Roma. Crisi idrica, Acea pronta da lunedì prossimo alla riduzione controllata delle pressioni d’acqua nella Capitale. Carabinieri sequestrano a Bracciano impianti di captazione privati. Venti denunce

Roma. Crisi idrica, Acea pronta da lunedì prossimo alla riduzione controllata delle pressioni d’acqua nella Capitale. Carabinieri sequestrano a Bracciano impianti di captazione privati. Venti denunce
Potrebbe iniziare da lunedì prossimo il piano di riduzione controllata delle pressioni d’acqua in orario notturno a Roma, in 90 zone della città. L’acqua, dalle 23:30 alle 5 potrebbe mancare ai piani alti degli stabili. La decisione è stata presa da Acea alla luce della siccità che ha interessato le fonti di approvvigionamento idrico della capitale. A tutela soprattutto dell’operatività degli ospedali, Acea sta per mettere precauzionalmente in campo un sistema di autobotti in città. Intanto è in corso il sequestro da parte dei carabinieri di 20 sistemi di captazione di acqua, cioè pompe idrauliche, su terreni privati in prossimità del Lago di Bracciano e la notifica di avvisi di garanzia nei confronti di venti persone per inquinamento ambientale colposo. Il Lago di Bracciano è una delle fonti di approvvigionamento di Roma che ha risentito maggiormente della siccità. Per questo Acea ha ridotto drasticamente i prelievi. Quanto al Lago di Bracciano, si apre una nuova polemica sulle illegalità nei prelievi.
 
I carabinieri del Noe sequestrano impianti privati di captazione delle acque, denunciati in venti
 
I carabinieri del Noe, hanno infatti sequestrato in queste ore gli impianti di prelievo di acque del lago. Il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Roma ha eseguito – coadiuvato dall’Arma Territoriale, dal Gruppo CC Forestale di Roma, con il supporto di un elicottero del Nucleo di Roma Urbe – un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia di perquisizione e sequestro probatorio di sistemi di captazione di acqua (pompe idrauliche) su terreni privati, ubicati in prossimità del Lago di Bracciano e contestuale notifica dell’avviso di garanzia nei confronti di venti persone per violazione degli artt. 452 bis e 452 quinquies c.p. (inquinamento ambientale colposo). Dai controlli espletati dal NOE sulle aree a ridosso del lago, con il contributo del personale dell’Ente Parco Naturale Regionale Lago di Bracciano e Martignano e della Polizia Locale della città metropolitana di Roma Capitale, sono stati individuati (nei territori dei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano) venti punti di aspirazione senza autorizzazione.
 
La rivolta del Comitato di difesa del bacino lacuale: “Perché non hanno messo i sigilli a quelli di Acea…”
 
“Nelle ultime ore la questione del lago di Bracciano è tornata alla ribalta delle cronache per due motivi: il sequestro di 20 impianti per il prelievo di acqua dal lago che sembrerebbero non autorizzati e le dichiarazioni di Acea, che ha sostenuto di non avere prelevato acqua dal lago dall’11 agosto ad oggi e di dover diminuire la pressione nelle ore notturne in diverse zone di Roma. Facciamo un po’ di chiarezza. Con riferimento alla prima questione, va anzitutto sottolineato che le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno rilevato appena 20 prelievi abusivi posti in essere da privati. A confronto con le cifre sensazionalistiche uscite su alcuni titoli di giornale (si parlava di oltre 1700 prelievi abusivi) è davvero ben poca cosa”. Così in una nota il Comitato di difesa del bacino lacuale Bracciano Martignano. “Non conosciamo la portata di tali prelievi ma molto verosimilmente tutti insieme hanno un’incidenza irrisoria rispetto alla captazione posta in essere da Acea – prosegue il comitato – Ciò conferma che il soggetto che incide in maniera determinante sull’abbassamento del livello delle acque del lago è Acea stessa, con i suoi emungimenti. Nonostante ciò, registriamo che la Procura di Civitavecchia non ha avuto remore nel sequestrare gli impianti dei 20 captatori suddetti, mentre non ha inteso fino ad ora sequestrare gli impianti di Acea, che ha captato milioni di metri cubi di acqua, superando di molto i limiti posti dalla concessione che la autorizza ad emungere dal lago (come confermato anche dalle ordinanze della Regione Lazio). Eppure, torniamo a ripeterlo e a denunciare l’ennesima follia di questa vicenda, nessun soggetto terzo ancora oggi può controllare quanto ACEA prelevi ed abbia prelevato. Cosa si aspetta a mettere sotto controllo gli impianti di captazione di Acea? E qui arriviamo al secondo punto della nostra riflessione. Acea ha dichiarato di non avere prelevato acqua a partire dall’11 agosto scorso. Delle due l’una: o Acea e Roma Capitale hanno mentito quando hanno impugnato l’ordinanza della Regione Lazio chiedendone la sospensione sul presupposto che le limitazioni poste per il mese di agosto avrebbero comportato la necessità di disporre turnazioni, con conseguenti rischi per la salute dei romani, oppure Acea ha continuato (e continua) a prelevare acqua (e chissà quanta) a dispetto di quanto dice. Si consideri, inoltre, che nel ricorso avverso la prima ordinanza della Regione Lazio, quella che disponeva lo stop completo delle captazioni (poi inspiegabilmente e colpevolmente modificata dalla Regione stessa), Acea aveva sostenuto di non poter fermare le captazioni perché ciò avrebbe provocato danni a tutto l’impianto e la rete idrica. Quanto tempo dovrà ancora passare prima che le istituzioni tutte prendano coscienza di essere prese in giro?”.
 
Minnucci (Pd): “Far passare come il male assoluto 20 impianti di irrigazione assurdità che non possiamo permetterci”
 
“I sequestri operati a Bracciano dal NOE sono da accogliere con soddisfazione perché, oltre a garantire il principio della legalità, testimoniano l’alto tasso di attenzione sul tema della crisi idrica. Ora, però, pur condividendo e sostenendo l’attività giudiziaria promossa dalla Procura di Civitavecchia, è fondamentale dare il giusto peso alle cose: far passare questi allacci abusivi come il male assoluto del lago di Bracciano e la causa principale dei paventati disservizi idrici di Roma, è un’assurdità che non possiamo permetterci. Stiamo parlando di piccoli impianti di irrigazione che, tra l’altro, non esercitando un’attività continuativa rappresentano delle vere e proprie quisquilie rispetto al volume dei prelievi fatti da Acea Ato 2. In quest’ottica, dunque, sarebbe opportuno non mettere sullo stesso piano l’azione captativa dei 20 cittadini di Bracciano, che saranno comunque chiamati a rispondere davanti alla Giustizia, con quella perpetrata da Piazzale Ostiense. In estrema sintesi, non possiamo permetterci di vedere la pagliuzza e non vedere la trave. Se il lago di Bracciano si trova in queste condizioni e se Roma rischia di vedersi razionalizzare l’acqua, il responsabile è uno ed uno solo: Acea Ato 2. La cosa grave è che tra uno scarica barile e l’altro il nostro bacino sta morendo e con lui le realtà imprenditoriali operanti nel settore turistico: anche per questo il 9 settembre scenderemo in piazza per una grande manifestazione a tutela del lago di Bracciano che non possiamo veder morire sotto i nostri occhi senza muovere ciglia”. Lo ha dichiarato in una nota il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando i sequestri effettuati questa mattina a Bracciano dagli agenti del NOE.
 
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