Grazie Federica, Gabriele, Gregorio. Con gli ori e il bronzo di Budapest ci avete donato una grande giornata di sport. Una pausa di serenità in un’Italia politica, incerta e litigiosa, messa all’angolo dalla Francia e dall’Europa

Grazie Federica, Gabriele, Gregorio. Con gli ori e il bronzo di Budapest ci avete donato una grande giornata di sport. Una pausa di serenità in un’Italia politica, incerta e  litigiosa, messa all’angolo dalla Francia e dall’Europa

Grazie Federica. Grazie Gabriele, Grazie Gregorio. Pellegrini  e Detti, medaglie d’oro nei duecento stile libero, bronzo negli 800 stile libero. Ci avete risollevato il morale. Ha cominciato Federica che in neppure due minuti ha cambiato il nostro umore. Nero, come non mai. Per un puro caso abbiamo visto la sua magnifica impresa, la vittoria, l’oro mondiale sui 200 stile libero. Non ci  credevi neppure tu, Federica, e i giornali che seguono le gare del nuoto relegate dai quotidiani in poche notizie  parlavano più che di te della nuova leva di nuotatrici. Ragazzine come Simona Quadrella, bronzo nei 1500 stile libero. Solo 18 anni e già “bronzo”. Qualche cronista aveva già decretato che ormai il nuoto azzurro era affidato nelle mani di Simona, di altre ragazze e ragazzi che si sono fatti avanti. Seguivamo il tg di Rainews24 che raccontava  la sceneggiata che si stava svolgendo alla Camera  dove erano in corso le dichiarazioni di voto sulla proposta di legge anti-vitalizi, un tetto massimo, una riduzione della retribuzione di cui godono i parlamentari presentata dal Pd, fatta propria dai Cinquestelle, che  ora rivendicano il fatto di aver spostato il partito di Renzi. Insomma stanno facendo a gara su una legge che è un pastrocchio e trascinano in un gorgo di sì la maggioranza dei deputati, anche se a collo torto. Grillo, per una intera giornata, dalla tribuna di Montecitorio ha seguito il “lavoro” dei suoi pupilli.

Macron ci scarica, Pisapia fa il tira e  molla, Pd e M5S rissa verbale Montecitorio

Non solo, i tg ancora ci stanno facendo sapere che Macron, il presidente francese che ha incontrato i capi della Libia, scavalcando l’Italia ora ringrazia per quanto sta facendo per i migranti. Italia che viene ringraziata da tutti gli altri paesi della Ue i quali, malgrado l’ottimismo di Gentiloni, scaricano sulle nostre spalle l’onere di assistere chi fugge da guerre, torture, devastazioni, distruzioni. Macron si trincera dietro il fatto che questo esercito di poveracci si muove solo per “ragioni economiche” perciò sono affari nostri. Punto. Per non parlare  di un’altra situazione  che  è difficilmente comprensibile per un normale cittadino. Si tratta del tira e molla di Giuliano Pisapia che si dice “scocciato” perché quelli di Articolo1 gli pongono domande su cosa vuol fare da grande. Una vicenda degna del miglior Kafka, che ci terrà con il fiato sospeso finché l’ex sindaco di Milano non spiegherà cosa intende fare da grande con il suo Campo progressista. Una lista, un partito, una forza politica di centrosinistra, insieme ad Articolo1-Mdp? E come si costruisce, in qualche segreta stanza, una volta c’erano i caminetti, nell’incontro fra tre o quattro capi bastone?  E per quanto riguarda il governo che verrà, se verrà, dopo le elezioni prossime venture,  questo “Campo”, che potrebbe diventare “Insieme”, che ci racconta? Ecco i tormenti nostri che dobbiamo fare un giornale sbattendo la faccia, dimenticavamo l’acqua che scarseggia, a partire da Roma mentre il fuoco è in abbondanza e brucia  boschi, devasta  parchi. Poi i retroscenisti che dai grandi giornali ci raccontano non i  fatti, gli avvenimenti, ma ciò che  vedono sbirciando dalle serrature. Ricostruzioni  fatte sulla base di dichiarazioni dei “collaboratori” di questo o quel personaggio della politica.

Da Piazza Montecitorio alla piscina di Budapest, aria, fresca, pulita con gli azzurri

Eravamo nel pieno di un telegiornale che di queste cose parlava quando la scena è cambiata. Non più la piazza Montecitorio dove è situato il palazzo della Camera dei deputati, croce e delizia, più croce, delle nostre giornate quando le telecamere ci hanno mostrato la piscina di Budapest, aria fresca e pulita, dove sono in corso i mondiali di nuoto. In primo piano la faccia, bella, pulita, di Federica Pellegrini. Ti verrebbe voglia di abbracciarla se l’avessi vicina, come ha fatto Pisapia con la Maria Elena Boschi. Sorridente, non dava segno di preoccupazione. La guardavano le ragazzine che erano pronte a darle battaglia proprio nella gara, i duecento stile libero, che l’ha fatta grande. Lei era arrivata a  Budapest con un obiettivo, chiudere la carriera con la conquista di una medaglia. Non d’oro, aveva dichiarato con falsa modestia, perché le rivali sono molto forti. Ma una medaglia voleva portarla a casa. Nella sua semifinale aveva ottenuto la prima posizione, facendo registrare un buon 1’55’’58, ma un quarto tempo battuto da altre tre nuotatrici fra le quale la favorita d’obbligo, Katie Ledecky, campionessa mondiale e olimpica, con un tempo di 1,54” 69, venti anni, in piena forma, vincitrice  dei 1500 metri. E con tempi migliori del suo altre giovani come l’australiana Emma McKeon, la russa Veronika Popova, l’ungherese Katinka Hosszu.

L’azzurra parte con qualche incertezza, si scatena nell’ultima vasca

Qualche ora prima di gettarsi in vasca aveva detto: “Io sto andando bene, dovrò valutare le energie spese. Ma sarà lotta all’ultimo sangue”. E così è stato. È partita con qualche incertezza, ha fatto la prima vasca tenendo d’occhio la statunitense e l’australiana, partite a razzo che poi sono arrivate insieme a toccare il bordo della vasca conquistando l’argento. Federica è andata in progressione, accelerando man mano. Alla secondo vasca nuotava fra la terza e la quarta posizione. Alla virata  con un colpo di reni splendido ha avvicinato le due rivali, le ha tenute sotto tiro e negli ultimi cinquanta metri si è scatenata. Centimetro dopo centimetro ha risucchiato le due rivali. Le ha appaiate, un ultimo sforzo, un rush da grande campionessa qual è, la medaglia d’oro è arrivata. Risale dalla vasca, un grande applauso l’accoglie. Sembra di essere in una città italiana, non a Budapest ma il pubblico ungherese apprezza il nuoto, sport nazionale forse più del calcio, apprezza le imprese come quella di Federica. Lei non si scompone, non  dà segno evidente della fatica, il nuoto consuma energie.

Pellegrini: Ora posso dire che sono in pace con me stessa

Ma Federica è raggiante, un sorriso solare. ”Onestamente non so cosa è successo.  Devo rendermene ancora conto, davvero non pensavo fosse possibile. Ci ho provato fino alla fine, penso di aver fatto la gara perfetta”. Le viene chiesto dove ha trovato l’energia nell’ultima vasca. “Non so dove ho trovato l’energia nell’ultima vasca, so solo che nella mia testa volevo la medaglia. Era importante dopo quanto successo lo scorso anno a Rio, ma mai avrei pensato di vincere. Aver battuto la Ledecky? Indipendentemente da tutto, per me era importante vincere. Nella vita non si sa mai”. Poi annuncia: “Questi per me sono gli ultimi 200 stile libero in gare internazionali. Continuerò a nuotare facendo un altro percorso. Adesso posso dire di essere in pace con me stessa”. Finisce la diretta da Budapest, si torna a Montecitorio dove continua un dibattito fine a se stesso, con Pd e M5S che fanno a gara per appropriarsi della  legge  che taglia i  vitalizi, tutta elettorale, si scontrano verbalmente. Le altre forze fanno da comparse. Per fortuna mentre i capibastone dichiarano magnificando le proprie gesta arriva una nuova interruzione della diretta tv, ancora la piscina di Budapest con i due azzurri  in gara in una delle prove più belle e più faticose, gli 800 metri stile libero. Finale entusiasmante, lotta fino all’ultimo centimetro.

Oro e record europeo per il nuotatore livornese 

Detti, livornese (Esercito), conquista l’oro stabilendo in 7’40″77  il nuovo record europeo. Dietro di lui il polacco Wojciech Wojdak, argento (7’41″73); terza piazza e bronzo per l’emiliano Gregorio Paltrinieri (Coopernuoto, Polizia di Stato), in 7’42″44. Parla Detti, molto emozionato, fa quasi fatica a dire due parole: “Sono più che felice”. “Sono contento di essere sul podio con Gabriele – dice Paltrinieri – è stata una gara dura, però lui ha fatto tutto bene, io mi sono trovato in difficoltà alla fine”. Si chiude la diretta. Le telecamere tornano a Montecitorio. Viene da pensare quanti deputati che votano una legge pastrocchio, con un occhio alle elezioni, sono in pace con sé stessi. Ma questa è un’altra storia. Non gradevole. Si poteva fare molto meglio. Pellegrini, Detti e Paltrinieri ci insegnano.

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