Legge elettorale. Non si può fare il copia e incolla del sistema tedesco e la data del voto non può essere condizionata dai vitalizi. Esiste una questione democratica

Legge elettorale. Non si può fare il copia e incolla del sistema tedesco e la data del voto non può essere condizionata dai vitalizi. Esiste una questione democratica

La legge elettorale è tornata al centro del dibattito politico. Dopo l’apertura da parte del Partito Democratico ad abbandonare la propria proposta – il cosiddetto “Rosatellum”, un mix di proporzionale e maggioritario, molto diverso tuttavia dal sistema tedesco – in favore, appunto, del sistema tedesco, l’intesa con Forza Italia e il Movimento 5 Stelle pare vicina. Il partito di Berlusconi ha espresso da tempo una preferenza per un sistema proporzionale e Grillo ha ottenuto il consenso degli iscritti al blog al sistema tedesco in una consultazione online. Il contraltare di questa accelerazione sull’accordo a proposito della legge elettorale è dunque la probabile fine anticipata della legislatura.

La data del voto anticipato. La falsa propaganda di Grillo sui vitalizi: per evitarli occorre votare entro il 26 agosto, non il 10 settembre

Si parla di elezioni a settembre, e Beppe Grillo ha collegato questo tema a un altro che ha tenuto banco negli ultimi mesi di polemiche politiche: i “vitalizi”, o meglio, le pensioni dei parlamentari. Grillo sul suo Blog ha perfino specificato che se si votasse il 10 settembre gli attuali parlamentari non maturerebbero la pensione. Ebbene, questo è falso. Per avere la matematica certezza che i parlamentari – oltretutto solo quelli alla loro prima legislatura, in quanto gli altri hanno già maturato la pensione – non arrivino a maturare la pensione il 15 settembre, si dovrebbe andare al voto al più tardi il 26 agosto. Nel diritto pubblico italiano vige infatti il principio della prorogatio: per evitare vuoti di potere, un organo decaduto rimane in carica fino a che non gli subentra quello successivo. Nel caso del Parlamento, le Camere decadono quando vengono sciolte ma restano in carica fino alla prima riunione di quelle successive. I membri del Parlamento precedente, restando in carica, ricevono dunque le indennità, pagano i contributi e maturano la pensione anche nel tempo intermedio. In base all’articolo 61 della Costituzione, poi, “la prima riunione delle nuove Camere ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”.

Anatomia del sistema elettorale tedesco: proporzionale puro, con collegi uninominali e compensazioni

Tolta perciò di mezzo la propaganda grillina sulla data del voto anticipato legato al percepimento del vitalizio, si dovrebbe parlare dei contenuti di una nuova legge elettorale imbastita sul modello tedesco. Ovvero, relativa all’elezione del Bundestag, l’unica Camera elettiva del sistema istituzionale tedesco, dal momento che il Bundesrat è la cosiddetta Camera dei Lander, e non prevede l’elezione dei suoi membri, che vengono designati dai governi federati. Il sistema elettorale tedesco è costituito dalla definizione del 50% di collegi uninominali e del 50% di liste proporzionali, con una soglia di sbarramento applicata a quest’ultimo 50% pari al 5%. Come funziona? Intanto, l’elettore tedesco riceve non una ma due schede, una sulla quale esprimere la preferenza per il candidato del suo collegio uninominale, e l’altra per la preferenza alla forza politica. Esiste un meccanismo di compensazione per il quale chi ottiene più seggi nei collegi uninominali viene penalizzato nella parte proporzionale. Se ad esempio una forza politica prende il 35% dei voti nella parte proporzionale, ma ottiene il 60% dei collegi uninominali,  si effettua il cosiddetto “scorporo”. Nel caso italiano, la forza politica otterrebbe il 60% dei 315 seggi messi in palio nell’uninominale, ovvero 189 seggi, che le vanno attribuiti tutti. Tuttavia, avendo preso il 35%, avrebbe diritto a non più di 220 seggi, sui 630. Per effetto dello scorporo, dunque, quella forza politica otterrebbe nella parte proporzionale 220-189=31 seggi, che vengono attribuiti su liste bloccate. Questo sistema rende quello tedesco un sistema proporzionale puro, e i collegi uninominali rappresentano solo un criterio per rafforzare il legame tra eletti e territorio. Inoltre, esiste in Germania una seconda compensazione, per la quale il numero dei deputati del Bundestag potrebbe anche non essere rigido (per poter fare il copia e incolla del sistema tedesco in Italia, occorre dunque emendare la Costituzione, che ammette un numero rigido di parlamentari, 630 alla Camera e 315 senatori più i cinque senatori a vita). Come funziona? Facciamo finta che una forza politica ottenga non il 60 ma l’80% dei collegi uninominali, e il 35% al proporzionale. In questo caso, otterrebbe 252 seggi, 32 in più di quanti gliene spetterebbero. Così, alle altre forze politiche verrebbero assegnati altri 32 seggi per “compensare”.

La soglia di sbarramento al 5% e il “diritto di tribuna”

Resta naturalmente la questione della soglia di sbarramento al 5%, che impone forme di desistenza nei collegi uninominali a quelle forze politiche che difficilmente riuscirebbero a ottenere seggi nella quota proporzionale e ad evitare una forte frammentazione del sistema parlamentare. Ora, data la natura già storicamente frammentata del sistema politico e parlamentare italiano (con la formazione abituale e consentita dai regolamenti di nuovi gruppi tra Camera e Senato), una tale soglia ridefinirebbe lo scenario precedente alle elezioni, annullerebbe il diritto di tribuna ma non impedirebbe il “cambio di casacca”, vera e propria patologia del nostro sistema. La questione della soglia di sbarramento e del “diritto di tribuna” era stata risolta in un disegno di legge i cui primi firmatari furono Federico Fornaro e Roberto Speranza, il cosiddetto Bersanellum, ovvero una versione riveduta e corretta del Mattarellum. Per garantire il “diritto di tribuna” era stato escogitato un numero fisso sulla quota proporzionale, che era di 155, ovvero pari al 25% dei seggi, e un numero fisso, 23 seggi, di attribuzione per “diritto di tribuna” a quelle forze politiche che non avessero superato i 20 seggi nel maggioritario e avessero però superato una soglia di sbarramento del 2%. Ora, se si accettasse il principio della garanzia del “diritto di tribuna”, i seggi da attribuire potrebbero salire a 46 su 630, e sarebbe una buona iniezione di democrazia.

Due verità: non si può votare a settembre per scongiurare i vitalizi e non si può fare il copia e incolla del sistema elettorale

Insomma, da questa breve analisi, emergono due verità: la prima è che per poter scongiurare il percepimento dei vitalizi, come affermano Grillo e i suoi,  si deve votare entro il 26 agosto, e ciò pare impossibile. Dunque, la data delle elezioni anticipate diventa indifferente dal punto di vista dei vitalizi, che scattano comunque. Renzi ha proposto un voto anticipato al 24 settembre, insieme con la Germania, mentre Berlusconi punterebbe al 22 ottobre, per gestire meglio la fase di ricostruzione del centrodestra. La seconda è che un modello elettorale tedesco integrale richiederebbe dei correttivi, sia istituzionali (il numero dei parlamentari suscettibile di variazione in Germania, che è invece rigido in Italia, e la sfiducia costruttiva non prevista dalla Costituzione), che giuridici, dal momento che la soglia di sbarramento al 5% potrebbe essere giudicata troppo elevata dalla Consulta, e dunque incostituzionale (ricordiamo che la nostra Costituzione prevede un impianto rigorosamente proporzionalista) e non del tutto democratica, sia politici, perché presuppone inevitabili governi di coalizione, fino alle Grandi Coalizioni (in Germania, CDU e SPD governano ininterrottamente da quasi 15 anni). E dal momento che non si può fare il copia e incolla del sistema elettorale tedesco (come invece hanno predicato i grillini chiedendo il voto online degli iscritti senza spiegare loro le differenze tra sistemi politici e istituzionali e costituzionali), sarà necessario apportare modifiche “italiane”. E allora, perché non riportare, ad esempio, il “diritto di tribuna” così come era stato escogitato nel Bersanellum? Eventuali ragioni tattiche sono secondarie rispetto all’affermazione di un diritto democratico.

Share