Safer Internet Day: la prima Giornata Mondiale contro bullismo e cyberbullismo a scuola. A Roma l’iniziativa nazionale con il ministro dell’Istruzione

Safer Internet Day: la prima Giornata Mondiale contro bullismo e cyberbullismo a scuola. A Roma l’iniziativa nazionale con il ministro dell’Istruzione

Be the change: unite for a better internet è lo slogan del Safer Internet Day 2017 (SID2017), la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea che, giunta alla sua XIV edizione, quest’anno si celebra in contemporanea in oltre 100 Paesi per far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuna e ciascuno nella fruizione di Internet come luogo positivo e sicuro.

In Italia l’evento collegato al SID2017 si è tenuto a Roma, ed è stato ospitato negli spazi espositivi dell’ex Caserma Guido Reni dove, a partire dalle ore 9.30 studenti, insegnanti e genitori si sono ritrovati in una vera e propria cittadella, allestita per l’occasione e messa a disposizione per laboratori e lavori di gruppo. Oggi infatti, in concomitanza con il Safer Internet Day, è stata ufficialmente la prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, dal titolo “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”, promossa dal MIUR nell’ambito del Piano nazionale per la prevenzione di questi due comportamenti, che sono “reati” a tutti gli effetti e che interessano sempre di più ragazzi in età scolare. Esperti ed Istituzioni erano lì, per ascoltare, dialogare e confrontarsi con loro, offrire la loro esperienza e sensibilizzarli al tema.

Affollatissimi i padiglioni che hanno ospitato la manifestazione, con studenti provenienti un po’ da tutta Italia e che sono saliti anche sul palco, partecipando attivamente agli interventi. Interventi che si sono susseguiti rapidamente, per dare spazio a tutti, e che hanno dato voce alla pluralità di associazioni, istituzioni, movimenti che ogni giorno operano per garantire l’integrità dell’essere umano. “Perché è l’essere umano ad essere al centro di tutto” – ha sottolineato nel suo intervento Francesco Vitali, Garante della Privacy. “A volte si pensa di essere soli davanti al pc e che vita reale e vita virtuale siano due cose distinte. Beh, non è così. Quello che si rende pubblico è lo specchio di quello che si è, e bullismo e cyberbullismo non possono più essere separati.” Sullo stesso concetto è tornata Federica Zanella, presidente della CORECOM Lombardia: “Noi siamo quello che pubblichiamo. E quello che pubblichiamo va a creare la nostra web reputation, una reputazione virtuale che spesso anticipa la stessa reputazione reale. Vi accorgerete, e i più grandi già se ne saranno accorti, che un datore di lavoro prima di assumervi andrà a curiosare sul vostro profilo facebook. Così come la ragazza a cui piacete, o i suoi genitori. Così come un giorno, i vostri figli. Dovete pensare bene a cosa rendere pubblico oggi, per non pentirvene domani. Perché tutto quello che mettete online, è per sempre”.

E se non ci ho pensato? E se non ho riflettuto bene e con leggerezza ho messo online una foto spiacevole o fatto un commento poco carino su un mio compagno? O se mi sono accorto che qualcun altro l’ha fatto e voglio fare qualcosa per rimettere le cose apposto? In tanti ragazzi se lo sono chiesto e hanno rivolto questa domanda al palco. “Si può fare qualcosa, sempre”, hanno sottolineato nei loro interventi gli operatori di Telefono Azzurro, di Save The Children e di EDI. Una telefonata, una richiesta di aiuto, una condivisone e si può riuscire ad impedire che un ragazzo soffra o che, purtroppo, decida per il peggio. Molti ragazzi si sono tolti la vita quest’anno, o hanno tentato di farlo. Se denunciati, contenuti spiacevoli, che arrecano danno a qualcuno o che rappresentano una seria minaccia, possono essere rimossi in pochi giorni.

“Certo sarebbe bene prevenire. Ed è esattamente questo lo scopo di questa giornata” ha dichiarato, nel suo intervento, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.  “L’educazione al rispetto di bambini e bambine nelle loro diversità, l’educazione dei diritti umani, deve essere la priorità della nostra scuola oggi. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in tutte le scuole, coinvolgere professori e studenti, sensibilizzare soprattutto i genitori, insegnando loro a non sottovalutare determinati comportamenti oggi troppo spesso etichettati come “ragazzate”, aiutandoli a capire come gestirli. E ancora – ha continuato il ministro – bisogna votare in fretta la legge contro il bullismo e il cyberbullismo e fornire a tutte le istituzioni scolastiche le Linee Guida necessarie”.

“Il MIUR ha da tempo avviato una collaborazione con la Polizia di Stato – ha precisato Roberto Sgalla, direttore centrale delle specialità della Polizia, raggiugendo sul palco il ministro – Generazioni Connesse e Una vita da social sono solo due dei progetti comunicativi che abbiamo messo in campo con il Ministero e stiamo già lavorando a diverse nuove iniziative per portare avanti quella che crediamo sia una missione necessaria, la missione comunicativa. È per questo che, quotidianamente, ci affianchiamo al MIUR: perché la formazione è tutto e istituzioni come le nostre hanno il dovere sociale di comunicare per prevenire reati, molto più gravi di quello che abitualmente si pensa, come il bullismo e il cyberbullismo”.

La conclusione dell’evento è stata animata dalla presentazione del nuovo spot televisivo contro il bullismo, ideato con la collaborazione delle studentesse e degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “S. Pertini” di Alatri, che sarà in onda proprio sulle reti Rai, Sky, Mediaset, Mtv, Discovery e La7. A lanciarlo, sul palco le studentesse e gli studenti protagonisti dello spot e gli studenti della classe 1°A dell’Istituto Galiliei, Costa di Lecce, gli ideatori di MaBasta, acronimo del Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti e Adolescenti.

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