Rai. Il Cda boccia il piano news di Campo Dall’Orto. Fnsi e Usigrai chiedono le dimissioni di tutti e lanciano la mobilitazione per il 24 maggio

Rai. Il Cda boccia il piano news di Campo Dall’Orto. Fnsi e Usigrai chiedono le dimissioni di tutti e lanciano la mobilitazione per il 24 maggio

Sono stati 5 i voti contrari in Cda Rai al piano di riforma dell’area informazione presentato dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I no sono venuti dalla presidente Monica Maggioni e dai consiglieri Arturo Diaconale, Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca. Astenuti Carlo Freccero e Marco Fortis, consigliere di nomina dell’azionista di riferimento Rai. Unico voto a favore quello di Guelfo Guelfi. Ora la crisi è aperta, e dal cda (e dalla presidente Maggioni) in sostanza è arrivato un invito esplicito a Campo Dall’Orto a fare le valigie.

Non ha votato Paolo Messa, che aveva già abbandonato i lavori per dissenso sulla generale politica gestionale del dg. Messa ha chiarito la sua decisione di abbandonare il cda Rai, spiegando che “non giova alla Rai un conflitto permanente e una situazione di sostanziale paralisi”. Ha poi aggiunto: “In questi mesi ho rappresentato una posizione critica sulla gestione aziendale e in particolare sulle vicende che sono state oggetto di una verifica dell’Anac. Purtroppo le mie critiche e le mie proposte non hanno trovato riscontri. Credo sia un dovere, anche per rispetto dello stesso Campo Dall’Orto trarne le conseguenze ed ammettere che sono venute a mancare le condizioni a base del rapporto di fiducia con il direttore generale”.

Fnsi e Usigrai: “22 mesi senza un piano news è responsabilità di tutti”. Mobilitazione il 24 maggio

 “Ventidue mesi senza un piano news è responsabilità di tutti. Nessuno escluso. Quindi tutti devono andare a casa. A questo punto è necessario un incontro urgente con l’azionista per rappresentare la situazione drammatica di una azienda senza guida. C’è l’urgenza, di cui l’azionista deve farsi carico, di assicurare al Servizio Pubblico un vertice stabile e capace di riforme affinché non si ripeta un disastro come quello di Alitalia. Anche per questa ragione assume ancora più importanza la mobilitazione di mercoledì 24 maggio promossa dalla Fnsi per richiamare governo e parlamento sulle emergenze del mondo dell’informazione”, si legge in una nota di Fnsi e Usigrai.

Gotor e Fornaro, membri Commissione di Vigilanza: “si certifica il fallimento della Rai della Leopolda”

“Con la bocciatura del piano delle news si certifica il completo fallimento della Rai della Leopolda. Renzi come Crono divora i suoi stessi figli quando questi rivendicano la loro indipendenza professionale. Prima si chiedono superpoteri per il Direttore generale e poi appena Campo Dall’Orto chiede un po’ di autonomia gli si taglia l’erba sotto i piedi”, dichiarano in una nota i senatori di Articolo 1-Movimento Democratico e progressista Federico Fornaro e Miguel Gotor, componenti della Commissione Vigilanza della Rai. “Allo stesso modo si assume una professionista capace e indipendente come Milena Gabanelli e quando si tratta di far fare finalmente un salto di qualità alla Rai su web e nuovi media si ha paura di rompere equilibri interni consolidati”, aggiungono. “Oggi più che mai rivendichiamo che la nostra proposta di una vera riforma della governance della Rai con l’introduzione del sistema duale (Consiglio di sorveglianza e Consiglio di gestione) era quella giusta per portare l’azienda a essere competitiva rispetto alle sfide tecnologiche e maggiormente attenta a un vero pluralismo culturale e politico, oggi praticamente scomparso”, concludono i senatori.

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