La mutazione genetica del Pd, che sui migranti sceglie la destra. Codice Minniti e attacco alle Ong traggono origine da ciò. Scalfari inserisce Renzi nel Pantheon della sinistra europea

La mutazione genetica del Pd, che sui migranti sceglie la destra. Codice Minniti e attacco alle Ong traggono origine da ciò. Scalfari inserisce Renzi nel Pantheon della sinistra europea

Quando Renzi Matteo presentando il suo libro “Avanti” a proposito dei migranti pronunciò la frase “aiutarli a casa loro” ricevette molte critiche. Soprattutto, questa affermazione, simile a quelle fatte da Salvini e anche da Grillo, venne vagamente commentata. La maggioranza degli scriba renziani della prima ora, e gli altri saliti con qualche ritardo sul carro dell’ex presidente del consiglio, dette una motivazione: fa parte della guerra aperta con Salvini e sopratutto con Grillo in vista delle elezioni politiche, e  ancor prima di quelle siciliane, perché tutti i sondaggi vedevano un testa a testa tra Pd e M5S.  Poi si è fatto avanti Berlusconi e ora sarebbero in tre a giocare la partita. Sarà bene ricordare tra i più accaniti difensori di Renzi, il suo psicanalista Recalcati che su Repubblica lanciò l’offensiva prorenziana. Lo attaccano, scrisse, perché lo odiano. E finì in soffitta quella frase “aiutarli a casa loro”. Un errore, una sottovalutazione clamorosa, perché proprio quell’affermazione dava il via a una mutazione genetica del Pd. Un cambio radicale della plolitica portata avanti nei confronti dei migranti.

Il progressivo spostamento del Pd verso il populismo di destra

Dall’accoglienza nei paesi della Ue, Italia in primo luogo, la politica del nostro governo si spostava progressivamente verso quel fronte di forze xenofobe e razziste che suscitavano con le loro campagne la paura del diverso, del migrante. Non è un caso che proprio in questi ultimi tempi si sia assistito a manifestazioni in alcune città contro l’accoglienza anche solo di qualche decina di persone, così come non è un caso che poco più di mille comuni su 8mila e passa abbiano accettato di dare ospitalità ai migranti. Ultimo episodio in ordine di tempo quella sindaca che fa parte dell’assemblea nazionale del Pd che ha proposto di aumentare le tasse per chi ospita i migranti. Non è un caso che sull’onda del grillo-renziano “a casa loro” si sia mosso il ministro dell’interno così come non è un caso che in contemporanea con il cambio di rotta della politica del Pd parta una campagna di stampa contro le Ong, le associazioni che in questi anni sono intervenute nei salvataggi dei migranti abbandonati dagli scafisti. Ben il 35 % di queste operazioni hanno avuto le Ong come protagoniste.

Il Codice di condotta scritto da Minniti per le Ong non nasce per caso, ma in questo contesto

Oggi sono accusate di ogni nefandezza. Non nasce per caso il Codice Minniti, il segnale più eloquente del matrimonio renziano con le destre, variamente collocate nel panorama politico italiano ed europeo. Il problema vero è che stanno vincendo le forze che con ogni mezzo vogliono impedire un movimento ormai impetuoso di donne e uomini che cercano una vita migliore in Europa.  Fuggono dalle guerre, dalla miseria, dai campi di tortura. Abbiamo visto le immagini della “accoglienza” in Libia, terrificanti, ce ne dovremmo vergognare di fronte al mondo, noi alleati numero uno dei governi libici. C’è un moto, come dimostra la storia, verso la libertà che è inarrestabile. Noi, il governo Gentiloni, su input del renziano “a casa loro” ci muoviamo in direzione opposta, in pessima compagnia, a partire da quei paesi, dai quattro di Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia), che fanno parte della UE e si sono opposti ad iniziative a favore dell’accoglienza.

L’offensiva di Gentiloni e Minniti nei confronti del Vaticano

Con il codice Minniti si è inventata la necessità della presenza della polizia sulle navi che vanno in soccorso ai migranti per poi attaccare in particolare Medici senza frontiere, che rivendicano il diritto alla neutralità, fondamentale per lo svolgimento delle iniziative umanitarie in zone di guerra. In questa vicenda se ne sono viste di tutti i colori. Si sono vissuti momenti in cui si è rischiata la crisi di governo senza che il  Parlamento ne fosse informato, quando Minniti ha minacciato le dimissioni disertando il Consiglio dei ministri. Addirittura è intervenuto il presidente della Repubblica, il quale sempre a insaputa delle Camere, ha elogiato “Minniti per il suo operato”. I parlamentari lo hanno saputo dai media che hanno riferito dalle loro fonti di informazione. Lo stesso ha fatto Gentiloni che è andato anche più in là, ha contattato la Cei, la Conferenza episcopale italiana, di cui è presidente il cardinal Bassetti, perché i movimenti, le associazioni cattoliche finanche Avvenire, il quotidiano dei vescovi, moderassero i toni a sostegno delle politiche di accoglienza fortemente critici nei confronti dell’operato del governo. Il direttore di Avvenire, quotidiano cattolico, ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte, nel segno dell’obbedienza dovuta. Non bastava la Cei, Gentiloni ha chiesto ed ottenuto un incontro col pontefice, strenuo sostenitore delle cause della povera gente, al quale è andato a perorare la bontà delle politiche del suo governo nei confronti dei migranti, quando tutti, e le stesse cronache di avvenire, dicono il contrario. Non si capisce a che titolo, visto che la Cei è solo l’assemblea dei vescovi di uno stato, e che lo stesso pontefice è a capo di uno stato sovrano, che si chiama Vaticano.

Scalfari: Renzi è di sinistra? Chi è di sinistra?

Chiudiamo qui una brutta pagina della storia del nostro paese. Non possiamo fare a meno però di richiamare une editoriale di Eugenio Scalfari in cui si chiede a Renzi se si sente un uomo di sinistra. Premette che oggi in Italia i nomi “indicativi”, quelli che contano forse voleva dire, sono Gentiloni, Renzi, Minniti, Delrio, Alfano e l’immancabile Pisapia, ci scusi il leader di Campo progressista, che è come il prezzemolo, va bene ovunque. Per l’Europa contano Merkel, Macron e Mario Draghi. Scalfari chiede a Renzi: “si sente un uomo di sinistra? Di quella che ho qui cercato di ricordare negli ultimi tre secoli di storia europea”. Renzi insomma accomunato ai fratelli Rosselli, ad Altiero spinelli e agli altri dei quali ha parlato Scalfari. Ci pare davvero troppo. Meglio finirla qui, anche perché ad avvelenarci ulteriormente il ferragosto si legge sempre su Repubblica, bollettino pisapiano, che per decidere il nome del nuovo soggetto politico, allo stato il provvisorio “Insieme”, ci sarà una consultazione online stile grillino e che delle ipotesi avanzate si sta occupando lo staff dei creativo della succursale di Altavia, multinazionale del marketing. Insomma, come dice il proverbio, il troppo storpia. Qui il troppo addirittura abbonda, meglio sarebbe sapere cosa ne pensa Bersani.

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