Venezuela. Alle 15 ora italiana si è insediata l’Assemblea costituente fonte di tanti conflitti: 515 eletti condividono ampi poteri

Venezuela. Alle 15 ora italiana si è insediata l’Assemblea costituente fonte di tanti conflitti: 515 eletti condividono ampi poteri

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro inaugura oggi alle 11 ora locale – le 15 in Italia – a Caracas l’Assemblea Costituente, dopo che il voto di domenica scorsa ha permesso la nomina dei 545 membri chiamati a riformare la Costituzione scritta di Hugo Chavez nel 1999. Riuniti nella “sala ellittica”, a pochi metri dall’emiciclo parlamentare, queste persone lavoreranno in posizione di assoluta preminenza rispetto a tutti gli altri poteri dello Stato. Parallelamente a tale insediamento, il fronte delle opposizioni ha già annunciato nuove proteste. Ieri, la Procuratrice generale Luisa Ortega ha cercato di bloccare questo organo, facendo leva sul fatto che sono emerse “presunte irregolarità nel processo elettorale”. Ortega, unico alto funzionario dello Stato a opporsi apertamente alle scelte del governo Maduro, fa riferimento alla dichiarazione dei vertici di SmartMatic, l’azienda chiamata a offrire servizi per l’automatizzazione delle procedure di voto. Secondo loro, Caracas ha falsificato i dati sull’affluenza alle urne, aggiungendo un milione di aventi diritto alla stima reale. Ma il suo ricorso ha poche possibilità di successo: il Tribunale supremo di giustizia – temono vari osservatori – potrebbe bloccarlo. Una sospensione temporanea, chiesta da più parti, tra cui anche la Santa Sede che si è espressa stamani in una nota, sarebbe tuttavia una scelta logica secondo alcuni, anche alla luce del recente annuncio della presidentessa del Collegio elettorale Tibisay Lucena, secondo cui il 13 agosto si ripeteranno le elezioni in due delle 26 regioni del Paese, in cui i disordini hanno impedito lo svolgimento delle regolari votazione.

I 545 rappresentanti eletti nel voto di domenica dovranno redigere la nuova Costituzione e prenderanno decisioni a maggioranza, che nessun potere pubblico potrà ostacolare. Il Parlamento si è opposto con forza alla Costituente e ha annunciato che chiederà alla procura di indagare sulla “manipolazione” dei risultati elettorali di domenica, chiedendo una revisione delle cifre a Smartmatic.

La Santa Sede esprime nuovamente “la sua profonda preoccupazione per la radicalizzazione e l’aggravamento della crisi nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, con l’aumento dei morti, dei feriti e dei detenuti. Il Santo Padre, direttamente e tramite la Segreteria di Stato, segue da vicino tale situazione e i suoi risvolti umanitari, sociali, politici, economici ed anche spirituali e assicura la sua costante preghiera per il Paese e tutti i venezuelani, mentre invita i fedeli di tutto il mondo a pregare intensamente per questa intenzione”, si legge in una nota della Segreteria di Stato vaticana. La Santa Sede rivolge “un accorato appello all’intera società affinché venga scongiurata ogni forma di violenza, invitando, in particolare, le Forze di sicurezza ad astenersi dall’uso eccessivo e sproporzionato della forza”. conclude la nota della Segreteria di Stato vaticana.

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