Roma. Raggi: “Non mi dimetto, fiducia di Grillo e del Movimento”. La Procura sulle polizze: “Non c’è reato”. Romeo. “Non sapeva nulla. L’ho scelta per stima e amicizia”. Imbarazzo nel M5S

Roma. Raggi: “Non mi dimetto, fiducia di Grillo e del Movimento”. La Procura sulle polizze: “Non c’è reato”. Romeo. “Non sapeva nulla. L’ho scelta per stima e amicizia”. Imbarazzo nel M5S
Dopo le oltre otto ore passate in compagnia dei magistrati, Virginia Raggi è tornata in Campidoglio ed ha affrontato decine di giornalisti, fotografi e cameramen pronti a registrare le sue prime parole nel giorno successivo alla lunga giornata trascorsa nel centro della Polizia di Stato di Cinecittà, dove si è svolto il confronto con i magistrati. La sindaca non è sfuggita alle domande ed ha risposto alle sollecitazioni dei cronisti. Naturalmente, la domanda più gettonata è stata quella sulle polizze di Romeo e così ha risposto la Raggi: “Non ero a conoscenza di questa polizza (in realtà sarebbero due ndr) mi hanno detto che è uno strumento che può essere utilizzato per fare investimenti, ma non ne ero assolutamente a conoscenza”. Poi sul grado di fiducia e sulla possibilità di una sua rinuncia: È pronta a essere sfiduciata? Si dimetterà? “Non mi sembra un’ipotesi reale”. Poi ancora sulle polizze assicurative: “Della polizza non sapevo niente, mi hanno spiegato che possono essere fatte senza informare il beneficiario”. Ai giornalisti che chiedevano se si sentisse ancora parte del movimento, Raggi ha risposto: “Sì, assolutamente sì”, e circa l’ipotesi di dimissioni ha replicato: “Assolutamente no”. Il sindaco, che sull’interrogatorio di ieri ha affermato di “aver dato tutte le risposte” ai magistrati, ha rifiutato l’accostamento con l’ex ministro Claudio Scajola che disse di aver ricevuto soldi per una casa al Colosseo a sua insaputa. Si sente come Scajola? “Assolutamente no”. Va detto, al netto delle polemiche e delle strumentalizzazioni politiche, che le polizze intestate alla Raggi, potevano essere fatte da chiunque, senza che l’intestatario ne fosse a conoscenza. E c’è anche da dire che la Procura di Roma ha fatto sapere che nulla di penalmente rilevante esiste su questo punto. Sono due le polizze vita stipulate da Salvatore Romeo con beneficiaria, in caso di morte, Virginia Raggi. Una da 30 mila euro stipulata nel gennaio 2016 e priva di scadenza, l’altra da 3000 euro con scadenza 2019.
 
Sulle polizze la Procura precisa: “Non c’è nessun reato
 
Per gli inquirenti non costituirebbero fatto penalmente rilevante in quanto non emergerebbe un’utilità corruttiva. Si tratta di polizze da investimento che non presuppongo la controfirma del beneficiario. Entrambe le polizze sono state mostrate alla sindaca ieri nel corso dell’interrogatorio. Virginia Raggi, secondo quanto si è appreso, è letteralmente “caduta dalle nuvole”. Le polizze, secondo quanto si è appreso, erano da investimento e per quanto riguarda quella con scadenza, l’importo maturato può essere ritirato solo dall’investitore mentre il beneficiario può entrare in possesso del danaro solo in caso di morte del primo. Sulle polizze da registrare le causali fantasiose: “Figlia” e “motivi affettivi”. Queste le causali, ritenute “fantasiose”, anche perchè l’uomo non ha figli, sulle polizze stipulate da Salvatore Romeo. In una di quelle stipulate a favore di Raggi la dicitura riportata si riferiva a “motivi affettivi”. In tutto, Romeo ha investito 130 mila euro in polizze sulla vita, sette con Intesa-San Paolo per 90 mila euro, scegliendo come beneficiari anche altri attivisti M5S e impiegati del Comune di Roma.
 
Romeo in soccorso della Raggi: “Non sapeva nulla. L’ho scelta per stima ed amicizia”
 
E nel tardo pomeriggio è arrivata nelle redazioni la presa di posizione che discolpa la Raggi, proprio del titolare delle polizze che hanno inguaiato la sindaca, Salvatore Romeo: “L’ho scelta per una grande stima e amicizia, non c’è stata e non c’è alcuna relazione. Stanno tirando in ballo la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il MoVimento 5 Stelle con mio sommo dispiacere”, scrive. “Ho stipulato diverse polizze vita perché offrivano un rendimento certo. Inoltre queste polizze mi offrono, come a tutti gli investitori, la possibilità di incassare il capitale con un riscatto totale o parziale in caso ne abbia bisogno. Questi prodotti finanziari prevedono l’indicazione di un beneficiario terzo in caso di morte del contraente. Quindi, solo in caso di mia morte, eventualità su cui certamente non ho scommesso, il capitale andrebbe all’eventuale beneficiario. Non avendo moglie né figli, ho indicato fra i beneficiari, sempre e solo in caso di mia morte, le persone che più stimo”. Infine: “Procederò legalmente contro chiunque riporti i fatti in maniera distorta o diversa da quanto sto dichiarando”.
Quel ‘raggio magico’ che mina alle basi la credibilità dell’Amministrazione
Ma al netto di tutto questo, ciò che più preoccupa è che quel ‘raggio magico’ creato attorno alla sindaca, fosse devastante per l’Amministrazione, così come si è rivelato in queste ore e soprattutto lo è stato, fino ad ora, per la governabilità della città. E’ chiaro che Grillo, diventato abile giocatore in politica, anche di fronte a tutto quello che si è manifestato in questi mesi, non potrà scaricare la Raggi, sarebbe un colpo durissimo alla credibilità dell’intero movimento e l’ammissione di una colpa presunta. Questo, a meno di nuove sorprese, sicuramente non accadrà. L’interesse di Casaleggio è quello di tenere il Movimento al riparo dalla tempesta Roma. Far calare il sipario su una brutta storia di cattiva preparazione e soprattutto di ‘cattive compagnie’ che hanno inquinato il movimento, in alcuni casi si parla addirittura di ‘infiltrazione’ dello stesso. Ma la Raggi va avanti malgrado tutto ed ecco la stretta cronaca di una giornata difficile e che non si è ancora conclusa.
 
Telefonata con Grillo che gli rinnova la fiducia e rilancia che “farà polizze per tutti”
 
Ed ancora sulla fiducia da parte di Grillo e Casaleggio, la Raggi ha fatto una battuta, o meglio l’ha fatta Grillo, ma la Raggi non ha fatto altro che rilanciarla, forse inopportunamente, nel tentativo di stemperare il clima: Ha sentito Grillo? “Sì, mi ha detto farà polizze per tutti”. Ma nella mattinata di questo venerdì amaro per il M5S trapelano le prime notizie sul lungo interrogatorio nel Centro decentrato della Polizia di Stato a Cinecittà, a pochi passi dagli Studios televisivi e cinematografici. La Raggi ha risposto lungamente, oltre 8 ore ai magistrati, anche se non si è trattato di un interrogatorio da togliere il respiro, visto che la sindaca, in più occasioni ha chiesto sospensioni, più o meno lunghe. Quello che è certo è che ha risposto a tutte, o quasi, le domande dei magistrati riservandosi di produrre una memoria per chiarire nel dettaglio alcune circostanze che le vengono contestate nell’ambito dell’inchiesta che la vede indagata per falso e abuso d’ufficio in merito alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento turismo del Campidoglio.
 
La sindaca spiega il perché di Marra al vertice capitolino: “Mi apriva le porte in virtù della profonda conoscenza dei Regolamenti e della macchina amministrativa”
 
Nel corso dell’interrogatorio, il primo cittadino capitolino è stato chiamato a rispondere sul ruolo di Raffaele Marra, di Salvatore Romeo e di Daniele Frongia: i partecipanti alla chat WhatsApp finita agli atti dell’inchiesta. In particolare, riguardo Raffaele Marra – già agli arresti con l’accusa di corruzione per un altro procedimento – il sindaco ha spiegato che si trattava di una persona “che mi apriva le porte del Campidoglio” in virtù di una profonda conoscenza dei regolamenti comunali e della macchina amministrativa. Inoltre, ha raccontato ancora Raggi, è stato Romeo a presentarle Raffaele Marra. Su Daniele Frongia, ex vice-sindaco, Raggi ha invece detto di aver instaurato con lui un rapporto di fiducia per aver mosso insieme i primi passi in Campidoglio, dopo la loro elezione a consiglieri comunali nella passata consiliatura. L’intenzione della procura, stando a quanto si apprende, è quella di ascoltare Raffaele Marra in merito al presunto abuso d’ufficio contestato al sindaco.
Salvatore Romeo non sarà ascoltato sulle polizze, inquirenti e magistrati hanno già ricostruito i flussi di denaro sui conti dell’ex capo segreteria del Sindaco
 
Salvatore Romeo non sarà ascoltato in merito alla vicenda delle polizze intestate al sindaco Virginia Raggi. Stando a quanto si apprende, gli inquirenti hanno già ricostruito i flussi finanziari dell’ex capo della segreteria del sindaco, a partire dai primi anni 2000, periodo in cui sono state sottoscritte diverse polizze vita per un importo complessivo di circa 140 mila euro. In particolare, le stesso polizze non potrebbero essere riscosse dai beneficiari se non dopo il decesso del sottoscrittore. Solo Salvatore Romeo, in vita, avrebbe potuto incassare direttamente il denaro. Dunque, anche i due contratti di assicurazione dei quali risulta beneficiaria Raggi non darebbero alcun vantaggio economico al sindaco se non alla morte di Romeo.
 
Cambiati più volte i beneficiari delle polizze vita, indicando causali non sempre aderenti alla realtà
 
Lo stesso Romeo, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe cambiato più volte i beneficiari delle polizze vita da lui sottoscritte, indicando causali non sempre aderenti alla realtà (in un caso indica una donna di nove anni più giovane di lui come “mia figlia”). Al riguardo non c’è alcuna indagine della procura e non sono state effettuate iscrizioni nel registro degli indagati. In merito alle due polizze di cui Raggi è stata indicata come beneficiaria da Romeo (una di 30 mila euro e una di 3mila euro), interrogata dal pm Francesco Dall’Olio e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, il sindaco ha risposto di non sapere nulla a riguardo. I contratti assicurativi stipulati da Romeo sono 7 presso Intesa Sanpaolo (per un totale di circa 100mila euro) e altri presso diversi istituti per un totale di 40mila euro. In questo caso, tra i beneficiari scelti da Romeo ci sarebbero dipendenti comunali. Sul punto negli ultimi giorni, sono stati sentiti alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno spiegato di non essere al corrente della cosa e che non si tratta di una modalità di gestione del denaro tipica del movimento.
 
Zingaretti: “Per Roma giornate difficili, che pesano sulla qualità dello sviluppo non solo del Lazio, ma anche italiano”
 
E mentre il mondo del M5S s’interroga sul futuro amministrativo nella città di Roma e resta in silenzio, nessuno ha voluto affrontare giornalisti e telecamere, il resto della politica ha una visione politica ben chiara e da sfruttare. Tra i primi a prendere posizione il governatore del Lazio, Zingaretti: “Sono giornate difficili per la nostra città, per la Capitale che rappresenta e pesa, incide sulla qualità dello sviluppo non solo del Lazio ma anche italiano. E sono giornate difficili, segnate – troppo ormai – dall’incertezza e dall’assenza di una visione e di una prospettiva per il futuro. Però non dobbiamo arrenderci: guai a interpretare la fase che si vive solo con un compito di contemplazione dell’esistente. È importante, proprio in una situazione difficile, riuscire a reagire tenendo insieme forze produttive e sociali, affinché rispetto al rischio di una fase regressiva del nostro sistema produttivo non si precipiti ancora di più nell’abisso”.
 
Fassina (Sinistra X Roma): “Roma ha bisogno di essere governata. La sindaca spieghi ai romani cosa succede”
 
“Roma ha bisogno di essere governata. Purtroppo da luglio la giunta Raggi è travolta da vicende giudiziarie, conflitti di interesse e inciampi amministrativi. E’ necessario voltare pagina. La Sindaca di Roma deve venire in Consiglio comunale e spiegare ai cittadini romani che cosa succede e soprattutto cosa intende fare”.
 
Duro Orfini (Pd): “C’è un velo di omertà con il consenso dei capi del M5S”
 
“Beppe Grillo pensa di cavarsela con una battuta ‘farò polizze per tutti’. Fossi in lui starei più cauto. Perché quanto sta emergendo richiede ben altre spiegazioni. Deve spiegare Virginia Raggi le ragioni di questi intrecci tra nomine, soldi, potere, interessi. Un quadro coperto in questi mesi da un velo di omertà con il consenso complice dei capi del Movimento 5 stelle. Ma molto deve spiegare Beppe Grillo: perché si è affidato a Virginia Raggi, pur avendo ben chiaro chi fosse e quale sistema di relazioni avesse alle spalle. Era tutto noto, lo abbiamo raccontato in campagna elettorale. Come era noto il curriculum della Muraro. E di Marra”.  “Ma soprattutto come funziona a Roma (e solo a Roma?) il Movimento 5 stelle? Come hanno gestito il rapporto con gli interessi in campagna elettorale? Come hanno gestito la raccolta delle risorse? Da dove vengono i soldi con cui l’uomo di fiducia della Raggi accendeva tutte queste polizze? Può un semplice dipendente comunale avere quella disponibilità di risorse? Può poi vedersi promosso e aumentato lo stipendio da un sindaco che ora – come con Marra – finge quasi di non conoscerlo” aggiunge. “Perché – come prima sulla Muraro e poi su Marra – Beppe Grillo fa finta di non vedere e copre tutto? Sullo sfondo c’è Roma, che in 7 mesi nessuno ha governato a causa di scandali, faide, dossieraggi tutti interni al Movimento 5 Stelle. Il nostro gruppo al Campidoglio ha chiesto a Virginia Raggi di venire a riferire e spiegare in aula. Temo che come al solito scapperà, per non dover riconoscere un dato ormai oggettivo: questa amministrazione ha fallito” conclude.
 
La capogruppo democratica Michela De Biase: “Chiederemo alla sindaca di venire a riferire in Aula”
 
“Mi sembra che la Giunta Raggi è arrivata al capolinea. Chiederemo al presidente d’aula Marcello De Vito di convocare subito una conferenza dei capigruppo con cui chiederemo che il sindaco venga in aula a riferire. Chiediamo alla sindaca di venire in aula a riferire, non si può andare avanti così con le mezze verità. La sindaca deve fare una valutazione serena e dire se è in grado di andare avanti e di continuare a fare il sindaco. Queste cose gravissime che apprendiamo dalla stampa nascondono l’incapacità del M5S di governare la città. La verità è che il Movimento 5 stelle in queste ore sta facendo un lavoro strategico per capire se sostenerla o meno. Invece di governare stanno ragionando su come salvare la faccia, è inaccettabile”. Così la capogruppo del Pd Michela Di Biase interpellata di passaggio in piazza del Campidoglio in merito alle recenti notizie riguardanti il sindaco di Roma Virginia Raggi. Poi a chi le chiedeva se non fossero pentiti di aver fatto dimettere l’ex sindaco Ignazio Marino per qualche scontrino Di Biase ha risposto: “La ricostruzione dei fatti è ingenerosa. Noi lo abbiamo fatto perché abbiamo constatato che non era in grado di amministrare responsabilmente e responsabilmente lo abbiamo fatto. Il M5S faccia le sue valutazioni con altrettanta responsabilità”.
 
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