Referendum Cgil. Il 22 febbraio parte il camper dei diritti

Referendum Cgil. Il 22 febbraio parte il camper dei diritti

Si apre un’altra settimana importante per la campagna referendaria della Cgil: #Con2Si, tutta un’altra Italia. Parte mercoledì 22 febbraio il camper dei diritti: porterà in giro per il paese le buone ragioni per votare sì alle consultazioni su voucher e responsabilità solidale sugli appalti. La prima tappa del viaggio comincia dal mondo dell’informazione e dai suoi lavoratori. La Cgil li incontrerà a Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bari con tappe sotto le principali testate, volantinaggi presso le sedi Rai, con Camusso presente a Roma presso la sede Sky e quella di Repubblica.

“Il 22 – ha detto Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil nel suo intervento su RadioArticolo1 – inizierà un viaggio che toccherà un po’ tutti i centri grandi e piccoli del paese. Abbiamo pensato che fosse significativo far partire i 5 camper e il pullman dalle sedi dei più grandi organi di informazione e, contemporaneamente, attivare tutte le nostre strutture perché abbiano questa attenzione per il mondo dell’informazione”.

“Vogliamo dire a questi lavoratori – ha aggiunto – di riflettere sul fatto che vale davvero la pena parlare della nostra iniziativa. Di temi che stanno a cuore a milioni di persone e i cui protagonisti non sono il gruppo dirigente o i singoli dirigenti del sindacato, ma lavoratori e pensionati. Credo che lo stesso mondo dell’informazione trarrebbe beneficio dando più spazio ai temi del lavoro e ai protagonisti silenziosi del lavoro”.

Per questo la Cgil ha scelto di contraddistinguere la sua campagna proprio attraverso il racconto delle persone. “Siamo impegnati a trovare storie, a raccontarle e filmarle – ha spiegato il segretario confederale –. E la cosa incredibile è che sono gli stessi lavoratori a voucher o in appalto a proporsi, che ci raccontano la loro vicenda. Stiamo, inoltre, ricevendo e dando diffusione attraverso i social e il web a centinaia di vignette e modi nuovi di raccontare le singole esperienze. Vuol dire che c’è una volontà di partecipazione e una notevole capacità di aggregazione di questa iniziativa referendaria. Spesso si tratta di persone che non hanno quasi niente a che vedere col sindacato, non sono nemmeno iscritti”.

Baseotto ha poi ribadito come alcuni risultati siano stati già colti: “La nostra mobilitazione fa bene alla democrazia. Finalmente in questo paese si torna a parlare di lavoro. Inoltre, le forze politiche hanno deciso di mettere all’ordine del giorno la discussione sulla nostra proposta di legge per una Carta dei diritti universali del lavoro. Naturalmente siamo preoccupati, perché sappiamo di stare affrontando una sfida inedita e difficile”.

Una sfida, ha concluso il dirigente sindacale, “che richiede alla Cgil la capacità di parlare oltre la propria rappresentanza abituale tradizionale. Di rivolgersi anche a coloro con i quali normalmente non parla. Una sfida alta, ma con una grande voglia di vincerla, questa sfida”.

Straordinaria opportunità. Mai come ora le posizioni sono chiare. Al congresso fondativo di Sinistra italiana, sabato a Rimini, lo ha detto chiaro Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, i metalmeccanici della Cgil: “La campagna referendaria deve diventare il terreno largo di mobilitazione, non solo per cancellare i voucher ma per tornare a unire il mondo del lavoro, oggi diviso e frantumato e in cui i giovani precari non si sentono rappresentati”. Fabio Mussi – ex Pci, poi Pds, Democratici di sinistra e ora Si, nonché ministro dell’Università nel secondo governo Prodi – va anche oltre e definisce i voucher come “forma di schiavismo nell’industria moderna” e la politica dei bonus di Renzi come “l’Achille Lauro 4.0”.  In contemporanea, al teatro Vittoria di Roma, Roberto Speranza, minoranza Pd e scissionista in pectore, accusava “il gruppo dirigente del Pd” di avere paura: “Dice che dobbiamo scappare perché c’è il referendum. Ma un milione di cittadini che firma per più diritti è una straordinaria opportunità”. Mentre Enrico Rossi, governatore della Toscana e altro scissionista, invoca “un partito partigiano”: “Non possiamo che essere favorevoli alle richieste di rivedere i voucher. Una forza come la nostra non può fare a meno di un confronto con i sindacati”. Appunto.

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