Tiziano Renzi, padre di Matteo, indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di traffico di influenze nell’inchiesta Consip

Tiziano Renzi, padre di Matteo, indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di traffico di influenze nell’inchiesta Consip

Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier, è indagato dalla procura di Roma per concorso in traffico di influenze nell’ambito dell’inchiesta Consip. Per la stessa vicenda, a dicembre fu ascoltato anche il ministro dello Sport Luca Lotti. Il procedimento all’attenzione dei pm romani è uno stralcio dell’inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Nell’inchiesta risultano indagati anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Il reato di traffico di influenza, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa. Tiziano Renzi sarà interrogato a Roma, dai pm che indagano. In base a quanto si apprende, i carabinieri gli avrebbero notificato oggi, a Scandicci, l’invito a comparire fissando l’interrogatorio già per la settimana prossima a Piazzale Clodio.

“Ho ricevuto questa mattina un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza ‘il traffico di influenza’. Ammetto la mia ignoranza ma prima di stamattina neanche conoscevo l’esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati – cui va tutto il mio rispetto – potranno verificare. I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore è per loro”, afferma Tiziano Renzi. “Il fatto è incomprensibile perchè nell’atto è riportato solo il numero della norma violata. Prenderemo contatto con il pm per capire quali sarebbero i fatti contestati e per fissare la data della comparizione”, aggiunge Federico Bagattini, legale di Tiziano Renzi.  “I processi iniziano, ma bisogna vedere come finiscono. Ricordiamoci ad esempio dell’indagine di Genova, dove Tiziano Renzi è stato completamente scagionato con archiviazione”, ha aggiunto il legale.

La posizione di Tiziano Renzi è diventata rilevante per chi indaga alla luce dei suoi rapporti con Carlo Russo, imprenditore toscano del settore farmaceutico, a sua volta vicino all’imprenditore Alfredo Romeo, sotto inchiesta a Napoli per corruzione nel filone principale. Nella capitale, invece, è approdato per competenza territoriale lo stralcio dell’inchiesta che riguarda gli appalti Consip e, in particolare, le ‘soffiate’ ai vertici della società per azioni del Mef che era stata aperta sul loro conto un’indagine. Subito dopo le festività natalizie il pm Mario Palazzi aveva sentito come indagato il ministro Lotti il quale, negando di essere a conoscenza di indagini in corso sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione, aveva chiarito come non avesse potuto in alcun modo rivelare circostanze sull’inchiesta ai vertici della stessa Consip. Lotti, che per l’occasione era assistito dall’avvocato Franco Coppi, aveva aggiunto di “non frequentare” l’amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni, che, sentito dai pm come testimone, aveva tirato in ballo il ministro. Lotti aveva pure precisato di aver visto Marroni, ex assessore alla sanità della Regione Toscana, promosso da Renzi a capo della Consip, “solo due volte nell’ultimo anno”. E qualche giorno prima dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Renzi, era stato il generale Del Sette a presentarsi spontaneamente dal pm per “chiarire l’infondatezza” delle notizie sul suo conto, ritenute “gravemente lesive della sua dignità”.

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