Minniti espone le sue teorie sulle paure da eliminare eliminando i migranti. Haftar: “volete ammassarli in Libia? Pagateci”. L’Onu critica il Codice per le ong: provocherà più morti

Minniti espone le sue teorie sulle paure da eliminare eliminando i migranti. Haftar: “volete ammassarli in Libia? Pagateci”. L’Onu critica il Codice per le ong: provocherà più morti

Nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha sostanzialmente confermato quello che dice e pratica dal giorno del suo insediamento, su migranti e Ong. “Il sentimento di paura è un grande tema su cui si misureranno le democrazie di tutto il mondo nei prossimi 15 anni”, ha infatti detto Minniti. E non ancora soddisfatto ha aggiunto: “Il mio approccio da ministro è ascoltare chi ha paura per aiutarlo a liberarsene mentre c’è chi vorrebbe che ne restasse prigioniero. Credo sia una vera discriminante democratica, non di appartenenza a un partito”. Allora, invece di educare alla civiltà chi ha paura del presunto diverso, del “barbaro” alle porte, come avrebbe detto l’antropologo e filosofo Tzvetan Todorov, proponendo forme di integrazione multiculturale, si elimina il “barbaro”. Infatti, dice Minniti, usando molto spesso il pronome “io”, come forma di autoaffermazione (e chissà come lo interpreterebbe lo psicanalista del Pd, Massimo Recalcati): “Io credo che l’idea di affrontare e governare i flussi migratori sia un grande tema cruciale per la democrazia”, perché i “flussi non governati minacciano la tenuta sociale e democratica del Paese – ha ribadito il ministro -. Questa è la mia posizione politica, questo è il mio approccio: mi si può dire che è sbagliato ma in quel caso bisogna offrire la possibilità di discutere un’altra proposta, purché essa non inizi con la parola emergenza. Siamo alle prese con un fenomeno epocale che per essere affrontato serenamente non deve essere considerato emergenziale”. Ma chi ha affrontato la migrazione dall’Africa come un’emergenza? Chi sta “approcciando” il tema dell’integrazione come risposta alla paura e dunque con politiche di destra? Domande retoriche, che hanno una sola risposta, il Partito democratico al governo.

L’indiretta replica a Minniti arriva dal generale Haftar: “volete ammassare i migranti in Libia? Pagateci”

Intanto sul fronte libico si assiste al nuovo attacco del generale Khalifa Haftar contro l’Europa e la sua gestione dell’immigrazione, che definisce una forma di colonizzazione. “Loro (gli europei) hanno eretto una specie di barriera nelle acque territoriali per respingere i migranti lungo le coste libiche. E’ senza dubbio un approccio assolutamente sbagliato, un approccio molto strano. Gli europei vogliono ammassare tutti i migranti sulle coste libiche. Dopo tutto è una migrazione, non la si può trasformare in una colonizzazione”, ha accusato il generale libico in un’intervista a Russia Today concessa durante la sua visita a Mosca. Haftar promette di proteggere la sovranità nazionale della Libia se le navi europee non dovessero rispettare i confini marittimi del Paese e assicura che le sue forze militari sono in grado di ridurre i flussi migratori nella misura in cui l’Europa fornirà assistenza finanziaria alla Libia. “Abbiamo discusso il piano con i Paesi europei, concentrato sulla protezione dei confini libici – spiega il generale, rivale del presidente del Consiglio presidenziale Fayez Serraj, riconosciuto dall’Onu – Il piano dovrebbe impedire qualsiasi infiltrazione illegale in territorio libico. Per attuarlo abbiamo bisogno di circa quattromila uomini. Noi li addestreremo certamente”.

E l’Onu condanna il codice di condotta delle Ong elaborato da Minniti: farà più morti

Un’esperta indipendente dell’Onu avverte sul rischio che ci siano più morti tra i migranti nel Mediterraneo per effetto del codice di condotta proposto dall’Italia alle Ong e per le restrizioni alla ricerca e al salvataggio dei rifugiati imposte dalla Libia. In un comunicato, la relatrice speciale Agnes Callamard sottolinea che “anche con un nuovo piano di azione per aiutare l’Italia ad allentare la pressione dei migranti e ad aumentare la solidarietà, i Paesi dell’Ue devono rispettare i loro obblighi internazionali e proteggere le vite umane, senza discriminazioni”. “Italia e Ue impongono procedure che potrebbero ridurre la capacità delle Ong di effettuare attività di salvataggio” e che “potrebbe causare più morti in mare”, spiega la relatrice. Per questo, osserva, “la perdita di vite, essendo prevedibile e prevenibile, costituirà una violazione delle obblighi dell’Italia in materia di diritti umani”. Questo “lascia pensare”, aggiunge Callamard, che l’Italia e i Paesi dell’Ue considerano il rischio e la realtà dei morti in mare un prezzo minore da pagare in cambio della dissuasione a immigrati e rifugiati”. L’esperta ha anche avvertito che il finanziamento di 46 milioni di euro alla Libia per il sostegtno alla Guardia costiera può causare una “maggiore abominevole violenza” contro gli immigrati e i rifugiati tornati in questo Paese. “Alcuni – spiega l’esperta – sono assassinati deliberatamente, altri muoiono in seguito a torture, malnutrizione e negligenza medica”. Callamard riconosce la necessità della Guardia costiera libica di migliorare le sue capacità, ma questo sostegno dell’Ue”, ha avvertito, “non può avvenire senza garanzie dimostrabili del rispetto dei diritti umani degli immigrati”. Quando ha parlato delle “paure”, Minniti aveva letto questo rapporto?

E a proposito di Ong, clamoroso il sequestro, in acque internazionali, da parte della Guardia costiera libica della nave di Proactiva Open arms

Due ore sotto sequestro della Guardia Costiera libica, dopo essere stata bloccata al largo di Misurata in un braccio di mare che viene considerato parte delle acque internazionali. E’ quanto successo martedì sera alla nave “Golfo Azzurro”, della organizzazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms, la stessa che la scorsa settimana era stata al centro di un braccio di ferro tra Italia e Malta. La Open Arms ha aderito al codice di condotta richiesto dalle autorità italiane, e martedì sera poco dopo le 18 la Golfo Azzurro si trovava in acque internazionali nell’ambito della sua missione di soccorso ai migranti che rischiano la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Qui sarebe stata avvicinata da unità della Guardia Costiera libica, che sotto la minaccia delle armi l’avrebbero costretta a dirigersi in acque libiche. “Siamo stati costretti perché minacciavano di spararci”, hanno fatto sapere via social i volontari della ong. Dopo due ore circa ha potuto riprendere la sua rotta. Più tardi, contattata da Rainews24, la portavoce della ong Laura Lanuza ha sottolineato: “Non vogliamo sospendere le nostre attività. Non abbiamo alcuna notifica ufficiale e quindi proseguiamo”. Che ne pensa il ministro Minniti?

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