Giuliano Pisapia accompagna Matteo e Angelino in Sicilia e oltre lo Stretto. Il no secco di Mdp. La probabile candidatura di Claudio Fava a sinistra

Giuliano Pisapia accompagna Matteo e Angelino in Sicilia e oltre lo Stretto. Il no secco di Mdp. La probabile candidatura di Claudio Fava a sinistra

Dal Nazareno la partita siciliana viene letta così: l’accordo con Angelino Alfano è fatto ed è ormai considerato un punto fermo. Manca l’ufficializzazione del candidato, ma il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, è in vantaggio, almeno a sentire i dem. L’alternativa di Ap sarebbe Nino Caleca, avvocato con un passato nel Pci, ma si vagliano anche altri profili ‘civici’. Un patto che si regge anche su quello che viene definita una sorta di “distensione e dialogo” tra Renzi e Alfano sul tema della legge elettorale e dello Ius Soli. Non rientrano direttamente nell’accordo, viene spiegato ancora, ma si registra un ammorbidimento delle rispettive posizioni. Il leader di Alternativa Popolare, Angelino Alfano, è per una rivisitazione del meccanismo di voto che preveda al Senato la stessa soglia di sbarramento al 3 per cento prevista per la Camera. E sullo Ius Soli, campo minato per la maggioranza al rientro dalle vacanze, il ministro degli Esteri avrebbe fatto delle aperture. Niente di deciso, ma il feeling ritrovato sulla partita delle regionali in Sicilia potrebbe aiutare anche su questi due tavoli.

Il tiraemolla tra Pd e Mdp, tra modello Palermo e modello Lombardia

Ma se tra Renzi ed Alfano le distanze sembrano azzerarsi, lo stesso non si può dire del rapporto tra Pd e Mdp. Il partito di Bersani e Speranza vede come fumo negli occhi un’alleanza che abbia al suo interno anche i centristi. Il problema, spiega il deputato Davide Zoggia, non è la coalizione in sé, ma il programma. “Le idee e i programmi di Ap per la Sicilia su lavoro, ambiente, giovani, cura del territorio, sono le stesse e compatibili con quelle del centrosinistra, visto che Ap ha trattato sia con Renzi sia con Berlusconi fino a ieri?”, è la domanda che Zoggia invia a Leoluca Orlando e gira allo stesso Alfano. “Noi pensiamo che la Sicilia meriti rispetto e non siamo per le alchimie politiche, che non sarebbero comprese da nessuno, tantomeno dagli elettori siciliani”. E al ‘modello Palermo’, Zoggia contrappone il ‘modello Lombardia’ dove “si crea un centrosinistra autentico”. E serve poco ricordare che al governo c’è una coalizione sostenuta da Ap ed Mdp, perché “l’essere al governo con Alfano in questo momento è dettato da una situazione di necessità emersa dopo le politiche del 2013”. Nonostante questo, lo stato maggiore del Pd non perde le speranze di ‘riportare a casa’, almeno quella larga della coalizione di centrosinistra, gli ex compagni di strada di Mdp. “Stiamo lavorando e lavoreremo fino all’ultimo per allargare a sinistra l’accordo fatto con Alfano”. Il vice segretario dem, Maurizio Martina, invita Speranza e Bersani a non commettere l’errore di dividere il centrosinistra perché “troppe volte questo atteggiamento ha già fatto male”. E Leoluca Orlando avverte: “Faccio un appello per un centro sinistra in cui il centro abbia la stessa dignità della sinistra. I partiti devono comprendere che convergere su un programma chiaro con un candidato credibile è il modo migliore per battere M5S e il centrodestra”. E conclude: “Sul nome di Micari i primi a dare un consenso sono stati proprio Mdp e SI. Ognuno si assume la responsabilità di condannarsi alla sconfitta”.

Il fulmine a ciel sereno: Giuliano Pisapia benedice il tentativo di Orlando e accetta l’accordo Matteo-Angelino

La proposta del sindaco di Palermo, che include Ap nella coalizione, viene rispedita ancora una volta al mittente da Mdp e Sinistra Italiana ma soprattutto mette in evidenza la prima crepa nel rapporto con Giuliano Pisapia. Al rifiuto degli esponenti di sinistra di considerare come “civica” una coalizione con Alfano si contrappone invece il sostegno dell’ex sindaco di Milano. I due si sono sentiti telefonicamente e a darne la notizia è stato lo stesso Orlando. A bocciare l’idea che un’alleanza con Ap sia definita “civica”, come sostiene il sindaco di Palermo, ci pensa Francesco Laforgia, capogruppo di Mdp alla Camera: “Se vuoi fare una coalizione di centrosinistra con esponenti del centrodestra – osserva – puoi anche chiamarla civica ma per noi resta un’ipotesi innaturale, indigesta e irricevibile”. Ma nel partito però non la pensano tutti allo stesso modo. Non è un caso infatti che Ciccio Ferrara, vice presidente di Articolo 1 e uomo vicino a Pisapia definisca “generoso il tentativo di Orlando che va apprezzato e sostenuto. Una rottura della sinistra con quel popolo che solo pochi mesi fa ci ha premiato con la vittoria al comune di Palermo sarebbe incomprensibile”.

Accordo per ora respinto sdegnosamente al mittente da Angelo Capodicasa: dite a Giuliano che noi mai con Angelino

A chiudere, per ora il cerchio ci pensa Angelo Capodicasa, leader siciliano di Mdp, che si rivolge direttamente a Giuliano Pisapia: “Ricordo che già nel maggio scorso Giuliano Pisapia disse per la prima volta che non si poteva andare con Alfano. Se adesso Pisapia cambia opinione ne prendiamo atto, ma le condizioni che noi poniamo per le regionali siciliane erano note da tempo a tutti, a Orlando in particolare con cui abbiamo sempre discusso. Ora, come si suol dire, cadono dal pero. Forse pensavano che ci saremmo piegati alla logica delle ammucchiate, ma hanno sbagliato. Abbiamo riunito il coordinamento regionale di Mdp, ponderato bene la nostra scelta e comunicato di essere disponibili a confrontarci sulla candidatura del rettore Fabrizio Micari, in un’alleanza con il centrosinistra ma senza gli alfaniani”. Continua ancora più duramente Capodicasa: “Ci contestano di essere incoerenti perché al governo siamo insieme ad Ap e qui contrari all’accordo per le regionali, ma il motivo è semplice: a Roma l’idea di stare tutti nella stessa maggioranza è stata dettata dal carattere emergenziale della legislatura. La maggioranza non è uscita dalle urne, tant’è che ne faceva parte anche Silvio Berlusconi che si è sfilato perché decaduto da senatore. Orlando non può paragonare le due cose”.

Claudio Fava candidato della sinistra. Lunedì sarà sciolta la riserva

“Davanti a questa scelta”, ovvero a quella di pervenire all’accordo Pd-Alfano in Sicilia per oltrepassare poi lo Stretto, Claudio Fava afferma che “per ragioni di coerenza e onestà verso i siciliani c’è una parte del mondo del centrosinistra che si tira fuori e che vuole costruire una proposta per un voto libero, responsabile e di cambiamento. Da qui arriva la proposta nei miei confronti su cui scioglierò la riserva lunedì”. E l’appoggio di Mdp al governo nazionale? “Io rispondo di quello che faccio io – dice Fava- e dal 2013 mi sono sempre posto all’opposizione proprio perché consideravo innaturale e fortemente condizionante il sostegno di Alfano, come emerge in questi giorni quando si decide di trascinare alcuni disegni di legge di assoluta civiltà, come quello sullo Ius soli, perché bisogna tenere insieme una maggioranza assai poco coesa, che dello spirito della campagna elettorale del 2013 ha conservato assai poco” conclude il vicepresidente dell’Antimafia.

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