Usain Bolt, la freccia della Giamaica, lascia la pista. Prova a realizzare un grande sogno, giocare a calcio. In serie B, una squadra inglese. Tanto per partire

Usain Bolt, la freccia della Giamaica, lascia la pista. Prova a realizzare un grande sogno, giocare a calcio. In serie B, una squadra inglese. Tanto per partire

Usain Bolt lascia lo sport? In pochi avevano creduto che l’uomo più veloce del mondo si sarebbe ritirato a vita privata, che i mondiali di Londra sarebbero stati l’ultima volta che il primatista dei 100 e dei 200 metri, record  che sarà difficile battere, calzava le scarpette chiodate per scendere in pista. Lui stesso, alla fin fine, non ci credeva. Non solo, anche se sorridente come sempre  lo sprinter giamaicano, lasciava lo sport con un groppo alla gola. Sui cento metri veniva sconfitto dal suo rivale di sempre, lo statunitense Gatlin, 35 anni, più vecchio di lui di ben cinque anni che nello sport sono una vita. Nella staffetta 4X100 subiva un’umiliazione come mai era successo. Addirittura cadeva e doveva ritirarsi. Da Londra lo sprinter giamaicano se ne tornava a casa solo con una medaglietta di bronzo. Non perdeva il sorriso, abbiamo scritto che aveva saputo perdere con grande dignità, cosa che può fare solo un campione come lui.

È stato detto che lo attendeva un futuro in politica, che per lui  addirittura ci poteva essere una candidatura a presidente della Giamaica. Niente di tutto questo. Pare che di nuovo si presenterà in uno stadio, non sulle piste ma sul prato, che calzerà scarpette non con i chiodi ma con tacchetti. Un ritorno alla sua antica passione, il calcio, il suo primo amore, quello che non si scorda mai. Calcio vero, da professionisti, non un campetto qualsiasi, per sgranchirsi le gambe, rimanere in forma. Da ragazzino aveva calciato il pallone, poi era arrivata l’atletica e il sogno era rimasto nel cassetto. La squadra del cuore? Il Manchester United per il quale tifava e mandava messaggi ai giocatori. Certo, sa bene Bolt che non può pretendere di entrare a far parte di una grande squadra, un minimo di rodaggio ci vuole. Non è da uno come lui, un grande campione, prestarsi a far da vetrina, magari entrando per qualche minuto, per richiamare il pubblico, quasi che il campo di calcio si trasformasse in un circo equestre. Potrebbe partire dalla serie B inglese, con il Burton club.

Raccontano le cronache sportive che Ben Burton, presidente dei Brewers, sia intenzionato ad offrire un provino a Bolt: “Sono sicuro – afferma al Sun – che il nostro allenatore Nigel Clough sarà d’accordo. Bolt è veloce, ha fatto grandi cose per l’atletica e non dimentichiamo che Adam Gemili, che ha fatto parte della staffetta britannica 4×100 oro ai Mondiali, giocava a calcio quando era più giovane. Saremmo molto interessati”. Se sono rose fioriranno. Certo farà un certo effetto vedere un velocista giamaicano, una freccia della pista, giocare a calcio. Già lo vediamo, palla al piede fuggire verso la porta avversaria. Sarà difficile tenerlo. In pochi secondi  si troverà davanti al portiere che non avrà neppure il tempo di guardarlo e si troverà con la palla alle spalle, dentro la porta. Auguri Usain.

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