Terremotati dalle Marche e dall’Umbria protestano a Montecitorio. Impegni da Grasso, Boldrini e Errani

Terremotati dalle Marche e dall’Umbria protestano a Montecitorio. Impegni da Grasso, Boldrini e Errani

A piazza Montecitorio ha avuto luogo il nuovo presidio dei terremotati del Centro Italia, per chiedere, ancora, al parlamento risposte sulla gestione post terremoto. La manifestazione era accompagnata dallo slogan “La nostra terra trema, noi no”. I manifestanti, circa 500, hanno protestato per sensibilizzare sui gravi disagi che si stanno vivendo nelle zone terremotate, per cui si chiede una risposta più veloce possibile e una sburocratizzazione da parte dello Stato. “Abbiamo organizzato questa manifestazione di tutti i terromotati, 80% umbro marchigiani, ma abbiamo anche delle rappresentanze del Lazio e dell’Abruzzo, per continuare con i fratelli amatriciani, che avevano organizzato il 25 gennaio scorso, il processo di pressione nei confronti dei politici, perché i tempi si devono ridurre. Siamo stanchi e distrutti, ma abbiamo voglia di lottare. Basta con le promesse e basta con le passerelle, bisogna agire. Fatti subito”, dichiara un organizzatore della provincia di Macerata, Francesco Pastorella. Inoltre, i manifestanti hanno esposto un cartello, con su scritto un messaggio di aiuto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il programma della giornata prevedeva tre incontri: una delegazione è stata ricevuta da Vasco Errani, commissario straordinario, dal presidente della Camera Laura Boldrini e infine dal presidente del Senato Pietro Grasso.

L’incontro dei terremotati con Laura Boldrini

“Se siamo qui vuol dire che qualcosa non sta funzionando bene, abbiamo ricevuto tante promesse: quando siete venuti a salutarci qualcuno ha detto che a Natale tutto si sarebbe sistemato invece noi non vediamo ancora quello che è stato promesso”. La delegazione di cittadini delle Marche, colpiti dal sisma, sfoga così la sua rabbia con la presidente della Camera, Laura Boldrini. I terremotati ricordano che dopo il sisma del 1997 “dopo tre mesi eravamo tutti dentro i container: adesso a chi è andata bene sta in moduli con una situazione poco dignitosa di camere con tre o quattro letti e bagni fuori. Per gli anziani una situazione scomoda. Abbiamo gente nelle tende, c’è chi si è sistemato da solo. Poi le persone ospitate nella costa stanno soffrendo, sembrano dei deportati, scusi la parola, ma la situazione è psicologicamente intollerante. Sappiamo che le convenzioni con gli albergatori tra poco scadranno e la domanda è dove vanno a finire questi concittadini? Se siamo venuti qui in forma pacifica come spero si concluda questa manifestazione è perché siamo disperati. Consegneremo una lettera anche a Grasso”.

E con il presidente Pietro Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha poi ricevuto a Palazzo Madama la delegazione dei terremotati marchigiani, ricevendo l’invito a presenziare simbolicamente alla messa a terra della prima pietra della ricostruzione dopo il sisma del Centro Italia. “Ma più che alla prima pietra – ha risposto Grasso – sarei più contento di venire alla posa dell’ultima: Consideratemi presente anche se non ci sono perché l’attenzione non cadrà”. I manifestanti hanno presentato a Grasso la richiesta “di fare pressione perché chi di dovere faccia qualcosa, 20 anni fa dopo due mesi a Colfiorito c’erano i container con i bagni interni, abbiamo paura che questo ritardo sia dovuto a mancanza di fondi e all’eccessiva burocrazia. Ma ci chiediamo anche perché i fondi per salvare la banca si sono trovati subito”.

Intanto, in conferenza stampa, il governo presenta il Decreto sul terremoto

La lettera a Bruxelles, che preannunciava lo stanziamento di ulteriori fondi fino a un miliardo di euro, era già partita ieri. E oggi il Consiglio dei ministri ha varato l’ennesimo decreto per il terremoto del Centro Italia, resosi necessario, in seguito alla terza fortissima serie di scosse che ha colpito la zona appenninica lo scorso 19 gennaio, dopo quelle di agosto e ottobre scorsi. “Abbiamo risorse nella legge di bilancio, ne stiamo mettendo in campo ulteriori con questo decreto. Abbiamo già anticipato nella lettera inviata ieri a Bruxelles della necessità di ulteriori risorse, almeno un miliardo che nel prossimo periodo sarà necessario. Intanto però non è che possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni. Decidiamo e ci prendiamo le nostre responsabilità” ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, subito dopo il Cdm, commentando il decreto in cui, come illustra invece il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani , “le priorità saranno scuola e imprese, che tengono la comunità, e nel frattempo stiamo lavorando per l’immediato. Ricostruiremo con trasparenza e qualità”. “Faremo la microzonazione sismica di III livello in tutti i 131 i Comuni. Ricostruiremo con trasparenza e qualità perché non accada più il crollo”, ha promesso il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, che in seguito ha incontrato la delegazione dei terremotati.

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