Legge elettorale. Rosatellum testo base, ma l’inciucio Renzi-Berlusconi incombe. Un’orgia di proposte. Incontri e trattative “segrete” nel sottoscala della politica. Convocata la direzione Pd. Il silenzio di Mattarella

Legge elettorale. Rosatellum testo base, ma l’inciucio Renzi-Berlusconi incombe. Un’orgia di proposte.  Incontri e trattative “segrete” nel sottoscala della politica. Convocata la direzione Pd. Il silenzio di Mattarella

Rosatellum, verdinellum, sistema tedesco con correzioni, Mattarellum, Italicum corretto secondo le indicazioni della Corte Costituzionale, poi ci sono le sottospecie di legge elettorale con parlamentari che si sono esercitati in formulazioni astruse che hanno avuto vita breve, c’è  il problema dei candidati nominati dai partiti, capilista bloccati con i cittadini che devono mangiare il piatto che viene loro preparato. Un piatto preparato dal Pd, fortemente voluto da Renzi Matteo con Articolo 1-Mdp che, annuncia Roberto Speranza, coordinatore del movimento, organizza una petizione popolare con i banchetti per la raccolta delle firme contro  lo scippo di un diritto dei cittadini ad eleggere i parlamentari.

Un’orgia di proposte  che fanno la gioia degli scriba i quali ogni giorno si esercitano in retroscena che vivono neppure ventiquattro ore, poi si passa a nuovi retroscena del tutto diversi da quelli annunciati e dati per certi. Visto il crescente distacco del cittadino elettore dalle astratte dispute fra gruppi di potere che hanno fatto il nido in Parlamento, al Senato in particolare non si contano più quanti sono, a chi fanno capo, non sono né di destra né di sinistra, va di moda questo slogan, sono partiti di proprietà di questo e quello, dei portatori di voti in vendita a peso, non c’era bisogno anche dello sfregio alle istituzioni, alla democrazia, che vede il Pd, con Renzi che ormai ha invaso giornali, televisioni e radio, Berlusconi, Grillo, Salvini, protagonisti di invereconde sceneggiate. Ma cosa si nasconde dietro il paravento della legge elettorale? Il nulla, non c’è un programma, non ci sono progetti, il fatto che fra qualche mese bisogna mettere a punto la manovra da  dieci miliardi per il bilancio del 2018, che incombe l’aumento dell’Iva, di ufficio da parte della Ue, e a niente valgono le grida di Renzi Matteo, l’Iva non si tocca. Non solo, dalla Commissione Ue viene un invito, una cauta proposta, a ripristinate il pagamento dell’Imu sulla prima casa per chi ha redditi alti. Subito arriva lo stop del segretario del Pd, l’ordine a Padoan di rispondere picche, le dichiarazioni dei ministri, in primo piano Calenda, il quale fa presente che non si può cambiare ogni mese le tasse. Ora, come è noto, l’esenzione dei ricconi non è di ieri ma dell’altro ieri.

Una inutile giornata alla Camera per votare il testo base. Gruppi e gruppuscoli in  soccorso del Pd

In questo clima si è consumata una giornata inutile per quanto riguarda il presente e il futuro della  legge elettorale. La Commissione Affari costituzionali, come era prevedibile, ha adottato il Rosatellum, la proposta presentata dal Pd, come testo base. A favore hanno votato oltre al Pd anche Sc-Ala (leggi Verdini-Zanetti), Svp, Lega Nord e Cd (Alfano) (un ‘sì’, ha precisato la componente, pronunciato “per andare avanti’”, pur esprimendo contrarietà nel merito). Ap (un nuovo gruppuscolo Abbrignani, Adornato) non ha partecipato al voto. Si sono astenuti i fittiani, Civici e innovatori, Fratelli d’Italia. No da Sinistra italiana, Forza Italia, Articolo1-Mdp, Al e M5S. L’articolato arriverà in Aula il 5 giugno prossimo, dopo l’esame in commissione.  Entro venerdì la presentazione degli emendamenti. Il Rosatellum, allo stato, non  ha alcuna possibilità di passare nel testo attualmente proposto, l’assegnazione di metà dei seggi nel territorio nazionale in collegi uninominali, in cui vince il candidato più votato, e di metà dei seggi con metodo proporzionale in collegi plurinominali di limitate dimensioni, capilista bloccati. “Un pasticcio”, lo aveva definito Bersani. A questo punto scattano i retroscena e gli scriba vanno alla ricerca dei possibili “inciuci”,  primo fra tutti quello fra Renzi e Berlusconi. Il “patto” che sarebbe stato stretto, non si sa dove, non si sa quando, prevede la “germanizzazione” del Rosatellum, o del Mattarellum, a piacere. Di fatto il Berlusca offre un proporzionale alla tedesca in cambio del voto anticipato ad ottobre o fine settembre venendo incontro ai desideri di Renzi Matteo che non ha mai abbandonato l’idea di cacciare Gentiloni da Palazzo Chigi prima possibile.  Ettore Rosato il capogruppo del Pd, l’autore della proposta che porta il suo nome, dice: “Vediamo, vediamo, voteremo la legge elettorale che ha più voti”. E Emanuele Fiano, relatore in Commissione sul Rosatellum, agli scriba che gli chiedono se è disponibile a germanizzare il Rosatellum  risponde: “C’è una nostra disponibilità al dialogo, vediamo su quali punti concentrare questo dialogo”.  Il gruppo Pd si riunirà in serata per fare il punto della situazione. C’è chi sta già scaldando i motori in vista dello scambio  proporzionale alla tedesca come propone Berlusconi e voto a ottobre come vuole Renzi.

Delrio: il Pd non chiede elezioni anticipate. Ma se gli vengono offerte dal berlusca, che fa, rifiuta?

Ma Graziano Delrio, molto vicino a Renzi, forse nel tentativo di mascherare l’inciucio afferma: “La legge elettorale non è una merce di scambio. Il Pd non chiede elezioni anticipate e quindi non c’è nessuno scambio da fare”. Già, non le chiede ma se vengono offerte non è buona educazione rifiutare un regalo. Comunque sia la direzione del Pd è convocata per martedì 30 marzo. Non si trova a suo agio Gianni Cuperlo, ma non è una novità, il suo distacco dal Pd è sempre più evidente. “Nella discussione sulla futura legge elettorale – afferma intervenendo al video forum di Repubblica – noto che negli ultimi giorni il Pd sta serenamente virando verso un ritorno a un impianto rigorosamente proporzionale. Questo lascia più di un interrogativo. Per questo mi sento di rilanciare la proposta già fatta da Andrea Orlando e indire un referendum consultivo fra gli iscritti per sapere cosa pensano a riguardo”.  Danilo Toninelli,  5 stelle,  va giù di brutto e accusa il Pd: “Hanno forzato la mano con la proposta più anti M5s che ci possa essere quindi non potevamo che votare contro. Siamo disponibili al dialogo dall’indomani del 4 dicembre, ma dall’altra parte c’è totale chiusura: vanno avanti e si schianteranno al Senato perché senza di noi non hanno la forza di approvare nessuna legge”. Da Sinistra Italiana, con Nicola Fratoianni, arriva un “pronti al confronto sul sistema tedesco”. Pierluigi Bersani, Articolo1-Mdp dice: “Sul modello tedesco si può discutere, ma chi pensa di andare al voto a ottobre sta dicendo agli italiani che si può andare in esercizio provvisorio e, tanto per dirne una, a gennaio scatta l’aumento dell’Iva”.

Pronto per l’uso il proporzionale alla tedesca offerto da Forza Italia

Fa finta di ignorare lo scambio voto a ottobre-modello tedesco, offerto da Berlusconi a Renzi in una intervista al Messaggero, di  cui hanno parlato molti giornali, Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia il quale al termine della riunione della Commissione Affari costituzionali dice che il “il Rosatellum ha serissimi rischi di incostituzionalità. Poi, per tutto ci sono gli emendamenti. Se verranno accolti e favoriranno gli aggiustamenti… se son rose fioriranno. Ma è tutto lavoro parlamentare, ad ora non abbiamo notizia di incontri fuori dal Parlamento”. Insomma, nega l’inciucio ma una strizzatina d’occhio non guasta mai. Giancarlo Giorgetti, Lega, giustifica il voto favorevole dato in Commissione: “Dopo quattro mesi, finalmente il primo voto, il fischio di inizio partita. E in questa partita la Lega è attore protagonista e non gioca in tandem con nessuno”. “Abbiamo votato a favore – afferma – perché  il nostro unico interesse è portare gli italiani alle urne il più presto possibile. Se ci fossero proposte di miglioramenti siamo assolutamente disponibili a considerarle purché non siano solo alibi per perdere ancora tempo”.

La partita è tutta da giocare. Il segretario del Pd ai suoi: datevi da fare ma con cautela

Qui siamo e qui restiamo. La partita è tutta da giocare. Renzi ha dato ordine ai suoi di muoversi con cautela, non dando a vedere grande interesse per le proposte di Berlusconi. “Per tutta la settimana – scrive su Facebook – il Pd sarà pronto a incontrare gli altri partiti, nelle forme e nelle delegazioni che siamo pronti a concordare con i singoli schieramenti”. Una fonte Dem, anonima, fa sapere che “se esagerano con la propaganda dell’inciucio tra Pd e Forza Italia, noi andiamo avanti con il Rosatellum”. L’attesa è per gli emendamenti che Forza Italia presenterà. Se presenterà quello che trasforma il Rosatellum in proporzionale alla tedesca, puro e non puro che sia, vuol dire che Berlusconi mantiene la parola sulla possibilità di elezioni a ottobre. Tutto naturalmente, come si dice, senza fare i conti con l’oste. Nel caso, Sergio Mattarella, ci scusi per la parola oste, il quale mantiene un rigoroso silenzio, corrucciato dicono fonti bene informate. Perché spetta a lui decidere se  e quando staccare la spina a Gentiloni ed andare a nuove elezioni. Non solo, fra i Pd nasce un dubbio non di poco conto. Se alla Camera l’accordo con Berlusconi può passare, trovando la maggioranza dei voti, al Senato – si chiedono i Dem che stanno trattando, chi ci assicura la maggioranza? Già, chi. Ma a costoro non viene neppure a mente che  si tratta di baratti ignobili, per di più trattandosi delle legge elettorale? Evidentemente no.

Share