Pisapia lancia il web, un call center, invece di un partito. Chiamata in causa la Boldrini. Bersani ha ancora fiducia. Rossi: “Se Campo progressista preferisce il Pd, Mdp andrà avanti lo stesso”. Latino (Art1) serve un soggetto alternativo al Pd

Pisapia lancia il web, un call center, invece di un partito. Chiamata in causa la  Boldrini. Bersani ha ancora fiducia. Rossi: “Se Campo progressista preferisce il Pd, Mdp andrà avanti lo stesso”. Latino (Art1) serve un soggetto alternativo  al Pd

Viene da chiederci, vista la piega che ha preso il dibattito, se invece di discutere su come costruire una nuova forza politica, progressista, di sinistra così come posto da Articolo1-Mdp, si pensa a costruire un call center. Ci riferiamo a Giuliano Pisapia, sempre più “sponsorizzato” da Repubblica. La domanda ce la siamo posta quando abbiamo letto uno dei tanti “retroscena” di cui abbonda il quotidiano di Largo Fochetti. “Zero tessere, l’adesione con un clic, consultazioni online, primarie telematiche anche per lanciare i candidati alle elezioni”. E poi l’insistenza a parlare di coloro che guardano con la testa all’indietro, riferendosi ad Articolo1, anche senza nominarlo. Intervistato  da Giuliano Longo su “Cinque quotidiano”, Pier Luigi Bersani risponde subito a questa “accusa”. “La questione – dice – non è di guardare indietro o avanti, la stessa esperienza della sinistra mondiale di Sanders o di un Corbyn ci insegna e, qualche volta aiuta, a guardare più in là. Comunque la testa indietro noi non ce l’abbiamo, ce l’ha invece chi pensa che le cose vanno bene così e che bisogna andare avanti così per il centro sinistra. La testa indietro ce l’ha chi non vede i problemi”. E per quanto riguarda le “ultime posizioni di Pisapia”, gli viene chiesto. Bersani, come è nel suo carattere e nella sua storia, non perde mai il senso dell’ottimismo. “Guardi io queste cose, queste dichiarazioni non riesco a drammatizzarle, perché so  bene che siamo all’avvio di un processo. Per me Pisapia è la persona giusta per tenerci tutti assieme”.

Bersani intervistato da “Cinque”: vogliamo una forza progressista larga e plurale

“Naturalmente nel suo stile, nel suo modo, che non è dell’uomo solo al comando e del ‘faccio tutto io’. E poi la gente si è anche stancata di quel modo di intendere le leadership. È chiaro che una persona come Giuliano per come è il suo carattere, pensa a un meccanismo plurale, a un gioco di squadra. E di questo abbiamo veramente bisogno. Quindi sono fiducioso, perché se è vero che abbiamo più pane di problemi da affrontare che denti per affrontarli con strutture e organizzazione, abbiamo dalla nostra la forza delle cose e non possiamo non sentircela sotto i piedi”. Poi parla della differenza fra un “movimento che non si ritiene un partito bensì un catalizzatore, un soggetto che promuove. Noi a differenza dei 5stelle sappiamo cos’è un partito e non rinneghiamo certo la forma partito, ma non vogliamo nemmeno fare l’ennesimo partitino, vogliamo una forza progressista larga e plurale perché è questo che ci chiede la realtà e soprattutto la gente”. A bruciapelo gli viene chiesto se Renzi rimane un problema: “Il  Pd sceglie il suo segretario e non è che io passo tutta la vita a pensare a Renzi. Detto questo il Pd ammetterà che noi siamo per un centrosinistra e parliamo con tutti. Quindi anche con il Pd, ma non siamo d’accordo con le politiche fatte sino adesso. Se possiamo trovare un accordo bene, altrimenti vai dove ti porta il cuore, ma noi con la destra non andremo mai”. Un riferimento a Berlusconi, alle possibili alleanze del dopo elezioni fra Pd e l’ex cavaliere? Ci pare chiaro.

Rossi non gradisce lo stop and go  dell’ex sindaco di Milano

“Vai dove ti porta il cuore”. Lo dice, in altri termini, anche Enrico Rossi, presidente della regione Toscana e uno dei fondatori di Articolo1-Mdp. E molto meno ottimista di Bersani, più realista, lo “stop and go” del leader di Campo progressista non lo gradisce. Anzi. Gli viene chiesto in una intervista rilasciata a Rai News: “Se Pisapia preferisce il Pd Mdp andrà avanti lo stesso”. Risposta che non lascia adito a dubbi: “Se rinvia gli appuntamenti e vuole per forza allearsi col Pd di Renzi, sono cose che deve decidere lui. Il dialogo deve essere mandato avanti, ma noi vogliamo costruire una forza politica che vada da Pisapia a tutta la sinistra. Se la prospettiva non sarà questa, noi certo non ci fermiamo e andiamo avanti”. Poi parla delle adesioni che arrivano a Mdp: “Più che i deputati, conta il fatto che a La Spezia e a Senigallia i capigruppo si sono spostati e entrano in Articolo 1. Sono mesi che ogni fine settimana faccio assemblee in giro per l’Italia. La cosa straordinaria – ha continuato Rossi – è che cresce la partecipazione alle nostre iniziative. La scissione, sono convinto, è la cosa politica più rilevante che sia stata messa in campo dopo la stagnazione che ha fatto seguito al referendum. C’è uno smottamento dal Pd verso sinistra, che non è un movimento clamoroso ma lento e costante”.

Ma se a “Insieme” che non scalda i cuori si mettesse accanto la parola “sinistra”?

È il web che a fronte di un Paese in cui i cittadini hanno perso la fiducia nella politica, rigurgiti di destra, fascista, emergono dai bassifondi della società, risolve tutti i problemi, primo fra tutti quello della difesa e  della democrazia? Addirittura anche la decisione sul nome da dare al nuovo movimento, alla nuova forza politica nell’idea di Pisapia deve passare dal web. Non solo: “Insieme”, a nostro parere, non scalda i cuori. Non ha alcun significato. Bisogna qualificare questa parola. È possibile aggiungere chi è che si mette insieme, la sinistra cioè. Oppure  è un tabù? Stando a Repubblica  madrina della operazione addirittura la presidente della Camera, Laura Boldrini cui viene addebitata la “regia” della “svolta digitale”. Svolta che sarebbe di fatto uno brutta copia, già brutta di per sé, delle piattaforma che usano i grillini per le loro consultazione online. I diversi soggetti che partecipano alla iniziativa promossa da Campo s dovrebbero sciogliersi in un “contenitore civico” sposando online – questo sarebbe il progetto del Laboratorio Pisapia – il manifesto programmatico. E dovranno farlo tutti – si legge su Repubblica – compresi  i 20 mila tesserati Mdp. Che fino ad oggi hanno più volte ribadito che il movimento non si scioglierà, che bisogna dar vita ad un partito vero, con iscritti, circoli, costruendo  dal basso il programma, il progetto, da approvare con una  assemblea costituente.  Lo ribadisce Piero Latino, del coordinamento romano di Articolo 1. Molto vicino a Massimo D’Alema, il quale sottolinea l’importanza della nascita alla Regione Lazio del gruppo “Insieme” che – dice – “nasce dalla spinta della manifestazione del  1 luglio a Piazza Santi Apostoli con Articolo1 e Pisapia”. Latino parla di “questa iniziativa, tutta a livello di vertice,  indicando l’obiettivo di unire tutte le forze che nel centro sinistra vogliono dare vita ad un grande soggetto politico alternativo al Pd e alle politiche degli ultimi anni”. “Questo processo- prosegue- deve vivere nei territori, nella società e nelle Istituzioni. Per questo, dopo  la pausa estiva, spero che, anche nel Lazio, si possa dare vita ad un processo costituente di un soggetto politico che tenga insieme le migliori energie che animano il centrosinistra, dal mondo civico al cattolicesimo democratico, dal volontariato all’associazionismo”. Come si vede siamo su un terreno molto diverso dalla “svolta digitale” lanciata da La Repubblica. A noi sembra perfino ovvio, tanto da non meritare retroscena, interviste, che il nuovo soggetto utilizzi il web, una cosa è la comunicazione, dovrebbe saperlo bene Gad Lerner e lo “staff giovane di stanza a Milano” che opera per conto di Pisapia che ha “la passione del web e l’obiettivo di un movimento ultraleggero”. Che, essendo ultra leggero, ci viene da dire, basta un ventarello per farlo sbandare.

Furfaro (Campo progressista), circoli, attività sul territorio insieme a web

Dallo staff di Pisapia, silente dopo l’uscita di Repubblica, si cerca di  salvare capra e cavoli, come si dice. “Per dare forza al nostro progetto – afferma Marco Furfaro, del coordinamento nazionale di Campo progressista – vogliamo coniugare due cose: il lavoro sul territorio e l’attività fatta nei circoli  con la possibilità di partecipare anche tramite nuove forme, come quelle del web. Inizieremo ad organizzarci a settembre – afferma – ma la prima cosa sarà quella di definire un programma, ci sarà il nostro manifesto e lo faremo vagliare dai circoli ma anche dal web, online, dando una possibilità anche a chi non può partecipare direttamente e vuole dare un contributo intellettuale”.

Abbiamo atteso un giorno, prima di dare conto del “retroscena” raccontato da Repubblica. Silenzio di Pisapia e della presidente della Camera. Dobbiamo prendere per buono il tentativo di costruire un partito con iscritti fantasma? Tutti pronti con  computer, telefonini, facebook, app? E coloro che non hanno la possibilità di usare questi strumenti, circa il 60% della popolazione, non interessano a Pisapia, sono tagliati fuori? Ci sono milioni di cittadini che vivono in povertà assoluta, che non possono curarsi, tutti da buttare? E il “giovanilismo” che sembra ispirare Pisapia, con il web miriamo ai giovani, che senso ha?  Si pensa forse che i giovani sono  tutto un telefonino? Mai assistito ad una assemblea in cui i giovani parlano, portano idee, proposte? Mai assistito ad una manifestazione degli studenti? Forse hanno voglia di far politica, quella vera, non il chiacchiericcio. Avevamo scritto che c’era il pericolo che il mese di agosto, la politica sotto l’ombrellone, fosse dominato da una parte da Silvio Berlusconi e dall’altra dagli stop and go di Pisapia. Una discussione demenziale.

Renzi presenta il suo libro, fa il gigione, si vanta del suo caratteraccio

Renzi ovviamente ha un posto a parte. Lui presenta il suo libro, “Avanti”, lancia microfoni strappati a giornalisti che gli fanno domande imbarazzanti verso i “cortigiani” che lo accompagnano. E racconta che ha un caratteraccio. La moglie che lo segue conferma. Si racconta che dopo le vacanze passate tra presentazioni del libro in località marittime farà partire il “treno” delle elezioni. Si racconta che imbarcherà anche il suo psicanalista, Massimo Recalcati nel caso gli vengano chiesti lumi sul caratteraccio del segretario del Pd.

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