Tour de France. Aru, splendida vittoria sul “trampolino delle Belle Ragazze”. Arriva la prima pendenza e lui stacca tutti. Froome maglia gialla: “La corsa è molto aperta”

Tour de France. Aru, splendida vittoria sul “trampolino delle Belle Ragazze”. Arriva la prima pendenza e lui  stacca tutti. Froome maglia gialla: “La corsa è molto aperta”

La prima rampa, il primo sapore della montagna e Fabio Aru ci sale al volo. Per di più, la salita, pochi chilometri ma di quelli che se non hai preso le misure giuste ti fanno scoppiare, si chiama il “trampolino delle belle ragazze”, la  Planche des Belles Filles, arrivo della tappa partita da Vittel. E Fabio prima le ha abbracciate poi è solito sul gradino più alto del podio ricevendo anche il bacio delle “belle ragazze”. Ragazzo anche lui, di 27 anni. È un sardo proprio sardo, nasce a San Gavino Monreale, provincia di Cagliari, ora provincia di Medio Campidano, paesino di poco più di 8 mila abitanti. Ha acquistato una casa dove vive da due anni, a  Ponte San Pietro, provincia di Bergamo, abitanti poco più di 11 mila. Piccoli paesi dove si vive meglio, ci si allena meglio, dice lui. Spesso chi transita per la Roncola, lo trova alle prese con la montagna. Specialista negli scatti quando la strada si arrampica. Così ha vinto di recente il campionato italiano, così ha vinto una Vuelta, così si  è arrampicato sulle “Belle ragazze”.

Forse ha sentito il loro profumo e non ha voluto condividerlo con tanti omaccioni che si trovano nel ciclismo attuale. Grandi, forti, tutti muscoli. Lui, magro, un fuso sembra. Ma ha una forza eccezionale, una gamba che non lo tradisce. All’arrivo dice: “ho ancora tutto da imparare e da crescere, è tutto come prima”. Non è come prima sia a San Gavino che a Ponte San Pietro dove subito fanno festa. Quando scatta a 2.400 metri dell’arrivo di questa tappa si capisce che fa sul serio. Non sopporta la compagnia di Kwiatkowski, Nieve, Henao, poi tocca a Thomas, cede anche Froome, il gran favorito del Tour, che conquista la maglia gialla ma ora deve temere il ragazzo  dell’Astana che viene dalla terra sarda, cerca di organizzare l’inseguimento ma chi è in sua compagnia non ha la forza per contrastare Aru. Daniel Martin, Richie Porte, Romain Bardet e Simon Yates, Alberto Contador, Nairo Quintana non reggono il ritmo. Anche  Fuglsang, compagno di squadra di Aru, uno che puntava a diventare lui il capitano della Astana, deve dare addio ad un sogno durato solo qualche tappa.

Il giovanotto che viene dalla Sardegna sembra galleggiare su pendenze che toccano il 20%

Aru sembra galleggiare su pendenze che toccano fino al 20%, chi lo ha sfidato con una fuga prima della salita finale,  con  i francesi Delage, Perichon, che fanno sperare la gente del Tour, insieme a  Bakelants, Boasson Hagen, Gilbert, De Gendt, Van Baarle, deve tirare i remi in barca. Tutti personaggi che hanno fatto man bassa di vittorie nella grande corsa con in palio la maglia gialla. Niente da fare. Sagan, ormai fuori corsa, squalificato, dice: “Non sono d’accordo con la decisione della giuria, anche se non sono arrabbiato con i commissari. Non credo di aver fatto una mossa sbagliata in volata e sono innocente. Sono triste per Cavendish, voglio scusarmi di nuovo con lui per questo incidente. È stata una volata folle, ma non sarà la prima o l’ultima”.

Ma la sua dichiarazione lascia il tempo che trova. La corsa “corre”. Aru corre ancora di più. Al traguardo sembra uno che si alza appena dal letto. Eppure lo sforzo è stato grande. “Sono incredulo, è stata durissima ma è una grande soddisfazione vincere qui al Tour con la maglia tricolore. Ho attaccato ai tre chilometri, cercando di dare tutto anche se il Team Sky faceva un ritmo altissimo – commenta Aru. Ho voluto mettere alla prova gli altri e quando ai 100 metri mi sono voltato ho capito che avevo vinto. Ho avuto una primavera difficile, ma con tanto impegno finalmente la situazione è girata anche per me. Froome? Mi ha fatto i complimenti, è una soddisfazione doppia. Lotterò per queste tre settimane ma sarà dura, l’importante è giocarsela sino alla fine”. E Froome dice: “La squadra ha fatto un grandissimo lavoro e la corsa è molto aperta: siamo così vicini con Fabio, che oggi ha dimostrato di essere un ottimo contendente per la vittoria finale. Abbiamo lavorato moltissimo nella parte finale e forse, quando ho visto partire Aru, ho fatto un errore di valutazione”.

ORDINE D’ARRIVO

  1. Fabio Aru (Ita, Astana) in 3h44’06”
  2. Daniel Martin (Irl, Quickstep) a    0’16”
  3. Christopher Froome (Gbr, Sky) a    0’20”
  4. Richie Porte (Aus) s.t.
  5. Romain Bardet (Fra)       a    0’24”
  6. Simon Yates (Gbr) a    0’26”
  7. Rigoberto Uran (Col) s.t.
  8. Alberto Contador (Esp) s.t.
  9. Nairo Quintana (Col)       a    0’34”
  10. Geraint Thomas (Gbr) a    0’40”

CLASSIFICA GENERALE

  1. Christopher Froome (Gbr, Sky)        in  18h38’59”
  2. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a      0’12”
  3. Fabio Aru (Ita, Astana) a      0’14”
  4. Daniel Martin (Irl) a      0’25”
  5. Richie Porte (Aus) a      0’39”
  6. Simon Yates (Gbr) a      0’43”
  7. Romain Bardet (Fra) a      0’47”
  8. Alberto Contador (Esp) a    0’52”
  1. Nairo Quintana (Col) a      0’54”

      10. Rafal Majka (Pol)  a      1’01”

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