Codigoro. La sindaca del Pd detta la linea dura contro chi ospita i migranti: controlli fiscali, più tasse, verifiche burocratiche e igieniche. La destra l’apprezza, Renzi prende le distanze. Ma è metafora del clima di intolleranza

Codigoro. La sindaca del Pd detta la linea dura contro chi ospita i migranti: controlli fiscali, più tasse, verifiche burocratiche e igieniche. La destra l’apprezza, Renzi prende le distanze. Ma è metafora del clima di intolleranza

Ha scatenato un putiferio mediatico e politico la linea dura lanciata dalla sindaca Pd di Codigoro, paese di circa 12mila persone nel ferrarese, Alice Zanardi. Con un provvedimento, postato anche sul profilo facebook del Comune, la prima cittadina comunica i dettagli del suo progetto. Da lunedì, personale di Ausl, Polizia Municipale ed Ufficio tecnico del Comune sarà inviato nelle case dei privati che ospitano profughi per “effettuare le verifiche di abitabilità e condizioni igienico-sanitarie”. In una seconda fase “verrà allertata anche la Guardia di Finanza per i controlli fiscali relativi agli immobili della parte ospitante”.

La destra non aspettava altro e sfrutta l’occasione per alimentare il clima di odio

Sui social, i commenti alla proposta si dividono fra favorevoli (“brava sindaca finalmente è rimasto qualcuno col cervello”), e contrari (“vergogna e dimissioni”). Impazza la polemica politica. Dalla Lega coglie la palla al balzo Matteo Salvini. “Ma quindi… ha ragione la Lega? Fuori tutti, l’invasione va fermata con ogni mezzo. P.s. Caro sindaco, cosa ci stai a fare nel Pd?”, si chiede il leader del Carroccio. Anche Daniela Santanché non ha perso l’occasione: “Tutta la sinistra buonista e salottiera si sta scagliando contro una sindaca PD che ha annunciato l’aumento delle tasse per chi ospita i migranti. Mentre il segretario del Partito Democratico sta trascorrendo l’estate a presentare il suo libro, gli amministratori locali si trovano ad affrontare gli effetti devastanti dell’invasione promossa proprio dai Governi di sinistra. La signora Zanardi si è permessa di fare una provocazione per far capire ai suoi compagni di partito che la situazione e’ insostenibile e il popolo di sinistra che fa? La tratta come un’appestata invitandola alle dimissioni”.

L’imbarazzio e la rabbia del Partito democratico. Il segretario regionale emiliano cerca di metterci una pezza e Renzi prende le distanze. Ma da Bologna durissima la replica dell’assessore Rizzo Nervo

Per il segretario Pd dell’Emilia Romagna, Paolo Calvano, “la proposta del comune di Codigoro di alzare le tasse a chi si mette a disposizione per ospitare i profughi non è all’altezza dei problemi stessi. Non solo perché impraticabile e irrealizzabile, ma perché è una risposta del tutto inefficace che presenta, oltretutto, il rischio di scatenare ulteriori tensioni sulle comunità locali anziché attenuarle”. Secondo l’esponente dem, l’impegno del partito “non deve essere quello di cercare colpevoli o di spostare il problema altrove, ma di trovare soluzioni efficaci e durature. Alcuni sindaci hanno dimostrato che si può fare, seguiamo quegli esempi e non inseguiamo facili quanti inefficaci proclami”. Dal canto suo, durante la festa dell’Unità di Livorno, Matteo Renzi commenta: “Il sindaco di Codigoro si è già corretta, ha detto che la sua è stata una provocazione, ma chiaramente ha sbagliato, e l’ha spiegato molto bene il segretario regionale dell’Emilia Romagna: quella del sindaco di Codigoro è una posizione che non condivido”. La rabbia dell’assessore dem di Bologna, Rizzo Nervo: “Non userò questa volta alcuna prudenza nel dire che il provvedimento immaginato dalla sindaca di Codigoro è un insulto al lavoro impegnativo che tanti di noi stanno facendo su un tema complesso come quello dei migranti. Una delle tante soluzioni semplicistiche e di corto respiro, oltre che in questo caso di evidente illegittimità. Pensare di elevare le tasse a chi mette a disposizione appartamenti per l’accoglienza è assurdo e discriminatorio”.

Da sinistra piovono critiche ancora più dure. Civati parla di neosalvinismo dei dem e Marcon provoca con una tassa sulla stupidità

Durissime le critiche provinienti da sinistra. Per Pippo Civati, segretario di Possibile: “il Renzi di ‘aiutiamoli a casa loro’ fa proseliti sulla strada del neo-salvinismo”. Secondo Giulio Marcon di Sinistra Italiana: “Più che una tassa sui migranti, servirebbe un’imposta sull’ignoranza e la stupidità”. Contro la sindaca anche Rita Cinti Luciani, membro della segreteria nazionale Psi ed ex prima cittadina del comune ferrarese, secondo cui “le dichiarazioni e controdichiarazioni di Alice Zanardi lasciano sbalorditi”.

Nonostante le polemiche, Alice Zanardi, non arretra. “Da lunedì partono i controlli”, afferma, parlando all’agenzia Dire. Come annunciato, dunque, il Comune del ferrarese manderà a casa dei privati che ospitano i migranti agenti di Polizia municipale, tecnici comunali e operatori Ausl per verificare sia l’abitabilità della struttura sia le condizioni igienico-sanitarie. A seguire, sono previste anche verifiche fiscali da parte della Guardia di Finanza. Il problema, spiega la sindaca, è che a Codigoro è già stato sforato il tetto dei 2,5 migranti ogni mille abitanti previsto dal decreto Minniti. Ma alcuni privati continuano a mettere a disposizione le proprie strutture per ospitare i profughi, il più delle volte “rivolgendosi direttamente alla Prefettura o all’Asp”, dunque bypassando il Comune. “Ma io penso che un sindaco debba essere sempre informato”, afferma Zanardi. In un mese “siamo passati da 58 a oltre 100 migranti – spiega la sindaca – mi sono rivolta al prefetto per chiedere di non inviarne altri, perché avevamo già superato la quota massima di riparto che è il 2,5 per mille e iniziamo a essere vicini al 10 per mille. Mi è stato risposto che, vista l’emergenza, li mettono dove trovano posto. E allora tra un mese che succede? Se i cittadini di Codigoro mettono a disposizione altre case, ne mandano altri? Non lo ritengo opportuno, Codigoro ha già fatto la sua parte”. E assicura, anche rivolta al Pd regionale: “La mia Giunta e la mia maggioranza sono con me”.

La vicenda, davvero incresciosa, e in qualche comica, se non si parlasse di persone in cerca di aiuto, si commenta da se ed è la metafora di un clima di intolleranza che sta dilagando ovunque. Ciò che davvero spaventa è la indifferenza politica con cui si assumono provvedimenti assurdi di questo genere: la deriva securitaria e intollerante colpisce sindaci di destra e del Partito democratico. Dietro di tutto però c’è il decreto Minniti, che impone il meccanismo delle quote, nasce tutto da là.

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