L’Italia ricorda il devastante sisma nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria. Il sindaco di Amatrice Pirozzi vieta ai giornalisti le cerimonie del ricordo, rispettiamo, ma non condividiamo

L’Italia ricorda il devastante sisma nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria. Il sindaco di Amatrice Pirozzi vieta ai giornalisti le cerimonie del ricordo, rispettiamo, ma non condividiamo
E’ passato un anno dalle prime devastanti scosse che nella notte tra il 23 ed il 24 agosto colpirono il cuore dell’Italia, devastandolo. Quattro le Regioni costrette a fare in conti con un nemico invisibile: Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria. Un sisma pari a 6.0 gradi che alle 3.36 del mattino devastò città diventate simbolo come Amatrice, Accumoli, Arquata segnando per sempre la sorte di questi territori. Migliaia le persone colpite, 299 il bilancio finale delle vittime, oltre che centinaia di feriti, molti dei quali ricorderanno sul proprio corpo quanto accaduto quella notte. Celebrazioni, come detto, in tutte le cittadine devastate.
 
Le celebrazioni di Amatrice con il ricordo di tutte le vittime
 
Ad Amatrice, dall’1.30 di questa notte, i famigliari di chi ha perso la vita nel sisma si ritroveranno in una tenda allestita al campo sportivo, dove saranno ricordati i nomi di ognuna delle vittime. Intorno alle 2.30, partirà poi la fiaccolata che transiterà in via Picente, via Muzi, Piazza Sagnotti, per poi tornare di nuovo in via Muzi e arrivare al Parco don Minozzi. La fiaccolata non attraverserà, come in un primo momento era stato ipotizzato, il Corso di Amatrice e quindi la zona rossa. Alle 3.30 inizieranno i rintocchi della campana, uno per ogni vittima, fino alle 3.36, il momento del silenzio e del ricordo. La veglia, dopo un momento di preghiera, terminerà intorno alle 4.30.
 
Ad Accumoli, epicentro del sisma, sarà celebrata una Via Crucis
 
Anche Accumoli, che fu epicentro del sisma, ricorderà le sue vittime. Alle 21.30 del 23 agosto, si terrà una via crucis nella “nuova Accumoli”, quella delle casette e verranno ricordate le vittime del sisma.
 
Marcia di preghiera da Arquata del Tronto a Pescara del Tronto
 
Mesta celebrazione anche ad Arquata del Tronto. Si inizia alle 23, con una marcia di preghiera che partirà dalla frazione di Trisungo, per raggiungere Pescara del Tronto: qui, alle 3,36, verranno letti i nomi delle vittime del sisma della cittadina. La lettura sarà accompagnata dai rintocchi di una delle campane della vecchia chiesa di Pescara del Tronto, recuperata dalle macerie. Nel pomeriggio del 24 agosto, verrà poi celebrata un messa a Pescara del Tronto. 
 
Norcia e Foligno celebrano i fatti del 24 agosto ma consegna anche i primi alloggi di edilizia pubblica
 
Il ricordo di quanto accaduto ci sarà anche nella splendida Norcia, dove, grazie ad interventi di prevenzione, dopo il terremoto della fine scorso secolo, i danni furono ridotti, tranne quanto subito dalla Chiesa di San Benedetto, andata parzialmente distrutta. Tante le iniziative in programma nella cittadina umbra. Alle 8.45 di giovedì 24 agosto, nel Centro regionale di Protezione civile a Foligno, si terrà un incontro istituzionale con gli operatori della Protezione civile regionale dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. Sono stati invitati, tra gli altri, il Prefetto, il Questore, i comandanti regionali e provinciali delle Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco, il Soprintendente regionale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, i rappresentanti della Consulta del volontariato, i Presidenti delle Province e dell’Anci Umbria. Alle ore 10.30, è in programma un Consiglio comunale aperto a Norcia. Alle 14.30 è prevista una visita ai negozi turistici di Norcia. Alle ore 16 verranno consegnati dieci nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, realizzati da Ater Umbria, in località Sant’Eustachio di Norcia, destinati ad altrettante famiglie le cui abitazioni sono non agibili a causa del sisma. Alle ore 18, ad Avendita di Cascia, verranno consegnate dodici “casette”. Sono previsti collegamenti televisivi sulle emittenti nazionali e regionali.
 
Le cronache di quei giorni partono alle 3.36 del mattino del 24 agosto ma sono ancora tutte da raccontare
 
Da ricordare le cronache di quelle ore con la prima scossa, violentissima, alle 3.36 del mattino che gettò lo scompiglio nella tranquillità di migliaia di residenti e villeggianti. Un sisma registrato fisicamente da Rimini fino a Napoli. L’epicentro, come detto, è nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, nel Lazio –  paese equidistante da Amatrice e Norcia – a soli 4 chilometri di profondità. E proprio ad Accumoli e nella vicina Amatrice si registravano i danni più gravi: il centro fu letteralmente polverizzato, Accumoli cancellata. Ecco la prima drammatica testimonianza del Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi: “Il paese non c’è più. Sotto le macerie ci sono decine di persone”. In serata lo stesso Sindaco parlava di almeno 64 morti nel suo Comune e di 11 ad Accumoli più un centinaio di dispersi. Le cronache di quella tragica notte ci ricordano poi il dramma e la devastazione dello storico Hotel Roma, con il suo carico di vittime. La gravità di quanto accaduto veniva confermata da tutte le autorità locali, che immediatamente lanciavano l’allarme, non solo sul numero delle vittime elevatissimo, ma anche sulla capacità di reazione della macchina dei soccorsi, che poteva essere messa a dura prova dal crollo dei ponti e dal cedimento delle sedi viarie. Tutto questo nelle ore successive alla prima devastante scossa, fu confermato dai fatti e molte frazioni, devastate dal terremoto, furono raggiunte dai soccorritori molte ore dopo.
Ma non tutto si fermò all’unica devastante scossa del 24. L’ondata tellurica fece registrare oltre 300 scosse, quelle più forti di magnitudo 5,1 e 5,4, ed ancora 5.4 con epicentro a 5 chilometri da Norcia. Poi l’ultima di un certo rilievo ad Arquata di magnitudo 4,9.
 
Una nota a margine delle celebrazioni. Da rispettare, ma non condivisibile, la scelta del Sindaco Pirozzi di chiudere alla stampa il borgo reatino
 
Una nota a margine delle celebrazioni la mettiamo alla fine del nostro ricordo su quanto accaduto, ovvero l’iniziativa del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che ha pensato bene di chiudere il borgo reatino a telecamere, giornalisti e fotoreporter, nella notte tra 23 e 24 agosto. Iniziativa da rispettare, per evitare, come dice il primo cittadino di questo Comune laziale, la spettacolarizzazione delle celebrazioni, ma difficilmente condivisibile.
“Quel momento lo vivremo tra noi, e solo con chi è legato a questi posti, e alle 239 persone che abbiamo perduto – ha detto il primo cittadino di Amatrice -, come sindaco non darò a nessun giornalista l’autorizzazione ad entrare: non vogliamo in nessun modo che venga fatta spettacolarizzazione del nostro dolore. E il 24 agosto sarà il giorno del silenzio, rotto solo dalla celebrazione della Messa”. Va bene così, nessun problema, ma ci risulta oggi incomprensibile l’appello che lo stesso Pirozzi, ma forse era un altro sindaco, a non abbassare l’attenzione mediatica sul suo Comune, fino a quando le cose (aiuti, ricostruzione ed altro ndr) non si sarebbero realizzate. Dispiace una decisione così radicale, dopo che tutti, o quasi gli organi di informazione si erano e lo sono ancora, mobilitati, a sostegno delle popolazioni, non solo di Amatrice, che ha avuto il ruolo di prima della classe, ma di tutti gli altri centri colpiti dal sisma del 23 e 24 agosto. Rispettiamo, la scelta di Pirozzi, ma soprattutto rispettiamo il dolore di chi ha vissuto direttamente, con la morte o il ferimento di famigliari, con la devastazione delle proprie case, con la perdita del lavoro, quanto provocato dalla distruzione del sisma del centro Italia.
 
Chi vince e chi perde nella gestione del dopo sisma
 
Va detto, infine, per onestà del vero, che molto di più poteva esser fatto sul fronte dell’assistenza e della ricostruzione. Vasco Errani, commissario straordinario, finirà il suo lavoro tra pochi giorni e probabilmente non sarà ricordato per l’immediatezza delle scelte, d’altronde non siamo in Emilia, dove ha avuto lo stesso ruolo per un identico fenomeno naturale. Stessa cosa sarà anche per i governatori delle quattro Regioni coinvolte, che certamente si sono fatti in quattro per assicurare assistenza alle popolazioni, ma che, probabilmente, hanno avuto poca assistenza concreta e certa dal governo. Si è infatti passati dai proclami di Renzi alla realtà di quei territori, ovvero, al fatto che difficilmente i tempi dell’orologio renziano, potevano coincidere con quelli della nostra devastante burocrazia. Ad oggi, molti residenti hanno le loro casette, altri le riceveranno in queste settimane, altri ancora da pochi giorni hanno potuto lasciare le residenze marine sull’Adriatico per tornare nei propri paesi, ed altre centinaia di cittadini incassano il buono per poter pagare un alloggio in affitto. L’emergenza, anche se piccola, è ancora tutta in piedi.
 
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