Sicilia. Gravissima l’emergenza incendi. Messina assediata dal fuoco: evacuate case e Università

Sicilia. Gravissima l’emergenza incendi. Messina assediata dal fuoco: evacuate case e Università

È la Sicilia la regione che sta risentendo di più dell’emergenza incendi. Da giorni vasti fronti di fuoco sono attivi nelle province di Enna, Trapani e Messina e non lasciano tregua ai vigili del fuoco, sotto organico e impegnati 24 ore su 24 in interventi di spegnimento. Messina, in particolare, vive un vero e proprio incubo da almeno 48 ore. “Una città accerchiata dalle fiamme e dal fumo” denunciano centinaia di utenti su twitter con l’hashtag #MessinaBrucia, “purtroppo non è un film, è la mia città che brucia” e ancora “È surreale che non se ne parli!”.

La situazione, già tragica da domenica, è precipitata lunedì mattina quando ben 14 incendi sono divampati sulle colline che sovrastano le abitazioni. La zona più a rischio è apparsa subito quella in contrada Catanese, nella zona nord, per la quale l’unità di crisi attivata in Prefettura ha ordinato evacuazione degli abitanti. Vigili del fuoco, Forestale e Protezione civile sono stati all’opera da subito con l’aiuto di tre canadair che hanno cercato di circoscrivere gli incendi, mentre la cittadella universitaria dell’Annunziata veniva sgomberata a causa delle fiamme e venivano trasferiti anche gli animali della clinica veterinaria. Tutte le attività didattiche e di ricerca sono state sospese e riprenderanno solo nel momento in cui la situazione sarà normalizzata.

Fuoco tanto, acqua poca 

Gli incendi di lunedì hanno anche distrutto parecchi pali della luce togliendo la corrente elettrica alle pompe che servono i serbatoi dell’Azienda Acqua. Intere zone collinari, già in condizioni disperate a causa del caldo e del fumo, sono rimaste a secco per diverse ore. “L’autocombustione non esiste, abbiamo la certezza che dietro questi atti ci sia la mano dell’uomo, che causa danni irreparabili e rischi incalcolabili”, ha detto  il sindaco di Messina Renato Accorinti. “Mi auguro che si prenda coscienza della gravità di tali comportamenti. Posso intanto assicurare la cittadinanza sulla tempestività degli interventi e sull’attività di prevenzione che, con forte impegno dell’Amministrazione, ha fatto grandi passi avanti. Sono già stati finanziati progetti per diversi milioni di euro per i torrenti, per l’erosione delle coste e per altri temi relativi alla prevenzione. Per quanto possibile, poiché non si tratta di eventi prevedibili, il cittadino deve sentirsi protetto e l’Amministrazione lavora in questa direzione. Tuttora – continua – gli interventi della Protezione Civile, d’intesa con Azienda Forestale, Vigili del Fuoco e Volontariato, sono stati immediati; esiste un’organizzazione collaudata che lavora con serietà e professionalità per il bene della collettività evitando sicuramente conseguenze peggiori”.

Il coordinamento sindacale unitario provinciale lancia il grido di allarme: “I vigili del fuoco sono allo stremo delle forze. Lo stato di emergenza di questi giorni sta mettendo a dura prova il personale. Le richieste di intervento sono talmente tante che è diventato impossibile garantire il soccorso tecnico urgente. I mezzi sono insufficienti. La macchina del soccorso è al limite delle proprie possibilità”. Gli interventi, in media nelle ultime settimane, sono stati di oltre 60 al giorno ma le richieste schizzate oltre il centinaio a cui non si può dare risposta per mancanza di personale e di mezzi. La necessità, più volte manifestata, è quella di incrementare le squadre nel periodo estivo ma da cinque anni la Regione non procede più alla stipula della convenzione boschiva con i comandi dei vigili del fuoco per la mancanza di fondi.

Nonostante la carenza di personale e i turni accumulati nelle ultime ore, i vigili del fuoco sono rimasti al lavoro per tutta la notte per tentare di mettere fine all’ emergenza. Oltre settanta pompieri sono stati impegnati per oltre 40 ore consecutive con 15 mezzi. Alle prime luci dell’alba di martedì la situazione sembra tornata sotto controllo, anche se ci sono ancora dei focolai tenuti sotto osservazione, ma la paura di tutta la cittadinanza è quella che il nuovo giorno porti con sé nuovi incendi e una nuova emergenza.

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