Roma Capitale, Berdini abbandona la Raggi: “Dimissioni irrevocabili. Mentre le periferie sprofondano nel degrado l’unica preoccupazione è lo stadio della Roma”

Roma Capitale, Berdini abbandona la Raggi: “Dimissioni irrevocabili. Mentre le periferie sprofondano nel degrado l’unica preoccupazione è lo stadio della Roma”
“Ringrazio coloro che hanno collaborato con me e le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di duro impegno. Da questo momento le mie dimissioni sono irrevocabili. Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare tutte le condizioni per poter proseguire il mio lavoro. Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l’emergenza abitativa, l’unica preoccupazione sembra essere lo Stadio della Roma. Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma”. Con queste parole e senza aspettare la lettera di ‘licenziamento della sindaca Raggi, l’assessore Berdini ha salutato il Campidoglio.
La scelta di Berdini nel giorno dell’intesa sullo Stadio della Roma
Una scelta certamente sofferta, che arriva, non a caso, nel giorno in cui l’Amministrazione M5S, sembrerebbe aver trovato una intesa su una delle opere probabilmente più controverse degli ultimi 50 anni nella Capitale: lo Stadio della As Roma, opera sulla quale Berdini, in più occasioni aveva espresso tutte le sue perplessità e critiche. E non a caso mentre l’ormai ex assessore annunciava le sue dimissioni irrevocabili, in Campidoglio si consumava probabilmente uno degli ultimi passaggi per arrivare al nulla osta per il nuovo stadio della Roma. Alla riunione partecipavano il vicesindaco Luca Bergamo, il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, il capogruppo capitolino del M5s Paolo Ferrara, la presidente della commissione urbanistica Donatella Iorio, il dg dell’As Roma Mauro Baldissoni, il costruttore Luca Parnasi e i tecnici dei proponenti. Alla fine del vertice poche concessioni alla stampa e solo qualche parola di circostanza.
“Vorrei ringraziare l’As Roma per aver risposto alle sollecitazioni dell’amministrazione capitolina, nella riunione della scorsa settimana, presentandoci oggi una revisione del progetto che ha dei caratteri fortemente innovativi. I tavoli tecnici sono ancora al lavoro, faremo una valutazione di questa importante novità e ci siamo dati appuntamento alla prossima settimana”, ha detto vicesindaco di Roma Luca Bergamo al termine dell’incontro. Poi a chi gli chiedeva se sarà rispettato il termine del 3 marzo, Bergamo ha risposto: “È ovvio”. “Sono soddisfatto – ha detto il dg dell’As Roma Mauro Baldissoni – Noi abbiamo sempre detto che vogliamo fare questo progetto insieme alla città, perchè è importante per la città oltre che per l’As Roma e quindi deve essere condiviso con la città. Abbiamo cercato di intercettare quali sono le esigenze e visioni della nuova giunta, crediamo di averlo fatto con successo quindi continuiamo a lavorare insieme ovviamente nel rispetto dei tempi e della sostenibilità del progetto stesso”.
La contrarietà delle associazioni ambientaliste
E mentre in Campidoglio i tavoli vanno avanti, le associazioni ambientaliste e non solo si muovono contro il progetto e non smettono di contestarlo. Tra queste Italia Nostra che avverte la sindaca Raggi: “Stadio Tor di Valle 3 dicembre 2014: ‘Il procedimento di approvazione dell’impianto sportivo è un’enorme speculazione immobiliare avente lo scopo fraudolento di assicurare enormi vantaggi economici a società private a scapito degli Enti pubblici coinvolti e a discapito dei cittadini’. ‘La scelta dell’area scellerata. Da tale scelta scaturisce il piano economico miliardario e futuri costi diretti ed indiretti per la collettività’. Parole dette in Campidoglio e scritte nero su bianco in un esposto penale firmato da Daniele Frongia, Marcello De Vito, Enrico Stefàno, Davide Barillari, Valentina Corradi e dall’attuale sindaca di Roma nel vicino dicembre 2014. Che cosa o chi è cambiato da quel 3 dicembre quando il Movimento dall’opposizione è passato al governo della città? Quello che due anni fa era una sciagura oggi è diventata un’opportunità per la città. Impossibile da digerire. Le regole non sono cambiate, le leggi che governano l’urbanistica della città non sono cambiate e se tutto ciò è vero lo Stadio a Tor di Valle da un milione di metri cubi non si deve fare. Il sindaco Virginia Raggi non può rimangiarsi, come se niente fosse, la pietra dell’esposto alla Procura della Repubblica”.
Prime reazioni alle dimissioni. La durezza contro Berdini del consigliere Calabrese, M5S
“Abbiamo sempre valutato i fatti e continueremo a valutare il lavoro. Un conto sono le parole un conto i fatti. Se alle parole non corrispondono i fatti è normale che le strade a un certo punto si dividano”. Così il consigliere capitolino del M5S Pietro Calabrese, a margine dell’Assemblea Capitolina, commenta ‘a caldo’ le dimissioni “irrevocabili” annunciate dall’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. “Negli ultimi giorni si è intensificata la sua attività mediatica a cui non è corrisposta attività fattiva. La sintesi perfetta è dice ma non fa”, ha aggiunto.
Pelonzi(Pd): Berdini avversario valore. Ci perde la città
“A livello personale mi dispiace di aver perso un avversario di valore. D’altra parte l’uomo, coerente con le proprie idee, ha fatto bene a dimettersi visto quello che è emerso pubblicamente rispetto al suo giudizio sulla Raggi e il suo entourage. Purtroppo, in questo braccio di ferro ci perde la città. Non vedo l’ora di fare un convegno con lui sull’urbanistica a Roma”. Così Antongiulio Pelonzi, responsabile per il gruppo Pd dell’Urbanistica.
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