Ius soli. Renzi mette la pietra tombale sul disegno di legge. Reazioni durissime e indignate da Laforgia e Gotor, Mdp. Applausi al Pd dagli alfaniani e dai berlusconiani

Ius soli. Renzi mette la pietra tombale sul disegno di legge. Reazioni durissime e indignate da Laforgia e Gotor, Mdp. Applausi al Pd dagli alfaniani e dai berlusconiani

Dopo la scandalosa vicenda della legge sui nuovi voucher, dopo l’appoggio di Forza Italia alle misure anti-immigrati del governo Gentiloni e alla missione militare in Libia, ecco l’accordo tra il Partito democratico e la destra per mettere una pietra tombale definitiva sul disegno di legge sullo Ius soli. Il Ddl fu rinviato a settembre perché non si riusciva a trovare l’accordo nella maggioranza, soprattutto per la contrarietà del partito di Alfano, che tuttavia aveva annunciato che con leggere modifiche l’avrebbe approvato. Sullo Ius soli, però, la maggioranza avrebbe comunque ottenuto i voti favorevoli di Articolo1 e di Sinistra Italiana. Invece, ecco la doccia fredda, gettata sul disegno di legge sullo Ius soli direttamente da Matteo Renzi. Dove? A Capalbio, durante, ovviamente, l’ennesima presentazione del suo ultimo “capolavoro” autobiografico, che ha come titolo “Avanti”. Renzi ha ammesso con una leggerezza e superficialità scandalose che “la legge sullo Ius soli non è detto che passi in questa legislatura: noi abbiamo accettato la richiesta del governo ma vedendo le ultime settimane sono ridotte le possibilità che passi in questa legislatura”. Cosa nasconde Renzi? La frantumazione del suo stesso partito sui temi sensibili e caldi dei diritti civili. Altro che i ricatti di Alfano e compagni, anzi, amici, che ora rivendicano con forza il risultato. Il Pd è di fatto colpevole di aver promesso a quasi un milione di figli di immigrati che lo Ius soli sarebbe stato approvato, come punto politico e d’onore. E nel governo c’è un ministro, Delrio, che quando era sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci s’era impegnato in primissima persona per raccogliere centinaia di migliaia di firme sulla proposta di legge popolare sullo Ius soli. Ora, per ragioni tattiche, come afferma il segretario Renzi, il Pd arretra, e rinvia l’approvazione dello Ius soli a una legislatura prossima ventura. Intanto, delusi, i circa 800mila studenti che frequentano le nostre scuole non avranno alcun diritto. Eppure, in fondo, si trattava di una legge molto temperata e con alcuni limiti, in qualche modo coperti dal cosiddetto Ius culturae. No. Renzi ha deciso: ai migranti non va concesso nulla.

La reazione forte e dura di Laforgia e di Gotor, di Mdp: “smascherata l’ipocrisia del gioco delle parti tra governo e Renzi”

“Quando abbiamo chiesto al Governo di fermarsi davanti allo strappo sui voucher, sono andati dritti come un treno. Quando altri settori della maggioranza hanno chiesto uno stop allo Ius soli, sono stati immediatamente accontentati. ‘Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei’, potremmo dire. Alla ripresa, le scelte sulla politica economica e, a questo punto, anche il destino di una legge di civiltà come lo Ius soli, saranno il metro per misurare la distanza tra noi e il governo”, dichiara Francesco Laforgia, capogruppo alla Camera di Articolo 1 – Mdp. “Aggiungo che un partito che fa la sue scelte esclusivamente sulla base dei sondaggi e degli umori del paese non è più un argine ai populismi, altro che voto utile. A farne le spese sarà l’Italia che perde l’occasione per fare un passo in avanti sul terreno della sua civiltà”, sottolinea. Dal canto suo, Miguel Gotor, senatore vicino a Bersani, conferma: “la ritirata sullo Ius soli, annunciata un paio di settimane fa dal premier Gentiloni è stata certificata dalle parole di oggi di Renzi che hanno smascherato l’ipocrisia di un gioco delle parti tra il governo e il segretario del Partito democratico. In questa legislatura non si è esitato a mettere la fiducia sul jobs act, sulla scuola e, recentemente, sulla reintroduzione dei voucher piegandosi ai diktat di Ncd e della destra italiana, ma non lo si fa su una legge di civiltà come lo Ius soli, un provvedimento cardine di un governo e di un programma di centrosinistra anche dal punto di vista simbolico”. Miguel Gotor conclude: “questa retromarcia è un chiaro segnale di come il Pd a trazione renziana sia ormai un partito di centro che ha ammainato le bandiere e i valori della sinistra per inseguire la destra sul suo terreno”.

Brindano gli alfaniani e in Forza Italia rivendicano il risultato. Complimenti al segretario del Pd 

La capogruppo del partito di Alfano in Senato esulta e stappa spumante: “abbiamo fatto una considerazione abbastanza ampia con i colleghi del Senato e abbiamo detto che non è questo un momento per affrontare una legge così complessa come lo Ius soli. La tematica va affrontata ma non ora: stiamo difficilmente contenendo la problematica dell’immigrazione e nella popolazione la legge, su un tema delicato e che va affrontato, non è vissuta come una necessità”. La colpa è della gente che non capirà, incredibile. “Noi avevamo dato disponibilità a votare a settembre la legge con modifiche: se l’ex premier rilascia questa dichiarazione, per lui sicuramente sofferta, non possiamo che dire ‘bravo Matteo’. Le parole di Renzi – aggiunge – mi rasserenano molto perché leggi così difficili vanno fatte a inizio legislatura con tempo davanti per affrontare tutti gli aspetti cercando la maggior condivisione, come abbiamo fatto sulle unioni civili. Davanti a noi non abbiamo tempo per fare questo lavoro, perché dobbiamo fare la manovra e la legge elettorale. Per cui penso che consegneremo il lavoro fatto alla prossima legislatura”.

E da Forza Italia, si rivendica il passo indietro: “Renzi torna sui suoi passi ed è costretto ad ammettere che sono ridotte le possibilità che lo Ius soli venga approvato in questa legislatura. Stia tranquillo che non verrà approvato neanche nella prossima dove la maggioranza l’avrà il centrodestra. Il dietrofront del Pd sullo Ius soli è una grande vittoria di Forza Italia che ha sempre contestato questa norma, sbagliata rispetto ai contenuti e inopportuna rispetto ai tempi”, dichiara Licia Ronzulli, componente del Comitato di presidenza di Forza Italia. Insomma, cosa sia diventato questo Pd renziano lo dimostra ampiamente la vicenda incredibile e dolorosa, per tantissimi ragazzi, dello Ius soli. La vicenda manifesta plasticamente, se mai ancora ve ne fosse bisogno, che sui migranti il Pd teme la presunta reazione dell’elettorato, e insegue la destra sul suo stesso terreno, quello securitario e dell’ordine pubblico.

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