Gli attentati di Barcellona sono la conferma della sfida jihadista alla società aperta europea, all’Illuminismo, al diritto. No pasaran

Gli attentati di Barcellona sono la conferma della sfida jihadista alla società aperta europea, all’Illuminismo, al diritto. No pasaran

Raramente l’Europa, o almeno gran parte di essa, ha vissuto un periodo così lungo di pace e benessere, se rapportato al resto del pianeta. Gli europei, o almeno gran parte di essi, danno ormai per assodate prosperità e sicurezza. Deriva da queste certezze, quotidiane, l’orrore che provoca un attacco terroristico, e la paura che esso ispira è sempre più contagiosa. Tutto ciò è vero, oggi, per le strade di Barcellona, dove monumenti e palazzi parlano di una città aperta, giovane, cosmopolita, pacifica, e tra le più vivibili d’Europa. Ecco perché anche Barcellona è diventata obiettivo dei terroristi jihadisti. Ciò che è accaduto giovedì pomeriggio ha non solo gettato una città nel lutto ma ha colpito persone, che passeggiavano tranquillamente sulle Ramblas, di ben 34 diverse nazionalità. Come a Parigi, Londra, o Berlino, capitali cosmopolite e moderne, occidentali e insieme tolleranti. Gli eventi di Barcellona hanno provocato durissime reazioni spontanee, di migliaia persone accorse venerdì mattina nella Plaza Catalunya, per gridare il loro no a qualunque atto di sfida terroristica che vorrebbe riportare le lancette della storia europea verso i secoli bui del Medioevo. Come accadde a Parigi, a Manchester, a Bruxelles, a Stoccolma, la folla di europei si è stretta attorno a una città, Barcellona, ferita ma fiera, per piangere le vittime, e insieme per affrontare il lutto, elaborarlo collettivamente, rifiutare di chiudersi nella paura e nel terrore. Quella paura che è terreno di coltura per tutte le destre neofasciste, razziste e islamofobe. Ma gli europei che venerdì mattina hanno affollato il luogo dell’attentato hanno anche voluto consegnare al mondo un messaggio preciso: l’evento non ci costringerà a considerare ogni islamico, ogni musulmano, un nemico da abbattere, perché questo è ciò che vorrebbe il jihadismo, aprire una guerra di civiltà, di religione.

Il terrorismo jihadista e l’impossibilità di prevedere gli attacchi dei lupi solitari

È ancora troppo presto per conoscere le motivazioni precise dell’attentato, e in che modo gli assassini sono stati reclutati, probabilmente nelle carceri spagnole, e organizzati. Ciò che però possiamo dire è che questo è il terrorismo nell’era di Internet, che talvolta dipende da strumenti sofisticati, come la messaggeria criptata, e talvolta si affida a lupi solitari, purché in possesso di una patente e documenti in regola. Le nuove tecnologie consentono ai terroristi forme di organizzazione più efficaci ed elusive, rende più facile il compito dei lupi solitari, e delle cellule. Ma quando i terroristi sono europei, traggono ispirazione proprio dall’estremismo islamista, perché ispirati dall’ideologia razzista dell’estrema destra, che cede e cade nella trappola jihadista dello scontro frontale, rompendo la coesione comunitaria. In entrambi i casi, i terroristi islamisti e i loro omologhi europei tendono a dividere, frantumare, fratturare la società.  Come sanno i berlinesi, o i londinesi, o i nizzardi, e oggi gli abitanti di Barcellona, è impossibile difendere tutto lo spazio pubblico da un terrorista che guida un tir o un van, intenzionato a uccidere. Per questo, le capitali europee, come Roma, si sono dotate di vere e proprie barricate mobili, con l’intervento dell’esercito, nel tentativo di scongiurarne l’arrivo. Ma ciò che diventa importante, oggi, come ieri, è difendere il rispetto reciproco per i diritti e le libertà in base alle quali le multiculturali e aperte società occidentali prosperano.

L’attentato a Turku in Finlandia di venerdì. L’Isis festeggia, ma la polizia non conferma che si stratti di terrorismo

Tutti sappiamo che non sarà possibile prevenire ogni attacco terroristico in una società libera. Proprio venerdì un altro attentato ha provocato  due morti e otto feriti a Turku in Finlandia, tremila chilometri e più a nord di Barcellona. Un uomo ha cominciato a correre in mezzo alla strada urlando frasi inneggianti ad Allah e ha colpito con un’arma da taglio alcune persone. Sembra che anche per questo episodio di violenza jihadista abbiano esultato i militanti dello Stato islamico, o Daesh. Lo rivela il Site, il sito specializzato nel controllo sui social delle attività dell’Isis. La signora Katz, direttrice del Site, ha precisato che “nonostante non ci siano conferme” sul fatto che l’attacco sia riconducibile all’Isis, “i sostenitori del gruppo stanno festeggiando l’evento online”. La direttrice di Site ha anche pubblicato un’immagine tratta dall’account Twitter ‘Inside The Khilafah’ con la didascalia “dalla Spagna alla Finlandia onore al jihad”. Nonostante la presuntuosa felicità di questa gente, nel corso della conferenza stampa serale la polizia finlandese ha confermato il “cessato pericolo” spiegando che l’autore della strage era in realtà “uno solo”, non è certo che abbia gridato in arabo e non è nemmeno sicuro che si tratti di terrorismo. “In questa fase delle indagini – ha dichiarato il portavoce della polizia – non possiamo né confermarlo né smentirlo”.

Alcuni Paesi europei hanno vissuto altre stagioni segnate dal terrorismo politico. Ma ne sono usciti. Anche questa volta No pasaran

Come si vede, il rischio resta costante ed elevato, e dimostra ampiamente che nonostante le gravi perdite subite in Iraq e in Siria, soprattutto in questi ultimi mesi, le sconfitte militari sul campo non fermano, anzi potrebbero addirittura rafforzare l’ideologia omicida dei jiadisti disseminati ovunque in Europa. Alcuni esponenti della destra, in Italia, parlano tatticamente di guerra all’Europa, ma è sbagliato, politicamente e strategicamente. È solo terrorismo, e ogni paese europeo ha avuto la sua stagione di sangue, gli anni Settanta in Italia, l’Ira in Gran Bretagna, il brigatismo rosso in Germania, ad esempio. Ora dobbiamo combattere e vincere quest’altra forma di terrorismo, con le stesse armi, lo stesso senso e la stessa determinazione che ha contribuito a debellare quelle stagioni. Senza mai perdere di vista la civiltà, il diritto, la società aperta, che gli illuministi ci regalarono e qualcuno vorrebbe spazzare via. No pasaran.

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