Finlandia, la polizia conferma: “L’attacco con due morti e sei feriti è terrorismo islamista”. Ferita anche una ricercatrice italiana, Luisa Biancucci. Uccise una ragazza di 15 anni e una donna di 67

Finlandia, la polizia conferma: “L’attacco con due morti e sei feriti è terrorismo islamista”. Ferita anche una ricercatrice italiana, Luisa Biancucci. Uccise una ragazza di 15 anni e una donna di 67

C’è anche una ricercatrice italiana fra i sei feriti dell’attacco di un giovane marocchino a Turku in Finlandia. Il presunto terrorista islamista ha colpito alla cieca tra la folla. Si chiama Luisa Biancucci, secondo quanto apprende l’ANSA, la connazionale rimasta ferita in Finlandia nell’attacco di ieri a Turku. La donna, 30 anni, lavora come ricercatrice ed è stata ferita ad una spalla. Toscana, si è laureata in Scienze dell’educazione nella sede di Arezzo dell’Università di Siena e ha successivamente conseguito un master in Etnologia e Antropologia culturale nell’Ateneo senese. 

Sono una 15enne e una 67enne le due persone uccise nell’attacco con coltello a Turku, in Finlandia. Lo ha riferito la polizia, che in precedenza aveva rivelato che l’obiettivo dell’aggressore, un 18enne marocchino, erano le donne. Due degli otto feriti restano ricoverati in terapia intensiva ma non sono in pericolo di vita. Tra i feriti, oltre a una ricercatirce italiana, ci sono una persona di nazionalita’ svedese e una britannica, e non due svedesi come era stato riferito in un primo momento. 

Dopo una notte di indagini serrate e vari riscontri, le prudenze iniziali sono state lasciate da parte e la polizia ha comunicato ufficialmente che è stata aperta un’inchiesta per terrorismo, confermando anche che l’assalitore è un ragazzo marocchino di 18 anni. “L’atto di ieri – si legge nella nota ufficiale della polizia finlandese – è stato trattato come omicidio, ma durante la notte abbiamo ricevuto informazioni addizionali che indicano che il reato commesso è ora quello di uccisioni con finalità di terrorismo”. Oltre al diciottenne, sono state arrestate altre cinque persone. Le autorità finlandesi hanno anche fatto esplicita richiesta di cooperazione internazionale per adottare tutte le misure di prevenzione di nuovi possibili attacchi nel territorio nazionale.

E’ una ricercatrice trentenne all’università di Turku l’italiana ferita nell’assalto di ieri nella città finlandese. La conferma giunge dalla Farnesina, che riferisce che l’ambasciatore italiano si è recato a Turku, dove ha incontrato il marito della donna. Un funzionario dell’ambasciata, inoltre, accoglierà i familiari della connazionale in arrivo in Finlandia.

Tutto è accaduto ieri attorno alle 16. Un uomo si è scagliato contro i passanti accoltellandoli. Sotto i suoi colpi sono morte due persone e altre sei sono rimaste ferite. In pochissimi minuti la polizia finlandese è intervenuta: ha fermato l’accoltellatore sparandogli alle gambe e l’ha arrestato, portandolo in ospedale. Poi è cominciata la caccia a eventuali ulteriori accoltellatori e a complici. Per ore il centro della città è stato teatro di questa caccia, finché a sera la polizia l’ha dichiarato “sicuro”. In ogni caso, cinque persone sono state arrestate. Sono state descritte oggi dalla polizia come “collegate” al principale sospettato. Inoltre, gli inquirenti hanno annunciato di aver attivato “una cooperazione internazionale” nell’ambito dell’indagine.

L’attacco di Turku s’inquadra in un momento di forti tensioni in Europa, perché avvenuto all’indomani del sanguinoso doppio attentato di Barcellona e Cambrils, in Catalogna, costato la vita a 14 persone. Non a caso già da ieri, quando ancora la pista terroristica non era considerata quella prioritaria, le autorità finlandesi hanno rafforzato i controlli e la sorveglianza nei punti sensibili, a partire dall’aeroporto internazionale di Helsinki. La Finlandia è uno dei paesi più tranquilli del Vecchio Continente. Tuttavia a giugno i servizi di sicurezza (Supo) avevano innalzato il loro livello di valutazione del rischio, annunciando di aver rilevato un’attività dello Stato islamico (Isis) che avrebbe potuto mettere nel mirino proprio il paese nordico. Allora, il rischio era stato portato da “debole” a “elevato: il secondo in una scala di quattro.

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