Roma. Stadio dell’As Roma, l’annuncio di stop della Soprintendenza (Mibact) pietra tombale sul progetto.Motivazione: “Le tribune dell’ippodromo esempio rilevante di architettura”

Roma. Stadio dell’As Roma, l’annuncio di stop della Soprintendenza (Mibact) pietra tombale sul progetto.Motivazione: “Le tribune dell’ippodromo esempio rilevante di architettura”
La sindaca di Roma, Virginia Raggi e probabilmente la parte del suo movimento più ambientalista e rispettosa del programma con il quale il M5S si è aggiudicato il governo di Roma Capitale, avranno tirato un sospiro di sollievo dopo aver appreso della possibilità che il Mibact possa apporre un vincolo su una parte dell’area destinata all’edificazione dello Stadio dell’As Roma. Una nuova puntata, probabilmente quella più clamorosa di una telenovela che ormai si trascina da mesi e che potrebbe mettere la pietra tombale sull’impianto di Pallotta, Parnasi & C. Dal Ministero dei Beni culturali arriva il parere, firmato dalla titolare della Soprintendenza Margherita Eichberg, che conferma il procedimento di dichiarazione di interesse culturale “dell’immobile denominato Ippodromo di Tor di Valle”. In buona sostanza questo significherebbe che l’ippodromo ha un valore architettonico di grande rilievo e va tenuto nel giusto conto. Nel documento già sul tavolo del Gabinetto del sindaco e della Conferenza dei Servizi si descrive la tribuna “progettata dall’architetto di fama internazionale Julio Garcia Lafuente” come “un esempio rilevante di architettura contemporanea ma anche di soluzione tecnico-ingegneristica e di applicazione tecnica industriale in fase di realizzazione, un unicum dal punto di vista dimensionale”. 
 
La Soprintendenza: “L’area va lasciata libera da opere in elevato”
Sempre secondo le anticipazioni raccolte, dal vincolo sulla tribuna ne deriva un altro, “indiretto”, ma devastante per la progettazione e l’esecuzione dell’ impianto sportivo, e non solo, dell’As Roma: l’area, infatti, deve essere “lasciata libera da opere in elevato, ad eccezione dei manufatti esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l’altezza e la densità attuali”. Nello stesso Documento che mina alle basi l’esecuzione della nuova opera si impone anche “la necessità di sottoporre alla preventiva valutazione di questa Soprintendenza di settore qualsiasi intervento riguardante il bene in oggetto”. E’ la solita storia tutta romana. Anche nel recente passato, con protagonisti diversi, si erano verificati gli stessi fatti.
 
Stessa storia nel 2009, quando lo stadio doveva sorgere sull’Aurelia e tra i proponenti c’era anche Scarpellini
 
Già nel recente passato la situazione si era manifestata, all’epoca al governo c’erano le destre e sindaco di Roma era Gianni Alamanno, mentre alla Regione Lazio governava il centrosinistra con Marrazzo ed tra i proponenti dell’opera, incredibile ma vero, c’era il costruttore Scarpellini, finito in carcere insieme all’ex braccio destro della sindaca Raggi, Raffaele Marra, per operazioni poco chiare tra le sue società e l’amministrazione pubblica. Ecco cosa ci raccontavano le cronache dell’epoca con il Corriere della sera. Anche se l’area era destinata a soddisfare il progetto, in quell’occasione l’impianto doveva sorgere a poca distanza dell’uscita del Gra sull’Aurelia, sembra che nulla sia cambiato nel merito dei problemi. Ma vediamo cosa scriveva all’epoca il Corrierone in un articolo a firma Ernesto Menicucci il primo di ottobre del 2009.
 
Ecco la cronaca raccontata nell’ottobre del 2009 dal Corriere della Sera
 
Stadio della Roma, è bufera tra il Campidoglio e i Beni Culturali. Il ministro Sandro Bondi ha preso posizione: «stupore per un progetto del quale non so nulla», ha detto. Il sindaco ha replicato: “Inaccettabili i no pregiudiziali di alcuni esponenti politici”. Riunione, ieri, al tavolo interistituzionale al Mibac: “Sul terreno della Roma ci sono due vincoli, uno paesaggistico e uno archeologico”, dice Francesco Giro. Stadio Sensi, scontro al ministero Bondi gela Alemanno: non ne so nulla. Il sindaco: sono inaccettabili i no pregiudiziali di esponenti politici. Il sottosegretario Giro: ma su quell’area c’è un vincolo paesaggistico. Una giornata tesa, convulsa, sul filo della polemica. Sullo stadio della Roma, lo scontro istituzionale resta alto. Ed emerge una novità: sul terreno di Sergio Scarpellini, dato al club giallorosso, c’è un vincolo paesaggistico inserito in un Ptp e uno archeologico. Ministero e Comune, ieri, hanno battibeccato. Dopo le critiche di Francesco Giro, ieri è arrivata una nota del Mibac: “Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha manifestato in una telefonata al sottosegretario Giro tutto il suo stupore riguardo alla diffusione di un progetto di un nuovo stadio della Roma presentato in conferenza stampa, ma che è ancora sconosciuto sia al ministro che al ministero, autorità preposta alla tutela del paesaggio”. Alemanno, altrettanto duramente, ha replicato: “Leggo che ci sono tremila problemi, tra vincoli e investimenti. Ricordo che l’idea è sancita nel mio programma elettorale. È inaccettabile che si alzi questo o quell’esponente politico per dire pregiudizialmente no”. Un chiaro messaggio ai ‘colleghi’ del Pdl: con Bondi e Giro, già in altre circostanze, ci sono stati degli scontri. Anche Unicredit, banca creditrice della Roma che ha un rappresentante nel Cda giallorosso, si è fatta sentire: “Il progetto? L’abbiamo visto solo su Youtube… Non ne sappiamo nulla”, ha detto Paolo Fiorentino, vice amministratore delegato. Altra presa di posizione, quella di Nicola Zingaretti, per il momento ‘estromesso’ dalla vicenda: “Sono a favore dello stadio, ma questo caos si poteva evitare. Dobbiamo pensare a progetti realizzabili, dentro le regole. Sono presidente di un’istituzione e quando saremo messi nelle condizioni di capire diremo la nostra, per ora c’è un modo di procedere che rischia di creare ritardi, confusione e molte chiacchiere”. Così, come era prevedibile, la riunione al tavolo interistituzionale del ministero ha avuto toni piuttosto accesi. Giro, a Comune e Regione, ha chiesto se avessero in mano delle carte del progetto complessivo: non solo dello stadio, ma anche delle opere di urbanizzazione e delle zone commerciali. Marco Corsini ed Esterino Montino, responsabili dell’Urbanistica delle due istituzioni, hanno risposto di no. E il sottosegretario si è scaldato: “Di cosa stiamo parlando, allora? Di niente, il nulla… Quando ci sarà un progetto, lo valuteremo”. Comune e Regione si sono limitati a dire “che la presentazione è stato solo l’inizio di un iter, che sarà discusso insieme al ministero”. Due assessori regionali, Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, in una nota, sono andati oltre: “Se si vuole avanzare una proposta utile per dare uno stadio ai tifosi di Roma e Lazio lo si faccia rispettando il piano regolatore”. Nella riunione, è emersa una novità: “Sul terreno – dice Giro – c’è un vincolo di natura paesaggistica, inserito all’interno di un Ptp. Poi vedremo se finirà anche dentro il Ptpr ancora da approvare in Regione: lì è classificata come area agricola, non edificabile. E c’è anche un vincolo archeologico, ex legge Galasso”.
 
E sui 130 ettari di sua proprietà, Scarpellini parlava di “regalo fatto alla Roma”
 
Per Scarpellini, proprietario dei 130 ettari che parla di “regalo fatto alla Roma”, sull’area “non ci sono vincoli”. Ad una radio, l’imprenditore ha spiegato: “Era giusto aiutare i Sensi. Fatevi portavoce di un affiancamento alla famiglia, magari col gruppo Caltagirone”. E il terreno? “Abbiamo firmato un normale contratto di compravendita”. Con Italpetroli o con la Roma? Non è un dettaglio irrilevante visto che è la controllante ad essere indebitata con le banche. Sui vincoli, il ministero approfondirà ancora: tutta la zona a nord-ovest è sottoposta a tutela. Il Comune è alla finestra: “Se ci sono vincoli insuperabili – dice Marco Corsini – lo stadio non si farà”.
 
E il Sole 24 Ore si occupava di descrivere nel dettaglio l’operazione architettonica ed urbanistica
 
Sull’impianto vero e proprio entrava nel dettaglio il Sole 24 ore nel reportage che copriva l’evento di presentazione del progetto. Eccone una sintesi: “Cinquantacinquemila posti estendibili a 60mila, tribune all’inglese con le panchine inserite sugli spalti, spettatori a soli 9 metri dal campo. Sessantotto metri di distanza per il posto più lontano dal terreno di gioco contro i 96 dell’Olimpico. Spazio di 0,80 metri quadri per ogni spettatore, evacuabile in caso di necessità in soli 5 minuti. Il tutto costruito con materiale ecosostenibile e resistente agli agenti atmosferici e pannelli fotovoltaici. È questo il progetto dello stadio Franco Sensi, la nuova casa della Roma (contenente anche il museo del club) che sorgerà a 500 metri dall’uscita Aurelia del Grande raccordo anulare e che è stata presentata al centro sportivo di Trigoria. Un impianto avveniristico progettato dall’architetto Gino Zavanella, senza barriere architettoniche e con spazi anche per l’accoglienza delle famiglie, con servizi perfino di ‘babysitting’. Non ci sono ancora plastici e nessuna risposta sui costi, ma la scoietà giallorossa ha già il pieno sostegno del sindaco Gianni Alemanno e del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, presenti oggi a Trigoria. Entrambi hanno sottolineato che il nuovo stadio della Roma è una necessità: ‘È un valore aggiunto per la città, perchè il rito di guardare la partita non sia chiuso tra le mura domestiche ma coinvolga l’intera famiglia’, ha detto un convinto Alemanno; ‘Oggi qui bisogna affermare davanti alla città che è giusto che la Roma abbia il proprio stadio’, ha specificato Marrazzo, che ha comunque sottolineato come i criteri con cui verrà valutato il progetto saranno quelli ‘della trasparenza e della partecipazione. È giusto costruire lo stadio ma deve essere fatto rispettando leggi, regolamenti e vincoli’.
 
Il nuovo stadio della Roma potrà essere costruito in 24-36 mesida quando ci saranno tutti i permessi tecnici e burocratici: avrà una visuale ‘perfetta anche dalle aree dei corner – ha spiegato l’architetto Zavanella – perché proprio lì ci saranno ristoranti con vetrate con vista campo’. All’esterno del ‘Sensi’ ci saranno anche due led (monitor di ultima generazione) alti 35 metri su cui scorreranno immagini di vario tipo, l’esterno sarà in zinco-titanio e lo stadio cambierà colore a seconda della luce che vi si riflette. ‘Sarà visibile appena si arriva sull’Aurelia e anche dall’alto per chi sta atterrando a Fiumicino: per questo sarà una nuova icona della città, e magico come la Roma’, ha spiegato il progettista.
 
‘È molto bello, mi auguro di poterci allenare’, ha detto il tecnico Ranieri, che ha vissuto un’esperienza simile a Londra, allenando il Chelsea; ‘uno stadio bellissimo, io invece spero di riuscire a calpestare il campo e a far gol’, ha aggiunto capitan Totti. A raffreddare un po’ il clima di entusiasmo è stato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, secondo il quale ‘se il ministero dei Beni culturali non da il via libera al progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma quest’ultimo non si farà’. ‘Se bisogna fare uno stadio solo per dare lo stipendio a Totti non si farà’, ha rincarato la dose Giro. ‘Tutte le iniziative si possono fare ma bisogna condividerle’. Il sottosegretario si è detto infatti in disaccordo sulla possibilità di ‘costruire due stadi a Roma in un territorio fragilissimo dal punto di vista del patrimonio artistico e culturale’. Resta poi aperta la questione Unicredit, la banca che sostiene finanziariamente la famiglia Sensi. Il progetto del nuovo stadio verrà infatti sottoposto al vaglio dell’istituto di credito di piazza Cordusio: ‘Al momento non ho ancora fatto vedere a Unicredit il piano, ma non ho nessuna difficoltà a farglielo vedere al più presto’, ha chiosato la presidente Sensi. (M. Do.)
 
Con lo stop della Soprintendenza il rischio è l’avvio di una causa multimilionaria
 
Incredibile ma vero, oggi la As Roma, dopo lo stop, ancora non certificato nella sostanza delle cose del Mibact, con la sua Soprintendenza di Roma, fa tornare tutto indietro al 2009. Grazie all’apposizione di un vincolo, tutto torna al punto di partenza, lo stesso che poco meno di 10 anni fa aveva bloccato la possibile edificazione dello Stadio Franco Sensi. Quello che però è sospetto è il perché solo dopo oltre due anni dalla presentazione del progetto, dagli studi urbanistici preliminari e dal disco verde del Campidoglio (con l’allora sindaco Marino ndr) salti oggi fuori la scoperta del valore storico ed architettonico delle tribune dell’ex impianto di trotto di Tor di Valle, chiuso ormai da tempo e preda del degrado, come lo stadio Flaminio di Roma. Il problema ora è anche di natura giudiziaria. L’As Roma sarebbe pronta alle carte bollate e questa volta, dicono i  bene informati, la strada sarebbe già segnata, al netto delle opinioni dell’avvocato di grido spedito a Roma da Grillo ed Casaleggio per esaminare gli atti. I proponenti l’opera (Pallotta ed i suoi partener, Parnasi etc) potrebbero nelle prossime ore passare alla controffensiva. Tutti i tavoli aperti potrebbero chiudersi e riaprirsi, successivamente nelle aule giudiziarie, con una richiesta di danni multi-milionaria.
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