Il Senato approva, con 148 voti di fiducia, la legge sul salvataggio delle banche venete, che le consegna a Intesa per un solo euro

Il Senato approva, con 148 voti di fiducia, la legge sul salvataggio delle banche venete, che le consegna a Intesa per un solo euro

Via libera del Senato al disegno di legge di conversione del decreto sulle Banche venete per il quale il governo ha chiesto il voto di fiducia. I sì sono stati 148, i no 91, nessun astenuto. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, diventa così legge.

Fornaro (Mdp): “votiamo la fiducia, ma forti riserve sul provvedimento”

Il Movimento democratico progressista-Art.1 ha votato a favore del voto di fiducia chiesto dal governo sul decreto Banche venete. Ad annunciarlo nell’Aula di Palazzo Madama è stato Federico Fornaro che, nel suo intervento in dichiarazione di voto, ha espresso comunque “forti riserve” sul provvedimento. La sua collega di gruppo Cecilia Guerra in commissione Finanze aveva votato contro il mandato al relatore a riferire in Aula. Alla Camera, dove il voto di fiducia è disgiunto da quello al progetto di legge, Mdp aveva votato contro il testo ma a favore della fiducia.

Loredana De Petris (Sinistra Italiana): “si continua far pagare la crisi delle banche ai cittadini”, ha detto motivando il no alla fiducia

“Questo decreto sulle Banche è solo l’ennesimo regalo alla finanza a spese dei contribuenti. Non è frutto di un vero dibattito e neppure di un tentativo di affrontare strutturalmente il problema: è un blitz deciso nella riunione del cda di Banca Intesa”, afferma la capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, intervenendo in Aula sul decreto Banche venete. “A Banca Intesa sono stati regalati in cambio di un euro tutti i profitti. I costi invece ricadono sulle spalle dei contribuenti e sono costi esosi: 5 miliardi pronta cassa e altri 12 da erogare in seguito”, prosegue De Petris. “Ci sarebbero state vie alternative. Sarebbe stato possibile, a determinate condizioni, nazionalizzare e anche tenere testa al diktat di Bruxelles, dal momento che non si sarebbe trattato di aiuti di Stato. In ogni caso sarebbe necessario approntare strumenti di difesa per i piccoli azionisti, dei quali al momento non c’è traccia”, ha detto ancora la capogruppo di Sinistra italiana. “In ogni caso dovrebbe ormai essere chiaro che il problema non si risolverà mai fino a che non si torneranno a dividere le Banche commerciali dagli istituti di risparmio. E’ ora che tutti, e non solo in Italia, si decidano ad affrontare le origini del problema invece di chiudere gli occhi e continuare a far pagare periodicamente ai cittadini la crisi delle Banche”, conclude la senatrice De Petris.

Manuela Serra (M5S): “governo complice dei poteri forti che ha reso i cittadini il loro zerbino”

“Questo governo ha azzerato decine di migliaia di risparmiatori delle Banche del Centro Italia, ha regalato 7,5 miliardi del tesoro di Bankitalia agli azionisti privati, ha messo sul piatto 17 miliardi in un Consiglio dei ministri durato appena diciotto minuti: questo governo non merita né la nostra fiducia né quella dei cittadini traditi”, ha affermato nell’Aula del Senato, durante la discussione sul decreto Banche, la senatrice del MoVimento 5 Stelle Manuela Serra. “Il governo – continua – ha accettato il ricatto di Banca Intesa, la prima banca italiana, senza colpo ferire; ha firmato un contratto con la grande finanza italiana e ha umiliato il Parlamento, costringendolo ad allinearsi a quel contratto senza nessun margine di manovra. Questo governo è complice dei poteri forti e ha reso i cittadini italiani lo zerbino dei poteri forti. Hanno dimostrato che quando la ‘finanza-padrona’ chiama, la ‘politica-maggiordomo’ risponde con prontezza”.

Gianluca Rossi (Pd): “le cause sono riconducibili alla governance malata”

“Come per le popolari, le BCC, MPS, non salviamo i banchieri, ma salviamo le famiglie, le imprese, i lavoratori. Nel caso specifico delle Banche venete, le cause della crisi sono riconducibili alla governance malata e agli effetti della grave crisi economica, che hanno danneggiato famiglie ed imprese, impattando sulle banche con insolvenze crescenti. Gli effetti della mancata approvazione del decreto sono evidenti a tutti” Così Gianluca Rossi, capogruppo Pd in Commissione Finanze e Tesoro, intervenendo in dichiarazione di voto sul Dl Banche. “Quando si verifica una crisi, lo Stato – sottolinea Rossi – ha il dovere di intervenire, almeno nei casi in cui rischia l’intero sistema”.

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