Auguri di buon Ferragosto a tutti i nostri lettori. A sinistra insieme

Auguri di buon Ferragosto a tutti i nostri lettori. A sinistra insieme

Auguri di buon Ferragosto a tutti i nostri lettori e in particolare a coloro che partecipando alla campagna abbonamenti consentono al nostro giornale di sopravvivere, di portare una voce critica in un panorama informativo sempre più piatto, conformista, guidato da grandi gruppi di potere, che hanno le mani in pasta in affari di ogni tipo che ben poco hanno a che vedere con l’informazione. Auguri in particolare a chi cerca di mettere insieme la sinistra, o meglio le sinistre, diversamente collocate. Insieme a sinistra, ci piace dire, perché il paese ha bisogno di una nuova forza politica alternativa all’attuale Pd renziano. Quanto grande sia questo bisogno lo di vede proprio dal settore in cui siamo impegnati, l’informazione, specchio nel bene e nel male  di una società in cui democrazia e partecipazione dovrebbero essere l’abc della politica, un diritto dei cittadini. Due diritti dovrebbero convergere sul medesimo obiettivo: quello dei giornalisti ad informare e quello dei cittadini ad essere informati. Così non è.

La notizia dovrebbe guidare il giornale raccontando fatti ed evidenziandone i vari aspetti dando modo al lettore o al telespettatore di farsi una propria opinione. Informazione critica, altrimenti è altra cosa, e scadere nella propaganda è quasi ovvio. C’è anche un’aggravante: le notizie vengono filtrate dagli uffici stampa, dai comunicatori al servizio del potere, lanciano indiscrezioni, notizie false, una scoperta di questi ultimi giorni. E sulla notizia falsa si aprono dibattiti e discussioni a non finire. Questo è il quadro avvilente, se poi si aggiungono alcune rassegne stampa che citano come fosse il vangelo giornali che quasi nessuno legge, diventa devastante per il modo in cui si manipola la cosiddetta opinione pubblica, la si orienta, si indirizza dove si vuole che vada. Esemplare in negativo la campagna in pieno agosto lanciata contro le Ong, che fino a ieri venivano considerate come strumenti di grande valore negli interventi umanitari, dal salvataggio in mare dei naufraghi gettati in mare dagli scafisti nel Mediterraneo, all’assistenza sanitaria nelle zone in cui le guerre sono all’ordine del giorno, le città devastate, i bambini muoiono denutriti, mancano le medicine essenziali. Ma non mancano, ci riferiamo in particolare all’Africa, le armi. Noi, l’industria italiana, da questo punto di vista ha un primato che non ci fa onore.

Questo ferragosto è diverso da altri che abbiamo vissuto. Anche noi abbiamo parlato di “politica sotto l’ombrellone” di chiacchiericcio vacanziero. Certamente in questi giorni se ne sono lette di cotte e di crude ma proprio nel periodo in cui il Parlamento è andato in ferie, si sta passando dal chiacchiericcio a fatti molto gravi. Un grande giornale come la Repubblica fa uno scoop, ne parliamo in altra pagina. Il Viminale, ministro Minniti, starebbe mettendo a punto un progetto che nei fatti punta ad eliminare il prezioso lavoro delle Ong militarizzando il Mediterraneo,  i nostri parlamentari, i cittadini, vengono messi a conoscenza dell’atto molto grave, se vero, da una indiscrezione giornalistica.

Passiamo alla situazione politica generale. Nei grandi giornali il chiacchiericcio abbonda, ma non sono solo parole. Si tratta di fatti di allarmante attualità che riguardano le elezioni politiche, quelle siciliane, il rapporto tra Renzi e Alfano, le possibili future alleanze del Pd fino a quella con Berlusconi. Per non parlare dei migranti che non fanno più notizia, confinati in campi di concentramento libici dai quali non si sa se usciranno vivi o con quali violenze subite. Massimo Giannini lamenta il fatto che la sinistra, coloro che hanno lasciato il Pd, non mostra grande interesse. Non è proprio così, anche se per esempio, Articolo1-Mdp potrebbe far sentire più alta e più forte la propria voce ma ci si dovrebbe chiedere perché i giornaloni e anche quelli più piccoli non danno voce alle tante assemblee che Articolo1 sta tenendo, dove di migranti si parla eccome, così come ci si dovrebbe chiedere perché nei talk show televisivi ad esponenti di Mdp, o di Sinistra italiana, si riservano ore in cui i programmi non hanno spettatori.

 Infine un’annotazione che riguarda la sinistra genericamente intesa. I media quando parlano delle iniziative in corso per costruire il nuovo soggetto politico svolgono un’opera di disinformazione molto pesante, la parola stessa sinistra viene descritta come sinonimo di cose vecchie, rimasugli del 900. In questa falsificazione dà una mano a chi pur impegnato a costruire il nuovo soggetto politico prende le distanze da coloro che richiamano storie e parole della sinistra italiana. Non per un ritorno nostalgico nel passato, ma per esprimere una cultura politica di cui si sono perse le tracce, senza la quale non si costruisce la classe dirigente di cui ha bisogno il nostro apnee. I partiti sono il tramite attraverso il quale i cittadini entrano in rapporto, così come vuole la Costituzione, con le istituzioni democratiche. E ciò non si può fare con le consultazioni via internet che tanto piacciono a Pisapia. Forse i media, Repubblica in testa, visto che ha lanciato l’ex sindaco di Milano e il suo Campo progressista, invece di dichiarazioni ed interviste all’acqua di rose potrebbe porre a Pisapia una domanda, una sola. Lui si propone come leader di una coalizione di centrosinistra o di un partito di sinistra? La domanda non è peregrina, prefigura il futuro e la dislocazione delle forze politiche nel nostro paese. Su questi temi dovrebbero cimentarsi anche quelle forze di sinistra che dovrebbero partecipare alla costruzione del nuovo soggetto. Un partito di centrosinistra in fondo lo abbiamo già sperimentato. Si chiamava Ulivo. Richiamava il Veltroni del Lingotto. Esperienza nel bene e nel male non ripetibile. Il partito di sinistra composto da forze che ne condividono progetto, proposte programmatiche, cultura, provenienza può essere il catalizzatore di un’alleanza con forze che si definiscono di centro? Una coalizione di centrosinistra di cui siano garanti le forze di sinistra è possibile, ma dipende dal progetto e dai programmi che fino ad oggi non si conoscono, se non in termini generali. Da qui il nostro augurio di Ferragosto. Insieme a sinistra, appunto.

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