Enrico Rossi, Articolo1-Mdp, a Pisapia e Campo progressista: “non ci sciogliamo. Legatevi voi in un grande movimento che parte dai territori”

Enrico Rossi, Articolo1-Mdp, a Pisapia e Campo progressista: “non ci sciogliamo. Legatevi voi in un grande movimento che parte dai territori”

Nel dibattito che si è aperto sulla costruzione del nuovo soggetto politico a sinistra del Partito democratico, che ha per protagonista Articolo1-Mdp, è intervenuto il governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha puntualizzato alcuni passaggi “storici”, e ha prefigurato una sorta di futuro per il nuvo partito. Pubblichiamo stralci dal suo intervento nel corso di una delle Feste di Mdp, così come riportate dalle agenzie di stampa, e dall’intervista concessa da Rossi all’edizione toscana di Repubblica. 

“Il discrimine è stata l’assemblea del 19 febbraio. La minoranza chiedeva un Congresso ma soprattutto una discussione ampia all’interno del partito. Ma questo non era ciò che voleva la maggioranza, che ambiva a una conta. Questa è la dimostrazione del cambiamento della natura del Pd. Un partito che non discute più è un partito morto”, ha dichiarato, sabato sera, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e fondatore di Articolo1-Mdp, intervenendo alla festa del movimento politico in corso in questi giorni a Marcignago (Pavia). “Mi ero candidato alla segretaria del Partito democratico per ricostruire un’area socialista – ha spiegato Rossi -. Un’area di minoranza ma a cui non è stata data la possibilità di discutere, confrontarsi. E lo dimostra l’assenza di discussione nel Congresso lampo che si è consumato per incoronare un leader e non un’idea collettiva”.

“Articolo Uno – ha aggiunto il governatore della Toscana – nasce come una forza a sinistra del Pd, alternativa. La sinistra trova unità sui contenuti, sui programmi. Ricostruire un sistema di diritti e tutelare il lavoro. Non condividiamo le politiche dei bonus dati in modo indiscriminato a tutti. Occorre garantire un sistema, una rete sociale, dove chi ha di più deve dare di più. Serve progressività fiscale. Servono investimenti per rilanciare il lavoro. I problemi non si risolvono con l’antipolitica, e nemmeno col parlamentarismo. Si risolvono governandoli. Col Pd bisogna dialogare, non è nostro nemico, ma bisogna essere consapevoli che partiamo da programmi molto diversi”. Rossi si è poi soffermato sui rapporti interni alla sinistra: “Il primo luglio a Roma le dichiarazioni di Bersani e Pisapia erano molto in sintonia. Su punti programmatici c’è un grande margine di costruzione della sinistra, da Sinistra Italiana, a Alleanza Popolare di Montanari e Falcone, Possibile, coi socialisti di Bobo Craxi, con tante forze della società civile, Campo Progressista è una di queste. Ciò che non condivido è la richiesta di sciogliere Articolo Uno, da parte di Pisapia. Io dico piuttosto ai compagni di Campo Progressista: ‘legatevi voi’, alimentiamo così quel grande movimento che parte dai territori, attraverso momenti di discussione, e un’ organizzazione radicata. Agli amici e ai compagni del Pd, Cuperlo, Orlando, Damiano dico che su molte cose siamo d’accordo. Ma a un certo punto bisogna scegliere. Che scelgano come fare battaglia”.

A proposito della specificità politica della Toscana, Rossi ha detto nell’intervista a Repubblica, edizione locale: “È chiaro che il Pd da solo non è più in grado di vincere. Smettere di litigare come chiede Renzi al Pd toscano è giusto. Ma non sufficiente. Con un sistema elettorale che premia le coalizioni e che nel secondo turno mette in difficoltà il centrosinistra, la vocazione maggioritaria non è più nelle cose. La forza storica della sinistra toscana – ricorda Enrico Rossi – è stata quella di essere ‘forma politica’ in grado di tenere assieme, con mediazioni altissime, spinte e interessi divergenti, ricomponendoli in quadro generale a beneficio di diversi gruppi sociali. Questa identità è andata persa. Dobbiamo ritrovarla”.

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