Ilva. Sindacati furiosi contro governo e acquirenti. Fiom: “5mila esuberi annunciati, parte la mobilitazione”. Landini: “non si scarichi sui lavoratori il prezzo dell’Ilva”

Ilva. Sindacati furiosi contro governo e acquirenti. Fiom: “5mila esuberi annunciati, parte la mobilitazione”. Landini: “non si scarichi sui lavoratori il prezzo dell’Ilva”

Si è concluso nel primo pomeriggio di martedì l’incontro svoltosi a Roma tra il governo, i rappresentanti Ilva e le organizzazioni sindacali sulla vendita del Gruppo. Il giudizio della Fiom Cgil sull’incontro è fortemente negativo: “E’ stata comunicata la vendita al Gruppo Arcelor Mittal-Marcegaglia che avrebbe già parlato di circa 5 mila esuberi a livello nazionale – scrive il sindacato in una nota – Anche la seconda cordata (Acciaitalia) avrebbe indicato in un numero di poco inferiore alle 5 mila unità gli esuberi. Inoltre – prosegue la Fiom – interpellato dal segretario generale della Fiom di Genova, Bruno Manganaro, il ministro Carlo Calenda non avrebbe saputo cosa rispondere sulla validità dell’Accordo di Programma che per il sito del capoluogo ligure significa investimenti e mantenimento dell’occupazione”. Il sindacato esprime forte preoccupazione: “Con queste premesse, si preannuncia nei prossimi giorni una forte mobilitazione di lotta e di sciopero a tutela del reddito e dell’occupazione degli operai e impiegati dell’Ilva di Genova. Le parti si rivedranno a Roma il prossimo giovedì mattina; la richiesta è una ed è rivolta al Governo – prosegue la nota – a Genova non si prescinde dall’Accordo di Programma firmato dallo stesso Governo, dall’Azienda, dalle Istituzioni e dal sindacato”.

Landini: “non si può scaricare sui lavoratori la responsabilità dell’Ilva”

“Non è accettabile il fatto che si vada su una strada di riduzione dell’occupazione di 5-6 mila lavoratori. Servono dei vincoli precisi sul piano degli investimenti e dell’occupazione”, afferma, al termine della riunione al Mise, il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini sottolineando che “è un prezzo occupazionale che non si può pagare”. “Deve essere chiaro – sottolinea il leader della Fiom – che non si può scaricare sui lavoratori e sul sindacato la responsabilità dell’ILVA o della non ILVA secondo di quanto riduciamo i salari o di quanto accettiamo che riducano l’occupazione. Questo è uno ‘schemino’ che hanno usato in altre trattive. Se per caso si apre si deve sapere che non è possibile accettarla qui”, aggiunge Landini. Ognuno, spiega il leader della Fiom, “deve fare la sua parte” e credo che lo stesso governo “dovrebbe essere preoccupato del fatto che rimanga in Italia un’industria siderurgica degna di questo nome oppure no. E anche del tipo di tecnologia e di investimenti che vengono avanzati. Queste scelte spettano ai Governi. Noi vogliamo capire e diciamo con chiarezza che il problema dell’occupazione è un problema decisivo”, sottolinea Landini ricordando che il sindacato “non è stato coinvolto in questi mesi” su questa vicenda.

Il segretario della Fiom: “abbiamo detto al governo le cose che non ci piacciono, e giovedì approfondiremo”

“La riduzione degli esuberi non ci convince assolutamente e non è neanche molto divertente dirci che però alla fine diventa decisivo l’accordo sindacale”, rileva ancora Landini. Per Landini “servono più elementi per esprimere un giudizio compiuto” ma “per quel poco che abbiamo capito abbiamo già detto al Governo quali sono le cose che non ci piacciono. Giovedì andremo a questo approfondimento. Formalmente la palla non è nelle nostre mani ma è nelle mani del Governo: chi decide e aggiudica un’offerta è l’esecutivo. Non è che questa cosa si scarica sui lavoratori e sui sindacati”. Al Governo, rileva, “abbiamo chiesto di poter esprimere una nostra valutazione più complessiva prima che loro aggiudicano e questa è una facoltà del Governo. E la responsabilità è del Governo”, conclude Landini.

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