Piazza Indipendenza. Patitucci, Silp Cgil Roma e Lazio: “parlare di polizia non democratica crea un danno al Paese. Dov’è la politica?”

Piazza Indipendenza. Patitucci, Silp Cgil Roma e Lazio: “parlare di polizia non democratica crea un danno al Paese. Dov’è la politica?”

“Quando le naturali soluzioni che dovrebbe dare chi ha responsabilità politica, rimangono lettera morta, tutto diventa un’emergenza. Così è stato per il trascorso Giubileo, per il terrorismo, per l’emergenza abitativa, per i licenziamenti di massa e per il noto fenomeno migratorio. Tutto diventa un problema scaricato sulle spalle delle forze dell’ordine e in particolare della Polizia di Stato, demandata a garantire e sovrintendere l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Unica forza di Polizia con competenza generale ad ordinamento civile e garante delle nostre Istituzioni democratiche”, afferma in una nota Antonio Patitucci, segretario Generale Silp, sindacato di polizia della Cgil Roma e Lazio. In particolare la Questura di Roma, secondo Patitucci “nonostante le carenze strutturali di uomini e mezzi, ha gestito dall’inizio del 2016 circa 1500 grandi eventi e ha garantito il sacrosanto diritto costituzionale a manifestare per migliaia di iniziative di protesta. Oggi sentire parlare di razzismo istituzionale o di polizia non democratica, con specifico riferimento alla Polizia romana, oltre a far male alla categoria delle poliziotte e dei poliziotti crea un danno al Paese”. Quel Paese, quella società e quei cittadini, “migranti compresi – continua il Silp – per cui poliziotte e poliziotti vigilano e rischiano la vita tutti i giorni per proteggerli, magari buttandosi nel fiume Tevere per evitare che anneghino, evitando coltellate e fucilate per combattere balordi, delinquenti comuni o criminali organizzati che li depredano nella proprietà privata, li rapinano, li aggrediscono, ne abusano sessualmente o semplicemente li portano al suicidio fisico ed economico perché sono vittime di usura e di pizzo”.

In questi giorni “una frase sbagliata, sulla quale il capo della polizia si è pronunciato in modo chiaro e trasparente, non può giustificare la gogna mediatica alla quale è stato sottoposto un appartenente – sottolinea il segretario del Silp – che nei numerosi anni di servizio ha ricoperto diversi incarichi con disponibilità e competenza professionale, perché tutto questo rischia di confondere alcuni concetti che vanno ricordati”. Il Silp Cgil “da sempre oltre ai diritti ricorda il dovere di rispettare le leggi dello Stato; accanto al concetto irrinunciabile di dignità di ogni essere umano e di solidarietà, nazionale e internazionale, coniuga e rammenta il principio di legalità, al quale nessuno può esimersi, neanche quei migranti che hanno buttato bottiglie di vetro rotte, pietre e bombole di gas aperte e poi incendiate, con il rischio di provocare un macello – sottolinea -. Rimane comunque una questione tutta italiana. Dov’è la politica in tutto questo? Il Capo della Polizia Gabrielli, già da Prefetto di Roma con il Commissario del Comune di Roma Prefetto Tronca, aveva definito un progetto con relativo finanziamento, per sgomberare gli stabili occupati, prevedendo valide soluzioni alternative. Che fine ha fatto quel progetto? Lo stesso Ministro Minniti, dopo questi eventi, ha chiarito che senza soluzioni valide di alloggi alternativi non si faranno più sgomberi”. Il Silp Cgil, evidenzia “che garantire il diritto di asilo salvaguardando la dignità umana, è un doveroso compito della politica previsto dalla nostra Costituzione e dalle convenzioni internazionali, da non derubricare alla solita manfrina emergenziale scaricata sulle spalle della Polizia di Stato. Accanto a questo corollario irrinunciabile, in uno Stato di diritto è doveroso tutelare la proprietà privata e l’incolumità fisica di tutti i cittadini, compresa quella delle poliziotte e dei poliziotti che lo Stato lo servono e lo rappresentano”, conclude.

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