Trattativa governo-sindacati sulle pensioni. Camusso: governo reticente sull’aspettativa di vita. Del tutto insoddisfatti delle risposte

Trattativa governo-sindacati sulle pensioni. Camusso: governo reticente sull’aspettativa di vita. Del tutto insoddisfatti delle risposte

Durissime le parole scelte da Susanna Camusso, leader della Cgil, al termine dell’incontro tra governo e sindacati sul tema delle pensioni: “Abbiamo registrato, per usare un eufemismo, una molto ampia reticenza del governo nel dire che il tema dell’aspettativa di vita è all’ordine del giorno”. “Per noi è impensabile, inaccettabile ed esprimiamo un giudizio di insoddisfazione”, ha affermato Susanna Camusso. Più clemente il giudizio di Cgil, Cisl e Uil sulla pensione per i giovani. Ci sarebbe all’ipotesi dell’esecutivo la garanzia di un assegno mensile minimo di 600-620 euro ai giovani che andranno in pensione con il sistema integralmente contributivo a 63 anni e 7 mesi, nel caso i contributi versati non siano sufficienti. I giovani che sono interamente nel sistema contributivo e hanno avuto carriere discontinue, in futuro, potrebbero andare in pensione prima dei 70 anni e con 20 anni di contributi avendo maturato un trattamento pari a 1,2 volte l’assegno sociale (448 euro), invece dell’attuale 1,5. Questa l’indicazione arrivata dal governo al tavolo con i sindacati. In sostanza, la soglia verrebbe ridotta da 1,5 a 1,2 e quei giovani uscirebbero con un assegno minimo di circa 650-680 euro, perché verrebbe aumentata anche la cumulabilità tra assegno sociale e pensione contributiva. Nella somma andrebbero comprese anche le maggiorazioni sociali. E, per quanto riguarda l’aumento della cumulabilità dell’assegno sociale, l’indicazione presentata dal governo ai sindacati è quella di portarla dall’attuale un terzo al 50% (quindi 224 euro). Il meccanismo è rivolto ai giovani che hanno iniziato a versare i contributi dal primo gennaio 1996 e che avranno dunque pensioni interamente contributive.

Poletti contrariamente al giudizio dei sindacati parla di clima positivo

“Abbiamo discusso di come arrivare a un percorso per fare fronte al problema delle pensioni dei giovani che hanno carriere discontinue. Ma la riflessione è ancora in corso. Comunque il tema c’è ed è in discussione”, chiarisce il ministro Poletti. Meno ottimista il consigliere di Palazzo Chigi Marco Leonardi, alla destra del ministro: “E’ stato approfondito il tema, ma non è un problema urgente perché si parla di giovani che andranno in pensione fra 20-30 anni”. “Sono ipotesi positive ma ancora non sufficienti”, spiega il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli. “Ci è stato prospettato dal governo – spiega il sindacalista Cisl – un intervento volto ad aumentare le possibilità di pensionamento dei lavoratori più giovani con pensioni esclusivamente contributive riducendo la soglia del trattamento pensionistico minimo maturato (da 1,5 a 1,2 volte l’assegno sociale) necessario per l’accesso alla pensione con 66 anni e 7 mesi e proponendo anche un meccanismo di garanzia che consenta la percezione di un trattamento minimo ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota dell’assegno sociale”.

Distanza siderale sull’aspettativa di vita tra sindacati e governo

È però necessario, secondo Petriccioli, rimuovere anche il vincolo che lega la possibilità di pensionamento nel contributivo a 63 anni e 7 mesi al raggiungimento di una soglia di importo minimo della pensione pari a 2,8 volte il valore dell’assegno sociale ed eliminare l’aggancio dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita. Il dibattito è appena cominciato e per ora siamo al confronto tra le proposte di sindacati e governo. L’orizzonte è la legge di bilancio dell’autunno. “Per essere pronti per la legge di Stabilità, dobbiamo chiudere le trattative nel mese di settembre”, sottolinea il segretario della Uil Carmelo Barbagallo. Anche su questo punto, appare duro il giudizio di Susanna Camusso: “Noi abbiamo ribadito che è un punto di giudizio fondamentale” e che “non può scattare da qui ad un mese il mantenimento dell’automatismo” con l’innalzamento dell’età pensionabile. “Siamo insoddisfatti dalla risposta” su questo punto, ha detto ancora Camusso, riferendosi alle parole di Poletti, che ha confermato la posizione del governo che è quella di attendere i dati Istat sull’aspettativa di vita attesi tra settembre e ottobre.

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