A sinistra, il viaggio romano di Pisapia che vede Civati, D’Alema, Speranza, e Cuperlo e Orlando. A destra, si dimette il ministro Costa che torna nell’ovile berlusconiano

A sinistra, il viaggio romano di Pisapia che vede Civati, D’Alema, Speranza, e Cuperlo e Orlando. A destra, si dimette il ministro Costa che torna nell’ovile berlusconiano

Il quadro politico nazionale continua ad essere tormentato da fratture continue, tentativi di ricomposizione, anche tattici, fughe e controfughe, mentre il governo naviga a vista tra i marosi. A sinistra, il viaggio romano di Giuliano Pisapia alla ricerca di una composizione delle forze di sinistra ha suscitato qualche preoccupazione, poi dissolta, quando un’agenzia di stampa ha diffuso la notizia del progetto di scioglimento di Articolo1-Mdp a settembre. Secondo l’agenzia di stampa, “la direzione che i fedelissimi di Pisapia intendono perseguire è quella dello scioglimento di Mdp entro settembre: nessuna prova di forza né in Parlamento né sul territorio, il movimento – questa la linea di Pisapia – si misurerà sui progetti e sulle idee. Speranza avrebbe dato il suo sostegno al piano, ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere, soprattutto – rimarca una fonte ben informata – sul rapporto con l’esecutivo e con il Pd”. Come si vede, la fonte deriva direttamente dai “fedelissimi di Pisapia”, i quali hanno sostenuto di aver premuto per un sostanziale abbassamento della tensione nei confronti del governo Gentiloni, contraddicendo le minacce e le posizioni che fino a ieri sera aveva tenuto ad esempio il capogruppo Mdp alla Camera, Laforgia.

La conferenza stampa di Laforgia che dettava l’agenda a Gentiloni: “reintrodurre l’articolo18”

“Non faremo mancare il sostegno al governo a patto che si possa costruire una nuova agenda politica, sociale e culturale. Vedremo nelle prossime settimane se si creeranno le condizioni per un nostro disimpegno”, aveva detto, in conferenza stampa a Montecitorio, Francesco Laforgia. “Le scelte importanti – aveva aggiunto – sono davanti a noi, sono la legge di bilancio, la nota di aggiornamento al Def e le nostre aspettative che possono essere o meno ascoltate. In questo senso, per Articolo 1 è fondamentale la proposta di legge che indica la reintroduzione dell’articolo 18 sui licenziamenti collettivi”. In virtù di queste posizioni, l’ufficio stampa di Mdp si è affrettato, sempre nel pomeriggio di mercoledì, a correggere il retroscena fornito dall’agenzia, con una secca nota, in cui si affermava che “la ricostruzione dell’incontro tra Giuliano Pisapia e Roberto Speranza è totalmente infondata. Le uniche cose vere sono quelle espresse nel comunicato ufficiale trasmesso al termine dell’incontro”. Solo che infondate sono dunque le notizie che l’agenzia avrebbe assunto dai “fedelissimi di Pisapia”. Qualcuno ha voluto creare ad arte uno stato di fibrillazione? Può darsi.

La nota ufficiale al termine dell’incontro tra Pisapia e Speranza

Ma facciamo riferimento alla nota ufficiale, come suggerisce l’ufficio stampa di Mdp, al termine dell’incontro tra Pisapia e Roberto Speranza. I due, scrive la nota, hanno “condiviso la necessità di accelerare il percorso unitario avviatosi a Roma in Piazza Santi Apostoli per la costruzione di una nuova forza politica progressista”. Inoltre, prosegue, “nei prossimi giorni si lavorerà a elaborare la Carta del primo Luglio che indicherà i punti fondamentali dell’agenda programmatica per il Paese. Per guidare il percorso verrà presto istituito un coordinamento provvisorio plurale ed aperto che avrà anche il compito di favorire la massima partecipazione dal basso nel percorso costitutivo”. Insomma, anche nel testo del comunicato non mancano ambiguità, come ad esempio la scelta non casuale dell’aggettivo “progressista” al posto di “sinistra” oppure di “centrosinistra”; l’impersonale “si lavorerà” alla Carta del primo luglio, che non individua i soggetti protagonisti della elaborazione e della scrittura del programma, e infine il coordinamento provvisorio “plurale e aperto”. E se Massimo D’Alema giudica molto positivo l’incontro con Pisapia, in una nota tuttavia apparsa generica, “credo che oggi sia una giornata molto positiva innanzitutto per le conclusioni cui è giunto l’incontro tra Pisapia e Speranza. Si rafforza e si consolida un’importante prospettiva di lavoro comune, che potrà ulteriormente allargarsi in modo fecondo”, Pippo Civati è stato decisamente più preciso al termine dell’incontro con Pisapia.

Le opinioni di Pippo Civati dopo l’incontro con Pisapia: “mobilitazione sulle cose e le questioni di sinistra”

Civati ha infatti ribadito la linea che era stata rilanciata e condivisa domenica mattina nelle conclusioni di PolitiCamp, e poi nella lettera inviata ai leader della sinistra: “un manifesto programmatico chiaro, un coordinamento tra le forze parlamentari che vogliono iniziare a progettare il ‘dopo’. Una mobilitazione sulle cose e le questioni di sinistra”. Civati ha poi insistito sul fatto che “sul carattere inclusivo e sull’urgenza di una proposta al paese c’è massima condivisione. Ora la mozione di venire al dunque, che molti elettori ci chiedono, ha bisogno di segnali concreti che siamo certi arriveranno”. Si osservi che Civati, e non a caso usa il sostantivo “sinistra”. Che sia quello il problema che provoca ancora alcune distanze? Forse sì.

Il ponte con un pezzo del Pd

Un’agenzia in tarda serata descrive l’incontro tra Pisapia con i due leader della minoranza Pd, Orlando (ancora ministro della Giustizia di un governo che ha reintrodotto i voucher, ha approvato la legge Minniti e forse affossato la legge sullo Ius soli, tra le altre nefandezze) e Cuperlo, attorniati da una quarantina di parlamentari a loro vicini come, si legge testualmente, un “ponte tra il Partito più grande e il Campo Progressista fuori da esso che resta decisivo per non consegnare il paese alla destra”. La stessa agenzia rivela che durante l’incontro sembra che si sia anche ventilata l’ipotesi di una “correzione maggioritaria” alla legge elettorale, che “recuperi una garanzia di governabilità”. Altra carne sul fuoco delle polemiche, crediamo, soprattutto perchè su quest’ultimo tema non è stato rivelato nulla pubblicamente delle intenzioni di Pisapia, né se è stato oggetto della conversazione con i big di Mdp. Dov’è l’ambiguità? Nella ennesima confusione tra costruzione di un soggetto politico di sinistra e alternativo al Pd, e la vera e propria ossessione per il governo, che addirittura potrebbe prefigurare una revisione maggioritaria della futura legge elettorale.

Fibrillazioni anche a destra. Il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, si dimette per tornare nell’ovile berlusconiano, un porto sicuro

Detto ciò della sinistra, o del centro sinistra, anche a destra fioccano le fibrillazioni. Pesanti. Enrico Costa si è dimesso da ministro degli Affari regionali. Lo ha annunciato con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che assume l’interim del dicastero. La decisione di Costa di lasciare l’esecutivo per tornare in Forza Italia era nell’aria già dal giorno dello stop alla legge sullo Iius soli. Dopo aver minacciato di dimettersi se fosse stata posta la fiducia sulla legge, il ministro aveva dichiarato che era giunto il momento di “rompere gli indugi” e accettare l’offerta di riaggregazione del centrodestra avanzata da Silvio Berlusconi. “Faccio un passo indietro”, si legge nella lettera di dimissioni inviata da Costa a Gentiloni, “perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di ministri che si sono dimessi spontaneamente”. Immediato il commento del ministro degli Esteri e leader di Ap, Angelino Alfano, secondo cui la decisione di Costa era inevitabile ma arriva in ritardo. “Credevo lo facesse già un paio di giorni fa – ha detto-. Lo diciamo da tempo: noi vogliamo costruire un’area autonoma, una forza indipendente da destra e da sinistra. Abbiamo idee, forza e coraggio per fare qualcosa di grande. Comprendiamo che chi non ce la fa, faccia scelte diverse, ma noi andiamo avanti per la nostra strada, senza metterci in fila da nessuna parte”. Dalla parte di Forza Italia, Renato Brunetta gli dà il benvenuto con queste parole: “Costa ha deciso – scrive su facebook – di costruire ‘ponti’ con Forza Italia e con il presidente Silvio Berlusconi e di recidere ogni legame che lo teneva ancorato a un governo di sinistra che già da tempo non sentiva più suo. Ha rinunciato con grande coraggio al suo ruolo, per tenersi le sue convinzioni e il suo pensiero”.

Come si desume, l’Italia è un paese ricco di architetti che in politica vorrebbero costruire ponti. Auguri.

Share