Sisma. Quasi un anno dopo il tragico 24 agosto, a Palazzo Chigi si fa il punto sulla ricostruzione. Molto in ritardo. L’unica certezza è il forfait di Errani

Sisma. Quasi un anno dopo il tragico 24 agosto, a Palazzo Chigi si fa il punto sulla ricostruzione. Molto in ritardo. L’unica certezza è il forfait di Errani

A due giorni dalla celebrazione del primo anniversario del terremoto di magnitudo 6.0 con epicentro a un chilometro a ovest del comune di Accumoli, che il 24 agosto 2016 colpì una vasta area del Centro Italia, uccidendo centinaia di persone e mettendo in ginocchio l’economia dell’Appennino centrale, compreso tra le province di Rieti, Macerata, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, il premier Gentiloni, il commissario straordinario Vasco Errani, i presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, il capo della Protezione civile hanno fatto il punto a Palazzo Chigi sulla situazione. Intanto, sul piano delle responsabilità politiche, va in scadenza il mandato di Vasco Errani il prossimo 9 settembre, e il premier ha annunciato che il governo provvederà alla nomina del nuovo commissario, mentre la governance dell’intero settore della ricostruzione sarà affiancata da Regioni e Province.

Le novità per la governance della ricostruzione presentate da Gentiloni e da Vasco Errani 

Fonti di Palazzo Chigi riferiscono che il passaggio di consegne dovrebbe avvenire lo stesso 9 settembre, giorno dell’addio dell’ex presidente della Regione Emilia Romagna, Errani. Gentiloni lo dice a chiare lettere, rispondendo ai giornalisti nel corso della conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi per fare il punto sullo stato dei lavori a un anno dal terremoto: “Ci sarà un nuovo commissario” che coordinerà la cabina di regia nella quale continueranno a sedere i presidenti delle quattro Regioni colpite. Proprio sul ruolo dei presidenti delle regioni, Paolo Gentiloni si è soffermato durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguita ad una riunione operativa. “L’assetto della governance” per la ricostruzione post terremoto “è regolato dalla legge. Ragioneremo nelle prossime settimane sulla evoluzione di questo assetto. Stiamo entrando nella fase della ricostruzione che deve vedere il protagonismo più netto dei territori, sia a livello regionale sia locale. Non accadrà domani mattina anche perché ci vuole una legge”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Nessun attrito tra commissario e premier, assicura Gentiloni. Alla base dell’addio di Errani c’è “una decisione presa da tempo”. Inoltre, come ha spiegato lo stesso Errani, la scelta di non rinnovare il contratto dopo il 9 settembre è stata “chiara e condivisa”. Anche perché il commissario in carica considera “conclusa la sua missione con la predisposizione dell’impianto della ricostruzione. Ora è la filiera del territorio che deve assumere la guida del processo. L’impianto che lasciamo lo consente. Non ci sono retroscena, non c’è stata una discussione fra di noi. Ho visto che ci sono state altre interpretazioni, ne prendo atto. Ma sono assolutamente sereno”, ha aggiunto riferendosi alle voci che lo vogliono pronto a candidarsi con Articolo1-Mdp, al fianco di Pierluigi Bersani, di cui è da sempre considerato braccio destro. Altre indiscrezioni hanno parlato nei giorni scorsi dell’intenzione di Bersani di proporre Errani in un eventuale tandem con Pisapia alla guida del nuovo soggetto politico in via di costituzione in autunno.

Per ora, Vasco Errani nega che all’origine delle dimissioni vi siano scelte politiche

“Non fa parte della mia storia fare questo per le poltrone, figurarsi se a 62 anni mi metto a fare questi ragionamenti”, è la chiosa di Errani, a chi gli chiedeva notizie in merito. Nonostante il tentativo di fare chiarezza a Palazzo Chigi, le polemiche politiche non accennano a placarsi. Il Movimento 5 Stelle parla di governo “completamente inadeguato” a fare fronte alle necessità dei territori colpiti dal sisma e a dimostrarlo sarebbe proprio il “passo indietro di Errani”. Passo che, per i pentastellati, “non può definirsi previsto. E’ un fallimento di Renzi e del suo successore a Palazzo Chigi. Oggi si parla di fase due solo perché la fase uno non è mai cominciata”. Dura anche Forza Italia che con la vice capogruppo alla Camera, Maria Grazia Gelmini, sottolinea: “le dimissioni del commissario Errani parlano di un fallimento annunciato. Occorre cambiare passo, mettendo in campo azioni tangibili che facciano sentire, concretamente, ai territori colpiti la vicinanza dello Stato”. A sostenere Errani ci pensa invece il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina: “ringrazio Vasco Errani per l’impegno faticoso di questi lunghi mesi di lavoro nelle aree del terremoto. Si è lavorato tanto, con il massimo impegno, senza mai nascondersi le difficoltà da superare ancora. La volontà è quella di andare avanti con sempre più forza e determinazione, utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione per la ricostruzione. Le terre e le comunità colpite hanno bisogno della massima coesione e del massimo sforzo da parte di tutte le istituzioni. Il governo per primo non farà mai mancare la propria azione”.

Il punto sulla ricostruzione: Zingaretti parla del Lazio

Sono 511, il 70% rispetto al totale previsto di 724, le casette realizzate nei Comuni del Lazio colpiti dal sisma che ha scosso il centro italia a partire dal 24 agosto dello scorso anno. Tra marzo e luglio poi sono state richieste altre 60 soluzione abitative in emergenza nei Comuni di Posta, Borbona e Leonessa. Questi alcuni dei numeri sul lavoro di ricostruzione post sisma che sta svolgendo la Regione Lazio. Sono invece 42 i moduli abitativi provvisori di emergenza installati. Su un totale di 50 villaggi urbanizzati 33 risultano già completati. Completato il lavoro sulle stalle agricole: ne sono state realizzate 144. Oltre 100 mila le tonnellate di macerie pubbliche smaltite, a cui vanno aggiunte altre 20 mila private e poi 50 tonnellate di amianto rimosse con annessa bonifica dell’area. Quanto al commercio, sono 52 i negozi consegnati ai Comuni a fronte dei 90 previsti. Mezzo milione invece i pasti serviti nei Comuni del Lazio nel corso del primo anno dopo il sisma che ha devastato il centro Italia.

Ceriscioli illustra i numeri delle Marche

“La sequenza dei quattro terremoti che si sono succeduti hanno colpito duramente il territorio marchigiano- spiega Ceriscioli- Siamo qui a rappresentare una realta’ che ha 87 Comuni dentro il cratere e altrettanti fuori dal cratere che hanno segnalato danni. Circa un terzo della superficie della Regione e’ quella interessata dal terremoto e sono ancora 32.000 le persone che hanno necessita’ di una sistemazione alternativa con contributo di autonoma sistemazione o negli alberghi. Una situazione che comporta un impegno estremamente ampio per un fenomeno che e’ epocale, sia per la sequenza sismica sia per la porzione di territorio interessata”.

D’Alfonso rende note le iniziative per l’Abruzzo

“Sono attualmente 5.300 le persone assistite in Abruzzo”, per il sisma del Centro Italia dello scorso anno. Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolineando che nella regione “ci sono macerie pubbliche da rimuovere in quattro comuni, per 40mila tonnellate. Tra queste molte pietre sono stipiti importanti, come per esempio a Campotosto, che devono essere scrutinate e poi ricollocate”.

Catiuscia Marini e le macerie in Umbria

La presidente Marini si è soffermata sulla questione delle macerie, chiarendo alcuni aspetti. “per la rimozione delle macerie di parte pubblica, ossia di edifici pubblici o che insistono su aree pubbliche, siamo al 65% in totale nelle quattro regioni. Ciascuna Regione ha scelto le sue priorità. In Umbria, ad esempio, a Norcia la ‘Zona rossa’ dopo gli eventi sismici del 30 ottobre comprendeva il 100 per cento del centro storico; da dicembre ne abbiamo riaperta già una parte e abbiamo fatto un lavoro sistematico grazie al quale oggi meno dell’8 per cento è zona rossa. Quanto alle macerie private verranno rimosse, con la novità, – ha aggiunto, ricordando che a un anno dal sisma dell’Aquila solo 2,26% delle macerie era stato rimosso – che saranno anche saranno anche funzionali per la ricostruzione degli edifici, con un complesso lavoro di selezione”.

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