Gerusalemme. Fortissima la tensione tra Israele e mondo arabo, dopo i metal detector sulla Spianata delle moschee e l’uccisione di due cittadini giordani

Gerusalemme. Fortissima la tensione tra Israele e mondo arabo, dopo i metal detector sulla Spianata delle moschee e l’uccisione di due cittadini giordani

Resta alta la temperatura in Medio Oriente a seguito della decisione di Israele di introdurre significative misure di sicurezza per l’accesso dei fedeli alla spianata delle Moschee a Gerusalemme est, dopo l’uccisione il 14 luglio scorso di due poliziotti israeliani. E’ atteso a Gerusalemme Jason Greenblatt, l’inviato per il Medio Oriente del presidente Usa, Donald Trump, per una serie di colloqui. Venerdì scorso, in occasione della giornata delle preghiera, incidenti tra manifestanti palestinesi e forze di sicurezza israeliane hanno provocato 5 morti e decine di feriti, mentre tre coloni israeliani sono stati accoltellati a morte da un terrorista palestinese. Nella notte carri armati israeliani hanno fatto fuoco su postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza dopo un lancio di missili. A segnalare la tensione domenica in Giordania, Paese a cui formalmente è assegnata la responsabilità di garantire la sicurezza della spianata delle Moschee, un uomo è rimasto ucciso dopo aver tentato di colpire con un cacciavite un agente di sicurezza dell’ambasciata di Gerusalemme ad Amman. Nella sparatoria è rimasto ucciso accidentalmente anche un altro cittadino giordano. Il governo giordano ha chiesto di interrogare l’addetto alla sicurezza, che è coperto da immunità diplomatica, per chiarire la portata dell’incidente e valutare se sia collegabile alle tensioni di questi giorni.

Il gabinetto di sicurezza israeliano presieduto dal premier, Benjamin Netanyahu, dovrà valutare la possibilità di modificare il dispositivo di sicurezza e soprattutto l’impiego di metal detector per l’accesso ai luoghi sacri per l’Islam. La situazione sarà esaminata in una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York, su richiesta di Francia, Svezia ed Egitto. “Vogliamo fare in modo – ha detto l’ambasciatore di Israele all’Onu, Danny Danon – che tutti possano pregare” in quello che gli israeliani chiamano Monte del Tempio, “ma allo stesso tempo faremo tutto il necessario per garantire la sicurezza”. In base agli accordi internazionali, i musulmani dovrebbero poter sempre accedere per pregare alla spianata delle Moschee, che, dopo la moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia, è considerato il terzo luogo sacro della religione islamica. Gli israeliani, invece, hanno accesso limitato in alcune ore al Monte del Tempio e non possono fermarsi a pregare, così come accade al vicino Muro del Pianto, ultima vestigia del tempio distrutto dai romani. Il capo della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha accusato Israele di “giocare con il fuoco”, mentre il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito le misure di sicurezza un insulto per l’intero mondo musulmano. L’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) ha annunciato per l’1 agosto una riunione a livello ministeriale a Istanbul: “La questione è una linea rossa che non può prestarsi ad alcun compromesso o indulgenza”.

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