Grande giornata di sport. Vettel con la “rossa” Ferrari trionfa a Montecarlo. A noi il rosso piace. Dai milanesi grandi applausi per Nibali, siciliano, terzo al giro del Centenario. Il popolo di Roma, vittoria sofferta, saluta Totti, artista del calcio. È festa grande

Grande giornata di sport.  Vettel con la “rossa” Ferrari trionfa a Montecarlo. A noi il rosso piace. Dai milanesi grandi applausi per Nibali, siciliano, terzo al giro del Centenario. Il popolo di Roma, vittoria sofferta, saluta Totti, artista del calcio. È festa grande

C’era una volta il “paese Italia” che a fronte di grandi avvenimenti sportivi, a vittorie  targate tricolore in modo particolare, si dava un giorno di pausa nella polemica politica, anche la più aspra. Un successo di Coppi o Bartali riportava la pace, una vittoria in un gran premio automobilistico o motociclistico, non parliamo delle vittorie della nazionale di calcio, i mondiali per esempio, vedeva folle di cittadini scendere per strada, auto con tanto  di tricolori, claxon e traffico impazzito. Questa domenica i grandi eventi sportivi, che chiamavano in causa il nostro Paese erano ben tre, diversi l’uno dall’altro, ma ugualmente  emozionanti. Il primo ha visto il trionfo delle Ferrari nel più classico dei Gran Premi quello di Montecarlo. Vettel e Raikkonen, nell’ordine, una doppietta dopo ben 16 anni  quando  su questo circuito si affermò di Schumacher seguito da Barrichello. Nel 2010 una doppietta si registra in Germania con Alonso seguito da Massa. All’arrivo esplode Vettel, grida la sua gioia: “Una vittoria incredibile – dice – un grande lavoro”. Suonano le sirene degli yacht all’ancora nel porto. Le sirene dei ricconi rendono omaggio alla “rossa” di Maranello, un colore che a noi piace, a loro certamente no. Scendono in pista  per accogliere Vettel e Raikkonen tutti coloro che compongono lo staff di Maranello, lavoratori di grande professionalità, fieri delle tute rosse che indossano e che Marchionne non potrà mai togliere. La vittoria porta Vettel alla guida della classifica dei piloti, seguito da Hamilton con la Mercedes e Raikkonen al quarto posto. Nella classifica delle marche la Ferrari in testa con 196 punti seguita dalla Mercedes con 179 punti.

Il Giro unifica l’Italia. Milioni di cittadini nelle strade della corsa del Centenario

Secondo avvenimento con conclusione a Milano del Giro d’Italia del centenario. Impressiona ancora una volta, i milioni di cittadini che hanno assistito ai passaggi dei “girini”. Strade e piazze affollate in ogni parte d’Italia. L’attesa, la lunga attesa, poi in qualche minuto si consuma il Giro, si fa appena in tempo a individuare i migliori, i “capitani”. Un giro del centenario che unifica l’Italia, parte dalla Sardegna, tocca Sicilia, Calabria, Puglia, Umbria, Emilia, Toscana, poi le Alpi, lo Stelvio, bello e terribile che ha spesso deciso il vincitore. Infine Milano, gremita piazza del Duomo, gremita la strada che da Monza porta al capoluogo lombardo, poco meno di trenta chilometri, una strada di folla, una cronometro che decide i vincitore del Giro, un giovane olandese, Tom Dumoulin che si riprende la maglia rosa perduta il giorno prima. Vince per soli 31 secondi sul colombiano Quintana e per 40 secondi su Vincenzo Nibali, un trionfo di tifo per il siciliano, un applauso dei “lumbard” da Monza a Milano. Forse a Salvini non sarà piaciuto, a noi sì. Lo sport che unisce l’Italia. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo a Rosy Maglietta che per noi ha seguito il  Giro.

Mamma Roma saluta il suo “pupone”, 25 anni di grande calcio

Da Milano alla Capitale d’Italia. Mamma Roma saluta il suo “pupone”. 25 anni di grande calcio, dal 28 maggio del 1993, un matrimonio d’amore, nel bene e nel male come dice il prete all’altare, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, nella buona e nella cattiva sorte… Solo Roma popolare poteva dare un saluto carico di amore ad un calciatore, uno che prende a pedate un pallone cercando di buttarlo dentro una porta. Totti, artista del calcio, lo invoca tutto lo stadio. In tanti piangono, lui scende in pista, un nugolo di giornalisti lo avvolge. “Eternamente Roma”, un immenso striscione, avvolge lo stadio, “c’è solo un capitano, Francesco”. Inizia la partita con il Genoa, Totti siede in panchina, uno come tutti gli altri, ormai c’è abituato. Attende di entrare in campo, in silenzio, sarà l’ultima volta che indosserà la maglia numero 10. Anche Spalletti, l’allenatore “sergente di ferro”, è commosso anche se non vuole darlo a vedere. Per lui sarà l’ultima partita da allenatore della Roma. Lo attende l’Inter. Farà scendere in campo Totti nel secondo tempo. Solo la capitale poteva dar vita ad un spettacolo commovente, pieno di umanità. Una storia vissuta, in una splendida giornata di sole, di pace, di tranquillità. Una vittoria sofferta, 3 a 2 sul Genoa che consente ai giallorossi di mantenere il secondo posto in classifica. Quando l’arbitro fischia la fine l’Olimpico esplode e comincia la festa, grande e  non solo del popolo giallorosso.

Quando l’Italia sospendeva polemiche e scontri politici

Ci piaceva  l’Italia che  per un giorno sospendeva lo scontro politico,  la polemica, anche dura, nelle piazze e nelle aule del Parlamento. Altri tempi, altre personalità  del mondo politico, della cultura, altri giornalisti di grande professionalità a raccontare  il mondo dello sport. Forse è anche colpa dei media, degli online, che 24 ore su 24, trasmettono interviste, retroscena, fake news. Forse, anzi togliamo il forse, gli eventi che stiamo vivendo sono di una eccezionale gravità che richiedono di non perdere neppure un minuto. Basta ricordare che, per la prima volta, nella storia della nostra Repubblica, c’è un partito, il Pd, che pone in discussione la nostra Costituzione quando presenta l’emendamento che reintroduce i voucher cacciati dalla porta. Lo stesso Pd, che guida il governo, ora tenta di reintrodurli. Una  manovra temeraria che viola la Costituzione e fa dire a Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, il sindacato che il referendum aveva promosso, che “vengono beffati tre milioni di cittadini”, i firmatari dei tre quesiti referendari, chiede l’intervento del Capo dello Stato, garante della Costituzione, annuncia una manifestazione nazionale a Roma il 17 giugno mentre in tutta Italia si svolgono manifestazioni.

Da domani sarà una settimana di fuoco, non solo i voucher, c’è la legge elettorale, l’inciucio Renzi-Berlusconi, trame nel sottobosco della politica, traguardato ad un governo che vede l’alleanza fra Pd, Forza Italia, alfaniani, vediniani e chi più ne ha più ne metta. Altro che centrosinistra. Oggi non ne vogliamo parlare. Torniamo ai vecchi tempi.

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