Gran Bretagna. Portavoce della famiglia conferma la morte del piccolo Charlie Gard

Gran Bretagna. Portavoce della famiglia conferma la morte del piccolo Charlie Gard

Un portavoce della famiglia ha confermato la morte di Charlie Gard, il bimbo inglese di 11 mesi affetto da una grave malattia genetica incurabile di cui la magistratura ha ordinato che le fossero staccati i macchinari che lo tenevano in vita. I genitori hanno combattuto una lunga battaglia legale per tentare di portare il bambino negli Stati Uniti per delle cure sperimentali. Il piccolo, la cui storia ha commosso il mondo intero e che ha visto intervenire personalmente anche papa Francesco e il presidente Donald Trump, è morto pochi giorni prima del suo primo compleanno che sarebbe stato il 4 agosto.

“Il nostro bel figlioletto se ne è andato, siamo così fieri di te, Charlie,” ha scritto la madre Connie Yates in un comunicato. Charlie Gard soffriva di una malattia genetica neurovegetativa, la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, che colpisce le cellule responsabili della produzione di energia e della respirazione. Per cinque mesi i genitori hanno condotto una guerra giudiziaria, moltiplicando i ricorsi fino alla Corte europea dei diritti umani opponendosi alla fine del suo mantenimento in vita, auspicato dai medici. Ma ogni volta, i tribunali hanno emesso sentenze contro di loro e a favore dell’ospedale londinese di Great Ormond Street, dove il bambino era ricoverato. La coppia aveva anche condotto una campagna per tentare di far seguire al loro bambino un trattamento sperimentale all’estero e per questo avevano raccolto anche un milione e mezzo di euro con un fundraising via internet. Lunedì alla fine avevano abbandonato la lotta, sostenendo che era troppo tardi per salvarlo.

Share