Sinistra Italiana a congresso a Rimini. Fratoianni: “costruiamo il partito vero, con sedi e sezioni e luoghi di discussione”. Scotto: “vado a costruire ponti”. D’Attorre, un ordine del giorno per l’unità

Sinistra Italiana a congresso a Rimini. Fratoianni: “costruiamo il partito vero, con sedi e sezioni e luoghi di discussione”. Scotto: “vado a costruire ponti”. D’Attorre, un ordine del giorno per l’unità

Tra gli interventi clou della seconda giornata del congresso fondativo a Rimini di Sinistra Italiana, quello segretario nazionale in pectore Nicola Fratoianni, che non solo ha voluto puntualizzare senso e sostanza del partito nascente, ma ne ha definito l’orizzonte. “Prendiamo un impegno solenne, facciamo un partito per stare dalla parte di chi sta peggio, di chi subisce una diseguaglianza insopportabile. Dopo otto anni dall’esplosione della crisi, nessuno ha messo in agenda la riforma radicale della finanza predatrice”, ha detto Nicola Fratoianni, recuperando la parola partito, cercando di rimetterne il significato, la semantica, sui giusti binari.

Fratoianni: “Non ci basta parlare di noi stessi. Fondiamo un partito nel senso tradizionale, sedi dove potersi incontrare”

“Non ci basta parlare di noi stessi”, ha insistito Fratoianni, “da qui vogliamo parlare a quelli cui una Sinistra serve oggi disperatamente”, ha sottolineato, snocciolando l’elenco dei soggetti sociali che sono i naturali interlocutori della nuova formazione politica. “Vogliamo parlare – ha aggiunto – ai lavoratori che perdono ogni giorno un po’ di salario, ai precari, agli studenti che oggi non possono più permettersi di esserlo, alle donne, ai migranti trattati come un’umanità di scarto”. Ma sul posizionamento politico restano le distanze con i “dissidenti” più impegnati nel dialogo con Pisapia da un lato e D’Alema dall’altro. “Il 4 dicembre non è stato un incidente, ma un momento nel quale qualcuno si è ribellato a un disegno neoautoritario della democrazia, cioè a chi pensa che nella crisi serva un governo senza il popolo. A quella spinta dobbiamo dare una risposta. Come si fa a proporre il ritorno di leggi maggioritarie, delle coalizioni? Non hanno capito niente. Basta con l’uomo solo al comando. Serve una legge pro-por-zio-na-le”, ha scandito il leader di Sinistra Italiana. “E serve un partito, tradizionale per quanto possibile oggi: Un partito, quindi: radicamento, sezioni, sedi, circoli, dove potersi incontrare. E poi mutualismo, nuovo mutualismo: una quota significativa di quello che versano i parlamentari e del 2 per mille finanzi tutto ciò che costruisce densità sociale”.

Fratoianni: “sperimentiamo nuove forme di mutualismo”

“Nel nostro statuto abbiamo deciso di inserire ieri che una quota dell’indennità dei parlamentari dovrà essere versata al partito e che una quota del 2 per mille venga investita per finanziare tutto ciò che ci aiuterà a costruire una densità sociale che oggi è andata persa”, ha puntualizzato Nicola Fratoianni, parlando al congresso a Rimini. “Costruiamo un partito per ragionare – ha aggiunto Fratoianni – per studiare per dire ma soprattutto per fare insieme. Parlo di radicamento, sezioni, circoli posti dove incontrarsi per costruire la pratica politica comune”.

Cofferati: “il progetto di Pisapia è surreale”

L’ex segretario della Cgil boccia Giuliano Pisapia, che da pochi giorni ha lanciato “Campo progressista” il suo nuovo soggetto politico. “E’ un progetto surreale – lo bolla Cofferati -. Non fa proposte di merito e inoltre il Pd non si farà certo rappresentare da lui. Pisapia ha sostenuto il sì al referendum perdendo clamorosamente. E non ha mai criticato le brutte riforme del governo Renzi quali quelle sulla scuola e il jobs act”. Sulla situazione interna al Pd, Cofferati commenta: “Deve risolvere i problemi che sono emersi usando gli strumenti democratici del suo Statuto. E’ evidente che se dirigenti importanti hanno iniziato a maturare critiche pesanti verso politiche che fino a poco tempo fa loro stessi avevano avallato, ci troveremmo di fronte e differenze consistenti che renderanno inevitabile una separazione”.

Scotto: “me ne vado a costruire ponti”

“Mussi ha parlato della sinistra come di un arcipelago. Io ho l’obiettivo di costruire ponti, non quello di aggiungere un’altra isola. Il mio obbiettivo è un nuovo centrosinistra. Oggi la partita conta più del partito”, ha detto Arturo Scotto, parlando dalla tribuna del congresso. “Non so voi, ma io ho avvertito il senso di frustrazione per non poter cambiare le cose, per non poter incidere. Il tema è fare i conti fra la distanza fra la potenza delle nostre parole e l’impotenza dei nostri gesti, anche quelli più giusti”, ha spiegato Scotto. “Da domani lavoro a un altro progetto politico più largo. Certo, questo progetto l’ho proposto anche a sinistra italiana, se domani lo accogliessero”, ha chiosato.

D’Attorre cerca di tenere insieme i pezzi con un ordine del giorno che sarà messo in votazione domenica

Se Arturo Scotto se ne va dicendo addio a Sinistra italiana, Alfredo D’Attorre, che assieme al capogruppo aveva manifestato perplessità sul percorso intrapreso da Sinistra italiana e sulla linea dell’autonomia, per ora non sbatte la porta, ma cerca di attirare sulla sua posizione il grosso del partito. Ovvero, Sinistra italiana – come ha spiegato ieri parlando a margine del congresso fondativo – sia perno del processo costituente di un nuovo soggetto di centrosinistra che aggreghi tutte le forze di Sinistra, sulla scorta della proposta lanciata da Massimo D’Alema. E così, D’Attorre assieme ad altri esponenti di Si ci prova a portare il partito sulla sua linea e presenterà un ordine del giorno che impegna Sinistra italiana “a essere cofondatrice sin da subito di una costituente a Sinistra mettendo a disposizione del progetto le proprie forze politiche e organizzative”. Alla domanda se la prospettiva peggiore potrebbe essere quella di lasciare anche loro il partito, D’Attorre replica: “Noi il percorso congressuale lo completiamo e speriamo di portare dentro questo percorso tutta Sinistra italiana”.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.