Migranti. Mai così tanti elogi della destra a un ministro Pd, Minniti. Il Capo dello Stato sana una crisi extraistituzionale. Un’onda di melma invade la politica. Controffensiva della sinistra. Interventi di Enrico Rossi, D’Attorre, De Petris, Civati, Maestri

Migranti. Mai così tanti elogi della destra a un ministro Pd, Minniti. Il Capo dello Stato sana una crisi extraistituzionale. Un’onda di melma invade la politica. Controffensiva della sinistra. Interventi di Enrico Rossi, D’Attorre, De Petris, Civati, Maestri

“Come i ladri di Pisa che di giorno litigavano e di notte andavano a rubare insieme”, un vecchio detto toscano messo in giro si dice dai livornesi, taluni lo attribuiscono ai lucchesi, così i protagonisti di una giornata politica melmosa, che non ha forse precedenti nella storia politica dell’Italia che fonda la sua democrazia sui pilastri del Parlamento. Non se la  prendano il ministro Minniti, Gentiloni, perfino il capo dello Stato, non intendiamo recar loro offesa ma abbiamo il dovere, questo il valore e il significato della libertà dell’informazione che ha consentito a milioni di italiani di venire a conoscenza di gravi episodi, di raccontare una crisi extraistituzionale rivelata dai media a tarda ora di una giornata in cui si erano raccontate balle. Quando il ministro Delrio aveva dato segni di forte dissenso con le iniziative del ministro Minniti in merito agli accordi con la Libia, al codice di condotta, all’uso dei porti, problema che è di sua competenza, “guerra agli scafisti e non alle Ong”, uno slogan che ha più volte ripetuto, nelle sedi delle istituzioni, Palazzo Chigi, in particolare al Quirinale si era creato un clima di allarme.

Solo notizie ufficiose, “sussurrate” dal Quirinale e da Palazzo Chigi

Ieri se ne aveva un segno concreto quando il consiglio di ministri nel corso del quale tutte le agenzie di stampa annunciavano che sarebbe stata presa in esame la “questione Libia”, terminava il lavoro in mezz’ora e del ministro Minniti non c’era traccia. Fonti ufficiose annunciavano che aveva avuto un “ritardo”. A tarda ora la matassa si dipanava, mai comunque una nota ufficiale. Dal Quirinale, si dice, arrivavano primi segnali di una presa di posizione a sostegno del ministro da parte del presidente della Repubblica, poi dal Viminale si facevano circolare “voci” sul fatto che l’assenza del ministro al tavolo del Consiglio era dovuta alla necessità di un “chiarimento” richiesto dallo stesso Minniti a Gentiloni cui avrebbe posto un aut aut: “se non vado bene mi dimetto”. Addirittura qualche notizia in più si apprendeva da un comunicato della associazione nazionale dei funzionari di polizia che in una nota affermava di ritenere “opportuno sottolineare la necessità di garantire il massimo sostegno all’attuale ministro dell’Interno”. “Le tensioni all’interno della maggioranza di cui leggiamo sui giornali – spiega il segretario dell’Associazione, Enzo Letizia – ci rendono preoccupati sulla possibilità che un’azione mirata ed efficace, quale si sta dimostrando quella di Minniti, sia indebolita da questioni politiche fatte senza una approfondita conoscenza delle complesse attività migratorie. Il ministro Minniti, in questo senso – conclude Letizia – ha straordinarie competenze e conoscenze per intervenire in modo mirato ed efficace. Mettere in dubbio il suo operato vuol dire rischiare di vanificare l’attività di analisi e di contrasto che si sta finalmente mettendo in atto in modo efficiente e, ancor più grave, favorire interessi criminali a scapito di quelli umanitari”. Addirittura questi “funzionari” si permettevano di dire che chi non concordava con l’azione di Minniti, “favoriva interessi criminali”. A costoro vale ricordare che ancora in questo paese la Costituzione garantisce la libertà di opinione, salvo inneggiare al fascismo.

Da Palazzo Chigi si faceva trapelare alle agenzie una nota ufficiosa in cui si diceva che “i risultati sul fronte del contrasto del traffico di essere umani dalla Libia e del fenomeno migratorio cominciano ad arrivare”. Era il segnale della pacificazione fra Gentiloni e il suo ministro. Infine, sempre attraverso le agenzie si faceva trapelare dal Quirinale “il sostegno di Mattarella” che esprimeva “grande apprezzamento per l’impegno dispiegato in queste settimane dal ministro Minniti particolarmente riguardo al fenomeno migratorio”. Da notare che si trattava di notizie “trapelate”. Si è sfiorata una crisi di governo “trapelata”. C’è un luogo dove questa “crisi” doveva essere portata, il Parlamento. Anche se è in ferie, lo abbiamo scritto già ieri, si potevano convocare le Commissioni che di questi problemi si occupano e riportare così nella piena legalità istituzionale una crisi, di fatto annunciata e risolta con comunicati trapelati, compreso quello del Presidente della Repubblica. I cittadini sono stati informati solo da note stampa, dai media che, una volta tanto, hanno svolto un ruolo importante.

Si è così dato modo alle forze di destra, quelle della peggiore specie in primo luogo, a partire da Fratelli d’Italia guidati dalla Meloni di scatenare una gazzarra assumendosi il merito di aver “costretto” il governo la cui maggioranza fa capo al Pd, a fare proprie le posizioni sostenute da un arco di forze che passa dalla Meloni appunto (ora si dia luogo a un blocco navale completo delle coste della Libia), a Salvini. Berlusconi fa parlare quelli e quelle del suo clan, Casini, che invita tutti gli italiani ad applaudire Minniti, Ronzulli, “Delrio pensi ai treni che si fermano senza aria condizionata”, Carfagna, portavoce di Fi, “No alle marce indietro, Fi non accetterebbe ripensamenti”. Manuela Repetti, senatrice del gruppo misto elogia anche Mattarella il quale, dice, “con la solita correttezza istituzionale e al contempo preoccupazione per gli interessi nazionali, ha giustamente ricordato che la svolta sulla lotta ai trafficanti di esseri umani è avvenuta grazie al ministro Minniti, che ha svolto un lavoro egregio in una situazione difficilissima”.  Ci manca il ministro Alfano il quale  rivolge al ministro Minniti un elogio che ha tanto il sapore di clima elettorale e di possibili accordi per un bel gruppetto di parlamentari che il partito di Renzi dovrebbe garantirgli. Dice l’Alfano che è contrario al derby che si gioca nel governo fra “rigore e umanità”. Questo “non è un derby che il nostro paese conosce e deve conoscere. Sin qui noi siamo stati il Paese che ha saputo fare sposare sicurezza e umanità, dobbiamo continuare ad essere questo Paese”. Minniti ringrazia e porta a casa. Molti altri commenti tutti a favore del ministro degli Interni arrivano da dirigenti, parlamentari, sindaci, tutti di destra, a partire da Forza Italia. Mai un ministro aveva avuto tanti consensi dalle forze di opposizione. Questo gioco fa parte dell’onda di melma che sta ricoprendo la politica nel nostro Paese e rischia di affondare le istituzioni. Non a caso nessuna dichiarazione delle destre e dei centristi  fa riferimento ai campi di concentramento libici, veri e propri lager dove si praticano violenza, tortura. Davvero Alfano ha una gran faccia tosta parla di “umanità e sicurezza”. Non sono da meno il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, e il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. “Cerchiamo di sorvolare sulle improvvide dichiarazioni o interviste di qualche ministro e viceministro di questo governo, ma il presidente Gentiloni ha un compito importante ed inderogabile: fare rispettare la volontà del Parlamento, che ha autorizzato l’importante iniziativa italiana con una serie di impegni vincolanti”.

La controffensiva viene dalle forze di sinistra, Articolo1-Mdp, Sinistra Italiana, Possibile in sintonia con gli interventi che arrivano dal mondo cattolico, dalla Chiesa di papa Francesco in particolare di cui si parla in altro articolo.

Rossi: “Sto con Delrio e il direttore di Avvenire”. D’Attorre: serve l’intervento pubblico

Poche, ma significative parole da parte di Enrico Rossi, cofondatore di Articolo1, presidente della Regione Toscana: “Sulle Ong – afferma – sto con Graziano Delrio e anche con Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. E con il Manifesto, quotidiano comunista, e con tutti coloro che hanno a cuore i diritti umani”.  Alfredo D’Attore, deputato di Articolo1-Mdp, intervenendo a Omnibus, parla di “interesse umanitario che dovrebbe dare il segno alla politica dl nostro paese nei confronti dei migranti.  Se serve una legge che riguarda i soccorsi in mare, i porti, allora va rivisto il Codice di condotta”. Parla di “pulsione suicida del Pd” che va a sbattere nel “porto delle nebbie”. Si sofferma in particolare sulle condizioni in cui vengono a trovarsi i migranti nei  campi di concentramento libici. Sottolinea che anche a sinistra si è sottovalutato il clima di paura che è stato creato artificiosamente nei confronti dell’opinione pubblica. Poi avanza una proposta concreta affermando che “siamo in condizione di accogliere 200.000 persone in un anno, ma solo poco più di mille comuni  su circa 8000 hanno accolto la proposta di ospitare i migranti”. Propone un piano, una politica condivisa, l’intervento pubblico. “Di fatto – afferma – l’accoglienza privatizzata ci costa 4 miliardi e mezzo con un sistema di intervento affidato  a imprese private”. Parla di “fenomeni di corruzione, abusi nei confronti dei migranti. Lo stato in prima persona deve farsi carico di questo problema, solidarietà ed accoglienza”. D’Attorre affrontava anche il problema dello Ius soli, la legge contro la quale si era scagliato Alemanno con una debole risposta da parte della parlamentare del Pd Fabrizia Giuliani sulle difficoltà di farla approvare. D’Attorre  poneva al Pd la necessità di procedere con il voto di fiducia.

Di Pietro: sono con Minniti. Bene la polizia armata sulle navi

Sempre nel corso di Omnibus a Di Pietro che affermava “Sono con Minniti, senza se e senza ma” e  “non capisco perché le Ong non accettano  la presenza sulle navi della polizia armata”, Andrea Purgatori faceva presente che, per esempio, Medici senza frontiere ha in atto 70 progetti di intervento in zone di guerra, con ospedali che svolgono un ruolo importante. La neutralità nelle zone di guerra, così come sulle navi è essenziale. Chiedeva a Di Pietro  se riteneva possibile che in un ospedale in zona di guerra, così come sulle navi che portano soccorso, entrasse un poliziotto armato. Di Pietro richiamava il fatto che potevano salire i guardiacoste. Rispondeva Purgatori: “Certo, non sono armati”. Di Pietro insisteva che erano armati. Poi si arrendeva. Abbiamo riportato questo episodio perché spesso, anche sui media, si leggono sui migranti, le navi, i porti, notizie sballate, pure invenzioni.

De Petris: Le scelte dissennate fatte dal governo

Sempre sul fronte delle dichiarazioni di esponenti della sinistra Loredana  De Petris, capogruppo al Senato di SI, afferma che la posizione del ministro Delrio dimostra “che nel governo ci sono anche voci di umanità e ragionevolezza, che continuano a considerare una priorità assoluta la difesa delle vite umane. Posso solo augurarmi che siano questi sentimenti a prevalere e ad avere ragione delle scelte dissennate fatte dal governo nelle ultime settimane”. “È evidente che applicare il Codice di condotta rende solo molto più difficile salvare persone e che il prezzo sarà molto caro, non solo in termini di vite umane ma anche di civiltà del nostro Paese. Quel Codice deve essere ritirato immediatamente”. Pippo Civati, segretario di Possibile e Andrea Maestri deputato di Sinistra italiana affermano: “Assistiamo al solito cortocircuito nel governo, con il ministro dell’Interno Minniti che fa l’offeso per incassare il riconoscimento di tutti i vertici istituzionali sulla missione in Libia. Un’iniziativa che sembra ideata insieme al migliore Salvini”. “Peccato – aggiungono – che la grande determinazione del governo non si veda nemmeno lontanamente sui diritti. Basti pensare allo Ius soli su cui il Pd ha già suonato il de profundis, al di là delle parole di circostanza. Così migliaia di italiani resteranno senza cittadinanza. Insomma, governo e maggioranza sono sempre più spostati a destra”. “Del resto – osservano Civati e Maestri – è noto che lo ius soli è già molto temperato. Un provvedimento partorito da questa ‘maggioranza dei diritti a metà’, sullo stile delle unioni civili senza stepchild adoption. Una soluzione parziale e pasticciata”.

Uno scenario politicamente desertificato, siccitoso, cinico

 “Eppure, oggi, in questo scenario politicamente desertificato, idealmente siccitoso e insopportabilmente cinico, anche i diritti civili – continuano Civati e Maestri – diventano merce di scambio. E nel mercato nero del consenso, anche i giovani italiani senza cittadinanza sono sacrificati”. “Politici molto furbi ma poco competenti e media superficiali – concludono i due deputati – alimentano la logica del baratto insensato e meschino: diritti civili inversamente proporzionali al numero degli sbarchi”. “Gli italiani senza cittadinanza con gli sbarchi e con i processi migratori non c’entrano nulla ma fa comodo a molti barattare politicamente i loro diritti. Ci vorrebbe una tregua culturale, una pausa collettiva di riflessione e approfondimento che restituisca dignità a un dibattito svilito e svilente”, concludono i due deputati di Possibile-Si. Ci sia consentito un richiamo a Massimo Giannini che in un editoriale che ci è piaciuto molto affermava che la sinistra si era eclissata. La sinistra c’è, in campo. Era chiaro, ora, che lui si riferiva al Pd.

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