Emergenza idrica a Roma, braccio di ferro tra Acea e Regione sui ‘razionamenti’ nella Capitale. Vertice in Campidoglio per evitare la chiusura dei rubinetti. L’Irsa (Cnr) conferma la drammaticità dello stato del lago di Bracciano: “Persi 10 cm in pochi giorni”

Emergenza idrica a Roma, braccio di ferro tra Acea e Regione sui ‘razionamenti’ nella Capitale. Vertice in Campidoglio per evitare la chiusura dei rubinetti. L’Irsa (Cnr) conferma la drammaticità dello stato del lago di Bracciano: “Persi 10 cm in pochi giorni”
Tutto avrà un momento di riflessione martedì in Campidoglio. Intorno ad un tavolo si ritroveranno il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, la Sindaca di Roma e dell’area metropolitana Raggi e, probabilmente, anche Acea. Su quel tavolo si deciderà se i romani avranno l’acqua razionata o meno. La notizia dell’incontro, incerto, fino al tardo pomeriggio, è stata confermata in serata. La sindaca Virgina Raggi, ha sentito il presidente della regione Nicola Zingaretti e dunque ci sarà un incontro in Campidoglio al quale parteciperanno l’assessore regionale competente e rappresentanti di Acea. Inutile dire che nell’agenza ci sarà quasi esclusivamente il trovare una soluzione per evitare il razionamento dell’acqua per oltre un milione di cittadini. Per il Presidente della Regione Lazio, la decisione di bloccare le captazioni nel Lago di Bracciano, non è solo una necessità dovuta al livello del lago, che come detto, scende di ora in ora, ma anche sul rispetto delle convenzioni firmate e che non consentono alla Regione Lazio di portare avanti l’acquisizione delle risorse idriche da Bracciano verso Roma, pena, probabilmente, anche l’apertura di contenzioni giudiziari. In sostanza la scelta della Regione Lazio è stata obbligata e certamente non politica. Ma ecco le parole del Presidente della Regione Lazio: “La sospensione della captazione delle acque dal Lago di Bracciano non è stata una scelta, ma è stato un obbligo, perché il livello era troppo basso e questo può generare una catastrofe ambientale, e poi c’è una convenzione che prevede un limite che è stato superato e di molto. Credo che, se è vero che veniva prelevato solo un millimetro al giorno, dire che ora bisogna bloccare l’acqua per otto ore a tutti i romani, o a gran parte dei romani, sia una esagerazione. Non ho mai fatto polemiche e non le farò mai, soprattutto su temi così delicati però chiedo ad Acea, che è l’ente gestore, di formalizzare la proposta alternativa. Noi faremo di tutto per collaborare, compreso anche valutare captazioni da altre fonti, per permettere di garantire il servizio idrico alla città. Credo che anche il Governo, che sta valutando lo stato di emergenza, farà la stessa cosa. Quindi ora è il tempo di trovare soluzioni, dialogando e parlando, e credo che si possano trovare”.
 
La Sindaca Raggi: “Chiamerò oggi stesso la Regione ed Acea. Trovare risorse e soluzioni concrete”
 
Intanto la sindaca Raggi, visto che ci pensa l’Acea, evita inutili esposizioni politiche e cerca di far passare il suo ruolo come quello di mediatore, anche se la cosa non convince, per una lunga serie di precedenti. “Chiamerò oggi stesso la Regione e Acea per convocare quanto prima un tavolo in Campidoglio per superare qualunque tipo di visione politica o di strumentalizzazione. Questo incontro tutti insieme è molto importante”. Queste le parole concesse al portale del quotidiano romano il Messaggero.
“Bisogna trovare delle risorse e delle soluzioni concrete – ha aggiunto – immediatamente, nel breve, medio o lungo periodo. Da questo punto di vista posso dire da un lato che è inaccettabile che oltre un milione e mezzo di romani rimangano senz’acqua, dall’altro devo comunque far notare che immediatamente all’indomani del cambio di governance di Acea c’è stata un’inversione di tendenza: si è immediatamente fatto un investimento sulle reti e ridotta la captazione dal lago di Bracciano di oltre 600 litri al secondo. Sono state messe in campo delle misure ma c’è ancora da lavorare”. Poi alla domanda del conduttore che le chiedeva se fosse vero quanto sostenuto dal Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che le scorte d’acqua a Roma stessero finendo, la sindaca ha risposto: “Non credo che sia questo il punto, noi dobbiamo lavorare per capire come ridurre le captazioni dal lago di Bracciano e come assicurare il servizio idrico a tutti i romani”.
 
Tra mille voragini, visibili ed invisibili nella sua reta idrica, il nuovo corso pentastellato di Acea alza la voce: “Unilaterale l’atto della Regione”
 
 
Tra mille voragini, buchi, dispersioni, in molti casi anche per colpa, il nuovo corso pentastellato del M5S di Acea, cerca di alzare la voce, e manco a dirlo, se la prende, guarda caso con la Regione Lazio, è una grave responsabilità, questa posizione, che può essere, senza tema di smentita, attribuita alla condotta ‘oscillante’, anche in questo caso, del M5S. Condotta oscillante, questo è tipico del movimento grillino, tra aperture e salti mortali in altra direzione. Infatti, mentre la Raggi cerca di aprire un tavolo, Acea, prima di aprirlo lo chiude. E’ naturalmente un gioco di sponda che vede protagonista anche la Raggi, che da Sindaca di Roma e della Città Metropolitana, cerca, invece, di recitare il ruolo di grande mediatrice, come abbiamo letto poche righe fa.
Ma andiamo a leggere quello che dice Acea: “Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio venerdì sera in modo unilaterale, che si continua a ritenere inadeguata e illegittima, Acea apprende solo dagli organi di stampa che sempre la Regione avrebbe ipotizzato un piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali. Se la Regione volesse illustrare tali soluzioni, nelle sedi opportune, Acea sarà pronta ad ascoltare e collaborare”.
 
Ed alla fine Acea annuncia: “Se l’Ordinanza regionale dovesse restare in vigore, rigide turnazioni”
 
Poi l’affondo nel tardo pomeriggio di lunedì, che, su Roma, apre scenari foschi: “Acea ha appreso dai media quanto dichiarato poco fa dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che chiede all’azienda di presentare un piano alternativo per fronteggiare l’emergenza idrica”.
“Invero,- continua la nota – come ribadito nel comunicato diramato mattina, Acea si era detta pronta ad ascoltare e collaborare con gli uffici regionali che, sempre attraverso la stampa, avevano annunciato di stare elaborando un proprio piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali.
Se questo piano alternativo non sarà illustrato all’azienda e l’ordinanza emessa dovesse restare in vigore, Acea non potrà fare altro che procedere con il piano di rigide turnazioni già annunciato, ovviamente provvedendo ad informare nei prossimi giorni gli utenti circa le modalità di applicazione del piano stesso e fornendo consigli utili sugli usi idrici”
 
 
Acea lascia scorrere l’acqua da decine, forse centinaia maxi, mini e micro perdite e nell’emergenza in tanti casi le ignora. Basta leggere le cronache di giornale, televisive e radiofoniche
 
Quello che ci lascia assolutamente perplessi, per non andare oltre, è la totale incapacità, ad oggi, e la nota lo conferma, da parte di Acea di proporre alternative credibili, in una situazione di estrema criticità. Sembrerebbe, quasi, che l’attuale situazione sia la normalità. Nulla è stato fatto da Acea in queste ore, per dare un senso ed una possibilità di soluzione al problema, anche spetterebbe proprio a questo colosso, che miete miliardi di euro di incassi in bollette, proprio da quei cittadini che hanno assicurato alla Raggi la poltrona sul colle capitolino. Va detto, infine, che la Raggi Virginia, non può oggi cadere dal pero e scoprire quello che accade a Bracciano. Da sindaca dell’area metropolitana di Roma era nella condizione di sapere, già dal novembre del 2016, della condizione del lago di Bracciano, ma probabilmente presa da altri impegni, ha dovuto prestare attenzione ad altre ben più importanti faccende. Purtroppo per i romani, i nodi, sempre, arrivano al pettine, ed allora sono dolori.
 
La Sindaca di Anguillare Sabazia (M5S) accusa la Raggi: “Alle riunioni sul lago di Bracciano non è mai venuta”. L’emergenza era stata lanciata già a novembre 2016, ma la sindaca di Roma aveva altri problemi
 
E la Raggi dovrebbe tenere bene a mente le parole della sua collega di partito e sindaca di Anguillara Sabazia, meraviglioso paese che si affaccia proprio sul lago di Bracciano. Durissime le parole della sindaca Anselmo: “La Raggi? Alle riunioni sul lago di Bracciano non è mai venuta”.
Sabrina Anselmo accusa Acea di non aver fornito dati reali, “anche Zingaretti, che stimo per ciò che ha fatto, glieli chiede nell’ordinanza”, perché “non c’è chiarezza” sul livello a cui sono realmente le acque del lago.
“Da novembre abbiamo allertato i tavoli con i rappresentanti di Acea sul territorio. Poi a marzo sono cominciate le riunioni periodiche in regione. Gli attori c’erano tutti, Acea, la Regione, l’unico sempre assente è stato la Città Metropolitana (guidata da Virginia Raggi), che non si è mai presentata”. […] Io ho avuto occasione di parlare con la Raggi in un paio di occasioni di quello che stava succedendo sul lago. La situazione era visibile, c’erano anche le foto. L’ho invitata a venire a vedere con i suoi occhi […] Se è venuta, io non l’ho mai saputo. Non so se la cosa sia stata presa sottogamba, o se sia stata delegata Acea a gestire la situazione. Fatto sta che è stata gestita malissimo. Se da novembre si fossero presi i provvedimenti giusti, magari si sarebbero salvati quei 40 centimetri che a noi avrebbero fatto la differenza. Questo non prendere mai in considerazione la realtà dei fatti mi amareggia. Acea a volte è venuta ai tavoli anche con arroganza”. […] “Virginia Raggi disse che conosceva bene il problema, che si sarebbe attivata per risolverlo. Capisco perfettamente che un sindaco sale su un treno in corsa. Però un piano più tempestivo non avrebbe portato a questi risultati”. E quando si è fuori linea, nei 5 Stelle scatta l’esplusione. Anche nel caso della signora Anselmi, una vecchia vicenda giudiziaria, ripescata ad hoc, potrebbe defenestrarla dai 5 Stelle, ma è questa, purtroppo per loro, la regola di un movimento cannibale di se stesso, pur di sopravvivere.
 
Fassina (Si): “Riportare le attività idriche di Acea a totale proprietà comunale”
 
“Finalmente, sembra che la Sindaca Raggi promuova un incontro con Regione e Acea sulla crisi idrica in corso nel Lazio e, in particolare, a Roma. Il ritardo e le inutili polemiche sono evidenti”. Così in una nota Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma.
“Sull’acqua, non siamo di fronte a una emergenza, ma a problemi strutturali, – prosegue la nota – conseguenza di un lungo passato di politiche sbagliate o di strumentale inazione dei governi territoriali e nazionale. In tale contesto, la Sindaca di Roma e il Presidente di Acea Ato2 hanno risposto come se fossero semplici utenti. Invece, il Comune di Roma ha il 51% di Acea, l’azienda che gestisce le risorse idriche nella capitale e oltre. Allora, che fare? Nel breve periodo, è necessario intensificare al massimo sia il risparmio di acqua, sia intensificare la manutenzione delle condutture. Non basta. Oggi, è anche necessario un profondo e esteso ammodernamento delle reti idriche. A tal fine, il Comune di Roma deve scorporare da Acea le attività idriche e conferirle a una società interamente comunale. Gli impianti di Acea disperdono il 45% delle risorse captate dal lago di Bracciano, ossia milioni di litri al giorno. È evidente che la gestione privatistica di Acea funziona benissimo soltanto per gli azionisti che, con una corresponsabilità storica del Comune di Roma, aumentano le tariffe, abbandonano gli investimenti e mietono profitti.
A Roma va data attuazione ai risultati del referendum del 2011 e, con le entrate dalle tariffe, vanno fatti investimenti adeguati per evitare le dispersioni e ridurre i costi per le famiglie e le imprese”.
 
 
I numeri ed il monitoraggio dell’Irsa (Cnr): “In pochi giorni il livello del lago si è abbassato di 10 centimetri”
 
 
Intanto l’Irsa del Cnr che svolge l’attività di monitoraggio volontaria da oltre 15 anni sul Lago di Bracciano acquisendo dati quantitativi e qualitativi sulle acque che possono essere utili per valutare i limiti dell’impiego sostenibile, fornisce i suoi dati. Le evoluzioni registrate nell’ultimo anno, che trovano puntale riscontro nelle campagne di misure, non lasciano dubbi circa il significativo avanzamento della linea di riva che ha fatto emergere rocce e sabbia. La situazione odierna vede un abbassamento del livello del lago pari a -163cm rispetto allo zero idrometrico. Negli ultimi giorni il livello si è abbassato di circa10 cm. La ricostruzione del modello digitale della cuvetta lacustre ha consentito di simulare e valutare gli effetti prodotti dalle oscillazioni del livello del lago. É stata valutata un’escursione massima sostenibile dal sistema di -150cm (pari al 13,4% della superficie di fondale adibita ai processi di depurazione). Questo valore doveva rappresentare il limite minimo di equilibrio che l’ecosistema lacustre di Bracciano potesse sostenere.
 
Ad oggi l’abbassamento del livello è di 163 cm. Ripercussioni su sulla falda circumlacuale
 
Ad oggi l’abbassamento di -163cm espone a significativi rischi il sistema lacustre che necessità di un’attenta valutazione dello stato di salute, migliorando ulteriormente le conoscenze relative alle debolezze ambientali del lago”. Così in una nota Irsa Cnr.
“Gli scenari che si configurerebbero, se le condizioni meteo climatiche e gli emungimenti dovessero rimanere inalterati portando il livello del lago a -200cm potrebbero corrispondere ad una perdita di superficie adibita ai processi di autodepurazione pari al 22,5% (in pratica il lago si comporta come un grande ecosistema filtro, con effetto tipico dei lagunaggi e dei sistemi di fitodepurazione a pelo libero, con abbattimento in particolare della sostanza organica e dei nutrienti) – si legge nel comunicato – Gli effetti degli abbassamenti idrici nel lago determinano, inoltre, significative ripercussioni anche sulla falda circumlacuale che svolge un’importante funzione di alleggerimento delle criticità legate al potenziale innesco di processi eutrofici, influendo sulla diluizione dei nutrienti, sulla circolazione e movimentazione idrologica, sulla riduzione termica etc.
 
Il caso di Bracciano deve fare scuola a livello nazionale ed internazionale
 
Il caso Bracciano deve fare scuola a livello nazionale ed internazionale, rivalutando l’importante ruolo della pianificazione e della collaborazione interistituzionale che veda il supporto scientifico strutturato di Enti di Ricerca ed Università, con la consapevolezza che il valore della risorsa acqua con i suoi impieghi antropici ed i numerosi servizi ecosistemi che esprime, deve incoraggiare ad un uso attento e consapevole dell’acqua. In aggiunta, le sfide che i cambiamenti climatici impongono, devono alimentare un sistema diffuso e multiforme di tutela e razionalizzazione dell’acqua in una visione ecologica che la vede parte attiva di ciascuno dei 94 processi ambientali che regolano la vita del nostro Pianeta. L’acqua nelle sue varie forme e nei suoi luoghi, merita rispetto e per questo deve essere vista come valore essenziale, non solo culturale ma civile ed economico, in grado di influenzare la qualità dell’ambiente, della vita individuale ed il benessere sociale”.
 
Ammonta a circa 2 kmq la superficie persa dal lago di Bracciano in seguito alla crisi idrica
 
 A fornire il dato è David Rossi, dell’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr. “Finora sono stati persi circa 2 kmq di superficie, passando da 50,6 kmq a circa 48,6 kmq”, ha detto Rossi in un’intervista rilasciata a Bracciano Smart Lake, il gruppo di approfondimento e conoscenza sulla crisi idrica del lago di Bracciano costituito dal giornalista scientifico Emanuele Perugini. “Per fare un paragone comprensibile un po’ a tutti – ha aggiunto – basta pensare che in un kmq ci stanno circa 140 campi di calcio”.
La superficie d’acqua persa, ha spiegato ancora, si ottiene sommando tutte le aree di fondale emerse a causa della siccità nei circa 31 km di circonferenza del lago.
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