Roma. Beppe Grillo pubblica un lungo post a sostegno di Virginia Raggi. Per lui la colpa è dei media. Intanto, l’inchiesta prosegue

Roma. Beppe Grillo pubblica un lungo post a sostegno di Virginia Raggi. Per lui la colpa è dei media. Intanto, l’inchiesta prosegue

“Cara Virginia, ti scrivo pubblicamente, sfugge alla memoria quando e se ci siano precedenti! La polizza vita come strumento corruttivo è una fantasia malata, non un reato”. Inizia con queste parole, da buon padre di famiglia, la lunga lettera aperta che il leader del M5S Beppe Grillo ha indirizzato alla sindaca di Roma Virginia Raggi sul “Blog delle Stelle”. “La verità… che cosa è? In questo momento un coriandolo dentro un oceano diffamatorio – prosegue Grillo -. La verità è una carica pubblica presa d’assalto da televisioni con la bava alla bocca, messa alla berlina, diffamata ed insultata. Le polizze vita come strumento di corruzione? Ai ‘giornalisti’ sarebbe bastato chiamare un assicuratore per farsi spiegare come funzionano quelle benedette polizze: è il minimo che si chieda a chi fa informazione, essere informato! Parlano di ‘fonti’, a me viene in mente soltanto la loro immaginazione spiccia messa presto a tacere dalla Procura. E ancora: ti saresti fidata di persone sbagliate oppure sei il genio del male? A leggere i giornali entrambe le cose: non è credibile il ‘genio del male fesso’. Cara Virginia, non deve essere facile ammettere i propri errori come tu hai avuto il coraggio di fare pubblicamente – continua il leader dei pentastellati -. Anche per questo hai la mia stima. Ora è chiara una cosa: hai contro tutti quelli che era possibile immaginare e ben oltre: anche persone in carne ed ossa su cui occorrebbe poter contare. L’uomo è una creatura agrodolce ed imprevedibile, ma le idee sono come pietre, non cambiano forma a seconda della stagione e delle circostanze. In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle sono con te. Ad ogni attacco nei tuoi confronti sui giornali, per ogni insulto sessista degli ominicchi dei partiti, diffamazione sui media e cattiveria che giunge alle mie orecchie la mia stima ed il mio sostegno si fanno più forti. Leggi i commenti di questi giorni sulla tua pagina Facebook: ti faranno bene al cuore, perché non esiste ‘la Rete che semina odio’ oppure ‘la base del MoVimento in subbuglio’. Esiste solo caos ad personam, che non può disorientarci. Neppure una tempesta di invenzioni potrà mai sostituire la verità giudiziaria, figuriamoci anticiparla. E io vedo soltanto una marea di invenzioni, non ho il dono dell’invisibilità per entrare in procura a sentire quello che si dice e addirittura si pensa”. “Grazie Beppe…”, gli replica sui social la sindaca Virginia Raggi, come una brava figliola.

Il punto sulle indagini dei pm della Procura romana

Intanto, le indagini sul sistema-polizze di Salvatore Romeo continuano, ma non preoccupano la sindaca Raggi, che resta indagata di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico nell’inchiesta della procura di Roma sulle nomine in Campidoglio. Raggi presenterà “non in tempi brevissimi, forse anche tra settimane” – fa sapere il suo legale Alessandro Mancori – una memoria difensiva sugli argomenti già toccati nel lungo interrogatorio di giovedì. Nei prossimi giorni sarà invece sentito dai pm Paolo Ielo e Francesco Dall’Olio l’ex capo del personale Raffaele Marra, anch’egli accusato di abuso d’ufficio per la scelta da parte di Raggi del fratello Renato alla direzione Turismo. Raffaele Marra è stato arrestato a dicembre per presunta corruzione in una vicenda di quattro anni fa. Secondo indiscrezioni, la sindaca davanti ai magistrati avrebbe scaricato su Marra il peso dell’abuso d’ufficio, sostenendo di non essere stata informata dell’aumento significativo di stipendio di Renato Marra. Circostanza confermata dalle intercettazioni nelle quali Raggi si lamenta con l’ex capo del personale per l’aumento di stipendio ottenuto dal fratello, aggiungendo “potevate dirmelo”.

Raffaele Marra, dal canto suo, potrebbe però tentare una controffensiva dando la sua versione. La memoria della sindaca – “molto tecnica come la materia oggetto d’indagine”, secondo il suo legale – dedicherà spazio alla procedura dell’interpello, seguita dall’amministrazione M5S per la rotazione dei dirigenti che portò Renato Marra alla direzione Turismo. L’interpello prevede la possibilità per i dirigenti pubblici di proporsi a ricoprire ruoli per i quali ci si considera titolati. “Dovevano per legge ruotare 200 dirigenti e hanno scelto per trasparenza l’interpello, previsto dalla normativa, invece che la chiamata diretta come si è sempre fatto – dice l’avvocato Mancori – Il punto è stato chiarito nell’interrogatorio, ma produrremo documenti che abbiamo già esibito”. Per la procura la procedura non sarebbe stata compiuta in modo corretto perché non si sarebbero comparati i curriculum. Inoltre sul fratello di Marra gravava anche un conflitto di interessi che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, Raggi non avrebbe di fatto rimosso.

Due circostanze che hanno condotto la Procura a contestare alla sindaca l’abuso d’ufficio, accusa che sembra comunque affievolirsi per l’assenza di elementi che riconducano al dolo o all’esistenza di una utilità. Resta salda invece l’accusa di falso. Quest’ultima ipotesi sarebbe legata in particolare alla dichiarazione che la Raggi avrebbe reso alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, Mariarosa Turchi, affermando, sulla promozione di Renato Marra, di “avere agito in autonomia”. L’interrogatorio di Raffaele Marra a questo punto potrebbe essere dirimente anche per capire il percorso giudiziario dell’inchiesta in relazione alla sindaca, che oggi riposa dopo 48 ore di fuoco.

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