Migranti a Civitavecchia, serve sistema diffuso di accoglienza non hot spot. La posizione della Cgil

Migranti a Civitavecchia, serve sistema diffuso di accoglienza non hot spot. La posizione della Cgil

“Non è possibile continuare a gestire il tema delle migrazioni – senza distinzioni ipocrite fra economiche e umanitarie – in maniera emergenziale, quasi si trattasse di un fenomeno inaspettato. Le migrazioni dei popoli, da sempre caratteristica peculiare degli esseri umani, oggi si manifesta in tutta la sua drammaticità a causa del ruolo che hanno svolto negli anni le potenze occidentali nel corno d’Africa e nel Medio Oriente. E che svolgono ancora oggi. Lo ripetiamo per l’ennesima volta, la soluzione non si trova negli hot spot (vedi l’ultimo caso di Civitavecchia) né tantomeno nei CAS (centri di accoglienza straordinaria), ma in un sistema diffuso di accoglienza, a basso impatto sociale, così come previsto dal sistema SPRAR, in grado non soltanto di accogliere ma di determinare quel processo d’inclusione senza il quale l’accoglienza perde di significato. E per fare questo è necessario avviare una campagna di informazione e di condivisione con le popolazioni locali, altrimenti il fenomeno delle migrazioni continuerà a essere oggetto di bieche e strumentali campagne elettorali. Dobbiamo assumere, una volta per tutte, che il tema delle migrazioni è già un fenomeno strutturale del nostro tempo e come tale deve essere affrontato, a livello nazionale ed europeo, partendo da normative internazionali più adeguate e rispondenti ai bisogni di coloro che fuggono dalla fame, dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil di Roma nord Civitavecchia Viterbo.

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