Roma. Piazza Indipendenza. Va in scena la repressione prevista dal decreto Minniti. Centinaia di rifugiati sgomberati con gli idranti. Bambini terrorizzati. Feriti e contusi, soprattutto donne. Brilla l’assenza di Comune e Regione

Roma. Piazza Indipendenza. Va in scena la repressione prevista dal decreto Minniti. Centinaia di rifugiati sgomberati con gli idranti. Bambini terrorizzati. Feriti e contusi, soprattutto donne. Brilla l’assenza di Comune e Regione

Forti tensioni hanno interessato fin dall’alba piazza Indipendenza, a Roma, dopo lo sgombero di un centinaio di profughi che occupavano uno stabile nella vicina via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini. I poliziotti si sono schierati in tenuta antisommossa e hanno azionato l’idrante per liberare la piazza dove si trovavano ancora un gruppo di migranti, principalmente donne sgomberate sabato dal palazzo di via Curtatone. Per evitare lo sgombero le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. Poi la polizia ha azionato gli idranti. Le donne sono rimaste immobili per quanto possibile di fronte ai getti d’acqua, soccorse dai rappresentanti delle ong e i volontari che seguivano le operazioni. “Vergogna, vergogna” e “vogliamo solo casa” gli slogan che il nutrito gruppo di ex occupanti dello stabile di via Curtatone hanno gridato all’indirizzo delle forze dell’ordine, mentre in molti hanno trovato rifugio tra le limitrofe via Goito e via Marsala. Volontari e ex occupanti hanno ripetuto, nel parapiglia, le versioni sempre condivise con la stampa in questi giorni: “non è vero che abbiamo ricevuto offerte concrete di abitazioni, ma solo rifugi temporanei per le donne con bimbi piccoli o malati”, hanno detto alcune di loro. “Siamo in strada da giorni, senza una spiegazione, solo l’aiuto dei volontari. Vogliono solo che ce ne andiamo perché fanno brutta figura sui giornali. Ci mandano contro gli uomini armati e noi non abbiamo più niente. Siamo disperati, non è umano”, aggiunge una anziana signora con un’immagine religiosa stretta tra le braccia.

Il racconto dei volontari di Medici senza frontiere: “una vergogna che la mancanza di soluzioni abitative abbia portato alla violenza contro profughi”

“Il violento sgombero attuato dalla polizia questa mattina, nel centro della città di Roma, ha provocato molti feriti tra un gruppo di 100 rifugiati, tra cui molte donne, anziani e disabili. L’equipe di MSF sul posto ha trattato in poche ore 13 persone, la maggior parte donne”, scrive in una nota Medici senza frontiere. “Abbiamo chiamato le ambulanze per cinque persone ferite. Altri avevano fratture e lacerazioni causate dai metodi coercitivi utilizzati dalle forze dell’ordine,” racconta Francesco Di Donna, coordinatore medico di MSF, presente in Piazza Indipendenza. Gli operatori di MSF sono intervenuti direttamente dopo che una donna è stata colpita dal getto d’acqua di un idrante, è caduta e svenuta. “Non vi erano ambulanze sul posto al momento dei disordini”, prosegue Di Donna. Le persone erano accampate in condizioni igieniche precarie e con accesso limitato ai servizi igienici da cinque giorni. “E’ una vergogna che la mancanza di soluzioni abitative alternative abbia portato a una situazione di violenza. Urge garantire alle persone sgomberate un’alternativa dignitosa, a partire dai casi più vulnerabili”, dichiara Tommaso Fabbri, capo missione dei progetti di MSF in Italia. La maggioranza delle persone assistite dall’equipe di MSF – presente da lunedì a Piazza Indipendenza per fornire supporto medico e psicologico alle persone che ne avevano bisogno – possiedono lo status di rifugiato. L’equipe di MSF era composta da un medico, due mediatori culturali e uno psicologo.

L’allarme dell’Unicef: “le violenze si sono verificate sotto gli occhi terrorizzati dei bambini”. E accusa il Comune di Roma

“Questa mattina all’alba in piazza Indipendenza è avvenuto lo sgombero dei rifugiati che vivevano nel palazzo occupato di via Curtatone, sotto gli occhi terrorizzati dei bambini che erano stati lasciati al primo piano insieme alle loro famiglie dopo lo sgombero di sabato scorso. Questi bambini, dopo aver assistito a scene di guerriglia urbana, sono stati caricati sui pullman delle forze dell’ordine e portati in Questura”, racconta in una nota Andrea Iacomini, portavoce di ‘Unicef Italia. “Alcuni testimoni ci hanno raccontato che continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore. Sconvolti. E’ una situazione molto triste: parliamo di 800 persone con status di rifugiato, sopravvissute a guerre, persecuzioni o torture che in alcuni casi hanno anche ottenuto la cittadinanza italiana, buttate in strada in condizioni disumane senza una alternativa sostenibile (non il meno peggio) da parte del Comune di Roma che abbiamo invano atteso in piazza. Malgrado le soluzioni offerte dal Comune, 80 posti sprar in due strutture diverse, e dal privato, alcune villette in provincia di Rieti, ci sembra che nessuno abbia riflettuto sul destino di queste persone – continua – bambini vanno a scuola a Roma e molti degli adulti lavorano, segno di un percorso di integrazione ed emancipazione dal sistema di accoglienza che verrebbero interrotti di netto e non valorizzati, in particolare gli 80 posti SPRAR di cui si parla verrebbero sottratti ai nuovi arrivati titolari di protezione o in attesa di riconoscimento”.

Roberto Giordano, Cgil di Roma e Lazio: “non è questo il modo per affrontare un fenomeno complesso e delicato”

Dura presa di posizione della Cgil di Roma e del Lazio sugli sgomberi, attraverso Roberto Giordano, segretario generale: “E’ semplicemente sconcertante che l’unica azione visibile delle istituzioni nei confronti dei migranti sgombrati da via Curtatone sia quella compiuta oggi in piazza Indipendenza: persone inermi, inginocchiate, con le braccia alzate, allontanate con gli idranti dalle forze dell’ordine. Non è certo questo il modo di affrontare un fenomeno complesso e delicato qual è quello delle migrazioni. Lo abbiamo già detto, ma non ci stancheremo di ripeterlo: tutte le istituzioni (regione, comune, ministero interno, del lavoro, della salute) si coordinino per offrire una soluzione duratura e condivisa ai problemi creati dagli sgomberi e lavorino celermente per offrire un’accoglienza dignitosa e rispettosa del diritto a chi fugge dalle guerre, dalla fame, dalle persecuzioni. Noi continueremo a fare la nostra parte, assieme a tante associazioni di volontari e semplici cittadini che da anni danno il loro sostegno a chi è in condizioni di difficoltà. Ma vogliamo essere chiari: il volontariato, l’assistenza offerta da tante persone di buona volontà non bastano più; in mancanza di un intervento strutturale degno di un paese civile e democratico, tutto il resto rischia di diventare una copertura ipocrita alle gravi carenze delle istituzioni”.

La Caritas romana: “siamo interdetti, tutto è avvenuto senza programmazione e in una logica emergenziale”

“Quello che lascia interdetti è il modo in cui questo e’ avvenuto, senza alcuna programmazione ed in una logica emergenziale che non può far altro che portare all’escalation cui abbiamo assistito stamane”, sottolinea in una nota la Caritas di Roma commentando i fatti di Piazza Indipendenza. “Un intervento di questo tipo, per l’alto numero delle persone interessate, per la presenza di bambini e nuclei familiari e per la storia di sofferenze e violenze che queste persone hanno subito, richiedeva da tempo interventi sociali mirati e programmati, inseriti in un più vasto programma di iniziative che riguardano gli alloggi popolari e le strutture di accoglienza di emergenza. Purtroppo queste politiche – come hanno dimostrato i fatti di Mafia Capitale – sono assenti da anni nella nostra città e di questo ne approfittano gruppi e organizzazioni che vivono sulle spalle dei poveri anche nei fenomeni delle occupazioni”. Non solo, aggiunge la Caritas. “I fatti di piazza Indipendenza richiamano anche le politiche nazionali di accoglienza dei rifugiati, per i quali oltre al circuito Sprar e dopo il periodo di accoglienza all’interno di esso, non vi sono altre possibilità. Occorre prevedere invece percorsi di integrazione mirati che tengano conto dei nuclei familiari, del livello di istruzione e del percorso migratorio dei singoli. Non bastano pochi mesi nelle strutture di accoglienza perché si possa parlare di accoglienza. Occorre prendere coscienza che il riconoscimento della protezione internazionale ad un cittadino straniero non è solo un atto amministrativo, ma un impegno per il nostro paese ben delineato nei quattro capisaldi che ci ha indicato papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

Stefano Fassina, Sinistra Italiana: “il governo si preoccupa solo del decoro della piazza prima del rientro dei romani dalle vacanze”

Sul piano delle reazioni politiche, al netto di Matteo Salvini, il quale non poteva trattenersi dal capeggiare l’ondata di coloro che tifano dagli spalti per la repressione dei migranti, la più selvaggia, la sinistra è sostanzialmente in linea con le associazioni del volontariato e la Cgil. Stefano Fassina, Sinistra italiana, scrive: “E’ indegno di un paese civile quanto è avvenuto e avviene a Roma dopo lo sgombero del palazzo occupato a via Curtatone. In particolare, il Governo si dovrebbe vergognare della ‘ripulitura’ di Piazza Indipendenza stamattina. Migranti con regolare permesso di soggiorno, rifugiati eritrei e etiopi, sbattuti in mezzo alla strada, senza nessuna reale alternativa abitativa, accampati per giorni in un quadro squallido dove né sindaca, né alcun assessore comunale si è fatto vedere. La Giunta Zingaretti è stata completamente assente, nonostante le responsabilità amministrative assegnatagli da uno degli ultimi Decreti Minniti. Il Governo si è preoccupato solo del decoro della piazza da ripulire prima del rientro dei romani dalle vacanze. Presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare per chiarire le ragioni di comportamenti così irresponsabili e riproporremo, anche in Consiglio Comunale, l’urgenza di un piano straordinario per soluzioni abitative adeguate alle drammatiche condizioni di Roma”.

Articolo1-Mdp annuncia la presentazione di un’interpellanza parlamentare a firma Martelli-Speranza

Un’interrogazione al ministro dell’Interno Minniti a prima firma Martelli-Speranza per sapere “quali azioni abbia intrapreso per la collocazione temporanea delle persone coinvolte nello sgombero” dell’edificio di via Curtatone “e quali azioni intenda intraprendere nei confronti del Comune di Roma per la soluzione alloggiativa definitiva delle persone regolarmente soggiornanti”. La presenteranno diversi deputati del gruppo di Articolo1-Movimento democratico e progressista. Nel testo si evidenzia che la “tensione accumulata” in seguito allo sgombero di 250 famiglie – la maggior parte di origine eritrea e titolare dello status di rifugiato o di qualche forma di protezione internazionale – iniziato sabato 19, “ha avuto come conseguenza l’utilizzo di mezzi di allontanamento (idranti) che hanno provocato ferimenti tra le persone coinvolte”. Nell’interrogazione i deputati segnalano, inoltre, “come riportato da alcune agenzie di stampa, l’allontanamento dell’UNHCR dall’ufficio immigrazione di via Volturno” e l’allarme lanciato da numerose associazioni umanitarie internazionali “per l’assenza di soluzioni alternative al grave disagio in cui vivono i rifugiati tra cui numerose famiglie con bambini”.

Pippo Civati, Possibile: “la sindaca Raggi impegnata a cambiare assessori come figurine e il governo fa promesse mirabonalti sull’occupazione, mentre continua la pessima gestione dell’accoglienza”

“A Roma continua la pessima gestione dell’accoglienza dei migranti. Mentre la sindaca Raggi è impegnata a cambiare assessori come figurine e il governo fa mirabolanti promesse sull’occupazione, in Piazza Indipendenza si assiste a un fatto indegno. Una violenza e una durezza che sono indicatori del clima avvelenato che c’è nel Paese, a causa della campagna avviata da governo e maggioranza. Per questo il ministro dell’Interno Minniti deve riferire in Parlamento”, dichiara il deputato e leader di Possibile, Pippo Civati, commentando lo sgombero attuato verso un gruppo di migranti con momenti di grande tensione. “La mancanza di una politica seria e lungimirante – aggiunge il leader di Possibile – lacera il tessuto sociale e complica il lavoro di integrazione portato avanti dai volontari. Eppure il compito del governo sarebbe quello di evitare situazioni del genere con immagini poco edificanti per una Capitale europea”.

Durissimo il commento del vescovo ausiliare di Roma e delegato Migrantes, Paolo Lojudice

“E’ arrivato il momento di stabilire politiche di convivenza pacifiche per una integrazione reale. Gli sgomberi, come quello di oggi, non sono certamente una risposta adeguata”, afferma il vescovo delegato Migrantes della Conferenza episcopale del Lazio, mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, dopo lo sgombero di rifugiati eritrei ed etiopici da piazza Indipendenza a Roma. Lo scrive il Sir, l’agenzia di stampa vaticana. “Sono seriamente preoccupato – afferma – per quanto avvenuto perché non porta a nulla senza risposte concrete e capillari in tutta la città. Da qui, come ho detto anche ad altri esponenti del mondo cattolico, c’è bisogno di una risposta progettuale e strutturale”. Per questo “siamo disponibili – ha aggiunto – a partecipare a incontri di programmazione con le istituzioni competenti e con chi ha veramente a cuore questi problemi per trovare vere e proprie soluzioni per garantire un futuro diverso a questi uomini, donne e bambini che hanno solo la colpa di essere fuggiti da realtà di guerra e povertà nella speranza di un futuro diverso”. Già, nella speranza anche di un presente diverso, a Roma, capitale d’Italia, e non di un paese autoritario del Quarto mondo.

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