Attacchi islamisti in Spagna, due gli italiani morti e tre feriti. Le vittime sono 14 ed i feriti oltre 150. L’impressionante tributo di sangue del nostro Paese dal 2003 ad oggi

Attacchi islamisti in Spagna, due gli italiani morti e tre feriti. Le vittime sono 14 ed i feriti oltre 150. L’impressionante tributo di sangue del nostro Paese dal 2003 ad oggi
14 persone morte, tra cui anche due italiani, ed oltre un centinaio di feriti: il numero non è stato ancora definitivamente fissato, anche se tra ricoverati in ospedale, turisti che hanno preferito di essere medicati e lasciati andare e semplici contusi, potrebbe sfiorare, o superare, i 150.  Questo è il primo bilancio, ci auguriamo definitivo, degli attacchi terroristici in Spagna, dove a Barcellona un furgone ha investito i pedoni nella Rambla. L’autista, il 18enne Moussa Oukabir, è ancora in fuga e quattro suoi presunti complici sono stati arrestati. Altri cinque terroristi sono stati invece uccisi a Cambrils, durante un secondo attacco, ed erano in attesa di progettarne un terzo. Una donna ferita dai terroristi sul lungomare di Cambrils è morta in ospedale. Tra le vittime ci sono anche due italiani, secondo quanto conferma la Farnesina. Uno di questi è Bruno Gulotta, esperto informatico di Legnano. Gulotta aveva appena fatto in tempo a mettere in salvo i figli prima di essere ucciso, ha riferito il titolare della società di Legnano in cui Gulotta lavorava, Pino Bruno. Bruno ha parlato con la moglie di Gulotta, Martina, 28 anni, che gli ha raccontato l’accaduto: “Gulotta si è messo davanti ai figli, ed è stato travolto”.  Si chiama Luca Russo la seconda vittima italiana dell’attentato di Barcellona. L’uomo, era nella città catalana con la ragazza, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Non ci sono ancora tuttavia conferme ufficiali dell’identità del connazionale. Russo abitava a Bassano del Grappa (Vicenza).
 
Chi era Bruno Gullotta, la prima vittima italiana identificata
 
“La notizia ci è giunta all’improvviso ieri sera nel clima spensierato della settimana di ferragosto. Il collega e amico Bruno Gulotta è stato travolto e ucciso da un infame terrorista nel cuore di Barcellona”. E’ quanto scrive il country manager di ‘Tom’s Hardware’ per l’Italia, Roberto Buonanno, sul sito della società dove lavorava il giovane italiano, responsabile marketing e vendite della compagnia specializzata in tecnologia. Una compagna, Martina, con la quale era in vacanza in Spagna, un figlio, il piccolo Alessandro, “che si prepara a iniziare le scuole elementari” e un’altra figlia, si legge, la piccola Aria, “che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà”. Una persona piena di gentilezza e professionalità, con “una fame insaziabile di conoscenza” e “vero smanettone” che “aveva deciso dedicarsi a tempo pieno al marketing e alle vendite, di cui era diventato responsabile”. E ancora, lettore insaziabile e avido ricercatore della perfezione.
 
Luca Russo, 25 anni, viveva a Bassano del Grappa. L’appello delle sorella: “Aiutatemi a riportarlo a casa”
 
“Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. E in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”. E’ l’ultimo post pubblicato su Facebook da Luca Russo, il secondo giovane italiano rimasto ucciso nell’attacco di Barcellona. “Working to make my dreams come true…”, al lavoro per trasformare i miei sogni in realtà: è questa la frase con cui il 25enne – che viveva a Bassano del Grappa – si definiva, sempre sul social network. Nato a Marostica, aveva studiato ingegneria presso l’università di Padova, dopo aver frequentato il liceo scientifico G. B. Brocchi. E la sorella, Chiara Russo, proprio su Facebook ha scritto: “Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego” si legge in un post, con tanti commenti di condoglianze degli amici. “Mi dispiace”, ”Dio mio”, ”non ci posso credere”, si legge sul profilo della ragazza.
 
Dal 2003 sono 42 le italiane e gli italiani che hanno perso la vita in attacchi terroristici
 
Con la morte di Bruno Gulotta e Luca Russo nell’attentato di Barcellona, sale a 42 il numero delle vittime italiane negli attacchi terroristici dal 2003:
– 19 dicembre 2016: Fabrizia Di Lorenzo, 31 enne di Sulmona, è tra le 12 vittime dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino, contro il quale si schianta un camion guidato dal tunisino Anis Amri, ucciso quattro giorni dopo dalla polizia italiana a Sesto San Giovanni.
– 14 luglio 2016: sei italiani, tra cui uno studente con nazionalità anche americana, sono tra le 86 vittime dell’attacco condotto con un camion che travolge la folla sulla Promenade des Anglais, a Nizza.
– 1 luglio: nove italiani restano uccisi nell’assalto e presa di ostaggi condotti da un commando di terroristi nel ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca, nel quale restano uccise un totale di 22 persone.
– 22 marzo: Patricia Rizzo, 48 anni, è tra le vittime dell’attentatore suicida che si fa esplodere alla stazione della metropolitana di Maelbeek, a Bruxelles, qualche minuto dopo gli attacchi all’aeroporto di Zaventem. Nata in Belgio, ma originaria di Calascibetta, in provincia di Enna, Patricia era sposata e mamma di un bimbo, e lavorava come funzionaria dell’agenzia europea Erc (European Research Council).
– 15 gennaio: un bambino di nove anni, figlio del titolare italiano del ristorante Cappuccino, Gaetano Santomenna, muore insieme alla madre ucraina e alla zia e alla nonna del piccolo, in un attacco a Ougaduogou, in Burkina Faso.
– 13 novembre 2015: Valeria Solesin, 28 anni, veneziana, viene uccisa al Bataclan a Parigi, dove con il suo fidanzato era andata per un concerto. La giovane dottoranda (Sociologia alla Sorbona) è una delle 130 vittime degli attentati di Parigi firmati dall’Isis ed eseguiti da una cellula belga. Al Bataclan, le vittime sono 93.
– 28 settembre: il cooperante Cesare Tavella, 50 anni, è vittima di un agguato nel quartiere diplomatico di Dacca. L’uomo, che lavorava per una Ong olandese, stava facendo jogging quando viene colpito da numerosi colpi d’arma da fuoco. L’omicidio viene rivendicato dall’Isis.
– 13 maggio: Alessandro Abati, 47 anni, originario di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, è, insieme alla sua compagna di origini kazake, Aigerim Abdulayeva, fra le 14 vittime dell’attacco rivendicato dai talebani a una guesthouse di Kabul. Esperto di diritto internazionale specializzato nella struttura giuridica delle partnership pubblico-privato, per oltre 15 anni aveva lavorato come consulente in diversi Paesi, dai Balcani all’Est Europa, dal Medio Oriente all’Asia centrale.
– 18 marzo: nell’attentato al museo del Bardo di Tunisi, rivendicato dall’Isis, muoiono 22 persone, per la maggior parte turisti. Tra loro quattro italiani: Antonella Sesino, 54 anni, dipendente del Comune di Torino, Giuseppina Biella, settantenne di Meda, vicino a Monza, in vacanza in Tunisia insieme al marito, il torinese Orazio Conte, informatico di 54 anni, e Francesco Caldara, pensionato di Novara in vacanza con la compagna rimasta ferita.
– 16 febbraio 2013: Silvano Trevisan, viene rapito insieme ad altri stranieri nello stato di Bauchi in Nigeria. Quasi un mese dopo, il 9 marzo, Ansaru, il gruppo estremista nato da una costola di Boko Haram, annuncia sul proprio sito web l’uccisione dei sette ostaggi di religione cristiana rapiti a metà febbraio nel nord della Nigeria. Il 10 marzo la Farnesina conferma che Trevisan era fra loro.
– 26 febbraio 2010: Pietro Antonio Colazzo, un funzionario dell’Aise, l’Agenzia di informazione e sicurezza esterna, viene ucciso in un attacco suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due diverse ‘guest house’.
– 13 febbraio: Nadia Macerini, 37 anni, muore per una bomba esplosa nel ristorante ‘The German Bakery’ a Pune, in India. La donna, della provincia di Arezzo, lavorava per il centro di meditazione Osho Ashram, situato vicino al ristorante.
– 10 agosto 2006: Angelo Frammartino, giovane volontario di Monterotondo, viene ucciso da un palestinese a Gerusalemme.
– 7 luglio 2005: Benedetta Ciaccia, 32enne romana, viene uccisa in uno degli attentati contro la metro di Londra, costati la vita a 52 persone.
– 23 luglio 2005: sono sei gli italiani uccisi negli attentati terroristici di Sharm el Sheikh costati la vita a oltre 60 persone. Le vittime sono Sebastiano e Giovanni Conti, Daniela Maiorana, Rita Privitera e le sorelle Paola e Daniela Bastianutti.
– 7 ottobre 2004: Jessica e Sabrina Rinaudo, rispettivamente di 20 e 22 anni, originarie di Dronero, in provincia di Cuneo, restano uccise nell’attentato contro l’Hotel Hilton di Taba che ha provocato 34 vittime.
– 30 maggio 2004: viene ucciso in un attentato terroristico contro un complesso residenziale di Al Khobar, in Arabia Saudita, un cuoco italiano, originario di Giugliano, in provincia di Napoli. Antonio Amato, 35 anni, lavorava nel ristorante del compound ”Oasis”. L’assalto terroristico è costato la vita in totale a 23 persone.
 – 16 maggio 2003: il tecnico italiano, Luciano Tadiotto, di Oleggio, in provincia di Novara, resta ucciso in una serie di attentati terroristici a Casablanca, in Marocco, in cui muoiono in totale 41 persone.
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