime ore. È stato infatti fermato il fratello. Si tratta di un uomo di 62 anni residente nella stessa via Reni, a pochi metri dal cassonetto dove ha gettato il busto della sorella 58enne. L’uomo è stato fermato nella sua abitazione all’1,30 circa della notte dagli uomini del commissariato Villa Glori. A lui si è arrivati anche grazie alle immagini delle telecamere e probabilmente alle testimonianze di alcuni residenti. La donna uccisa e mutilata sarebbe scomparsa da alcuni giorni e questo ha portato immediatamente ai sospetti sul fratello. Al momento del fermo l’uomo non ha opposto resistenza e non ha proferito parola. L’arma del delitto e l’attrezzo con cui ha sezionato il corpo della sorella non sarebbero stati ancora trovati. I due vivevano insieme. Secondo quanto si è appreso dagli investigatori, a guidarli verso i cassonetti di via Guido Reni sarebbe stata proprio la confessione della persona che è stata fermata.
La donna, Nicoletta Diotallevi, abitava con un fratello poco più grande di lei, in un appartamento del quartiere Flaminio dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito ha fornito dichiarazioni contrastanti. L’uomo, Maurizio Diotallevi di 62 anni, è stato condotto in questura dove è stato sottoposto ad interrogatorio dal P.M. titolare dell’indagine. Dinanzi al magistrato, l’uomo ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere, il delitto sarebbe avvenuto per motivi familiari. Al termine dell’interrogatorio, il P.M. ha emesso un decreto di fermo che è stato notificato all’indagato e che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.
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